Simona Conti: 'Orgogliosa che il premio l'abbia vinto un tecnico delle giovanili'

Simona Conti: 'Orgogliosa che il premio l'abbia vinto un tecnico delle giovanili'
15/02/2022
Simona Conti, coach delle nazionali U15 e U12 baseball e dei Torre Pedrera Falcons, intervistata dopo la nomina a "Coach dell'anno 2021" di baseball

La rivoluzione è donna nel baseball e nel softball: a grande maggioranza il mondo dei diamanti italiani ha incoronato Simona Conti, tecnico delle nazionali giovanili di baseball, dei Torre Pedrera Falcons e dell'Accademia Regionale Emilia-Romagna, come coach dell'anno per il baseball. Una carriera da tecnico iniziata nei primi anni del nuovo millennio e che non accenna a fermarsi: dal 2017 è bench coach della Nazionale U12 che proprio da allora ha vinto 4 titoli europei consecutivi. Quest'anno raddoppia, sempre al fianco di Stefano Burato, nello staff dell'under 15.

Quando hai cominciato a capire che potevi diventare un tecnico di baseball?

Ho fatto il corso tecnici nel 2002 più che altro per seguire alcune mie compagne di squadra dell’allora Rimini Softball. Grazie a quella squadra e alla mia allenatrice ero innamorata del softball, ma al corso partecipai più per stare in compagnia che per altro. Avevo tutt’altro orientamento, arrivando da studi di agraria. Poi, nell’estate 2003 Davide (Sartini, ndr) mi chiese di aiutarlo perché aveva molti bambini al corso estivo di baseball. L’estate successiva lui fu chiamato in accademia a Tirrenia, quindi i Falcons si trovarono con le giovanili scoperte. Io fui catapultata da un giorno all’altro a gestire una squadra di ragazzini di 12 anni. All’inizio fu difficile: ero completamente priva di esperienza, ricordo anche che molti smisero per il cambio allenatore, e così mi trovai a ricostruire un settore giovanile praticamente da zero. Ma nel giro di un anno, nonostante le difficoltà, avevo già capito che quella sarebbe stata la mia strada e l’inverno successivo mi iscrissi a scienze motorie.

Una donna che vince un premio in un ambiente prettamente maschile.

Inizialmente, quando sono stata nominata fra i primi cinque tecnici d’Italia, ho provato un forte orgoglio nel vedere il nome di una donna in mezzo a quella lista. Poi non ci ho più pensato. Adesso, invece, quello che mi inorgoglisce ancora di più, è che il premio l’abbia vinto un tecnico che si occupa prettamente di giovanili. Purtroppo da parte di alcuni c’è ancora il retaggio che il miglior tecnico debba essere quello che ha vinto lo scudetto 'seniores', dimenticandosi che i ragazzi che abbiamo oggi in prima squadra sono cresciuti nei nostri settori giovanili. E senza quei tecnici che da bambini li hanno fatti appassionare e innamorare del nostro sport oggi non avremmo il patrimonio di giocatori che abbiamo. Non dimentichiamoci da dove veniamo.

Quale è la soddisfazione maggiore che si prova ad allenare i giovani?

Le soddisfazioni maggiori credo siano quelle che arrivano con il tempo, che si fanno attendere, e veder crescere i ragazzi, dentro e fuori dal campo, credo sia la più bella. Vedere i ragazzi che hai allenato fin da quando avevano cinque o sei anni andare al liceo, diplomarsi, vederli con le prime ragazze, prendere la patente, vederli entrare all’università o nel mondo del lavoro, e che quando ti incontrano hanno sempre piacere di salutarti e fermarsi a scambiare due battute è la soddisfazione maggiore. Sai di non aver vissuto con loro solo la gioia momentanea di una vittoria, ma di aver condiviso con loro un cammino che si chiama crescita.

Falcons e nazionale nel 2021 ti hanno dato grandissime soddisfazioni: cosa ti aspetti per il 2022?

Per quello che riguarda gli obiettivi agonistici, dei quali chi mi conosce bene sa quanto sono scaramantica a parlare, credo che il 2022 sarà un anno di transizione. Con i Falcons giocheremo il nostro primo storico campionato di serie A e lo faremo con una squadra composta al 75% da under 21, mentre con i settori giovanili siamo riusciti a trasformare la pandemia in un’opportunità e quest’anno stabiliremo il nostro record storico di tesserati e squadre in campo. Per quanto riguarda le Nazionali, nella categoria U15 sarà un anno di costruzione, non avendo impegni agonistici butteremo le basi per gli impegni futuri, mentre con la U12 faremo di tutto per difendere il titolo europeo custodito da quattro anni.

Ma credo che il 2022 ci riservi una sfida ben più grande di quelle agonistiche: soprattutto per chi si occupa di settori giovanili, ed in particolare dei più piccoli, questi tre anni di pandemia ci hanno lasciato una difficile eredità. I ragazzi che hanno vissuto in questi ultimi tre anni gli anni del loro maggior sviluppo motorio si portano dietro delle cicatrici invisibili dal punto di vista motorio ed un po’ tutti i giovani ne hanno anche dal punto di vista psicologico. Quindi la sfida più grande sarà rimboccarci le maniche e riuscire a colmare il vuoto motorio e sociale lasciato da questi tre anni.

Nella foto di copertina Simona Conti con Italia Baseball U12 nel momento dei saluti dopo la prima partita del Campionato Europeo di Baseball U12 2021 contro la Polonia a Mortsel (Belgio).