Con ‘Prime Basi’ il baseball e il softball chiamano le nuove leve per farle innamorare dei diamanti

Con ‘Prime Basi’ il baseball e il softball chiamano le nuove leve per farle innamorare dei diamanti
24/07/2020
La pandemia di coronavirus non ha solo rallentato l’avvio della stagione agonistica, ma anche diversi progetti che la Federazione ha preparato durante i mesi precedenti l’emergenza e che erano pianificati per avviarsi insieme ai campionati

La pandemia di coronavirus non ha solo rallentato l’avvio della stagione agonistica, ma anche diversi progetti che la Federazione ha preparato durante i mesi precedenti l’emergenza e che erano pianificati per avviarsi insieme ai campionati.

In realtà, così come avvenuto per il baseball e il softball giocati, la terribile piaga ha soltanto rinviato, non cancellato i programmi. Fra questi assume oggi particolare significato e, ci auguriamo, efficacia il progetto Prime Basi Open Days.

Si tratta di un’operazione promozionale nuova, nata dall’iniziativa del Consigliere Federale Marco Mannucci, dal quale ci facciamo spiegare i dettagli.

“A cominciare dal nome: ‘Prime Basi’, l’operazione” racconta Mannucci “è stata progettata insieme a , filiale di una delle più storiche e importanti agenzie di pubblicità al mondo, fondata a Chicago nel 1935 e presente nel nostro paese dal 1966, che si è resa disponibile a lavorare insieme alla FIBS mettendo a disposizione tutta la professionalità e le competenze che dedica ai progetti di comunicazione dei suoi grandi clienti.
Abbiamo operato secondo i canoni classici del rapporto con un’agenzia: siamo partiti dal briefing, individuando gli obiettivi che la FIBS si prefigge, ovvero, in questo caso, l’incremento sostanziale dei propri atleti in età compresa fra i 7 e i 12 anni.
Ad oggi la maggior parte del reclutamento avviene attraverso il canale scuola e con questo progetto abbiamo inteso ‘guardare fuori dal quadro’ per provare a sfruttare una strategia commerciale e andare ad attirare direttamente l’attenzione dei genitori sui nostri contenuti.
Quindi abbiamo studiato un programma di coinvolgimento diretto, per portare le famiglie a contatto con le Società, i loro operatori e i loro impianti e i giovanissimi con gli strumenti del Prime Basi Logo (Leo Burnett)gioco. Dei veri e propri ‘porte aperte’ presso i club che sceglieranno di entrare a far parte del programma.
La Leo Burnett, quindi, ha analizzato il target e ideato una campagna basata sui social media Facebook e Instagram alla quale la Federazione ha dedicato un investimento particolarmente significativo.
Grazie al fatto di essere tornati in campo prima di tanti altri sport stiamo già registrando un incremento importante di nuovi giocatori Under 12 e credo che questa attività promozionale possa trovare un terreno molto fertile.”

Concretamente come è strutturato ‘Prime Basi’? “Intanto il periodo individuato è settembre, andando a colpire il back-to-school, cioè il momento dell’anno in cui - in larga misura - figli e famiglia decidono quale sport praticare. Tutte le Società saranno invitate, attraverso un apposito modulo, a comunicare la loro adesione e ospitare le sessioni promozionali ‘Prime Basi Open Days’ fra il 7 settembre e il 4 ottobre, secondo la loro disponibilità di tempo e di operatori. Potranno scegliere quali e quanti giorni della settimana dedicare alle esperienze, che saranno della durata di 75 minuti e riservati ad un massimo di 10 ragazzi/e ciascuno. Dirigenti e tecnici parteciperanno a momenti formativi online in modo da essere preparati all’accoglienza delle famiglie con un format condiviso, mentre le prenotazioni dei partecipanti verranno gestite attraverso un sistema collegato al sito web della Federazione che tratta ciascuna sede in autonomia, assecondando il calendario indicato da ogni Società.
Parallelamente, si attiverà la massiccia campagna social che porterà i genitori a collegarsi alla pagina Prime Basi.”

Quali risultati si attende la FIBS dall’operazione? “Al riguardo vorrei essere molto cauto, perché l’agenzia parla di numeri molto alti. Il target di riferimento della pubblicità è quantificato in 5.8 milioni di persone, noi confidiamo di raccogliere le adesioni fra i 6 e i 10 mila ragazzi in tutta Italia e ci aspettiamo che una buona percentuale di questi decida di proseguire l’esperienza con il club. Arrivare a queste cifre significherebbe aver realizzato un’operazione eccellente, storica. Certamente molto dipenderà dall’accoglienza e dall’appeal che ognuno riuscirà a presentare a quanti saranno incuriositi dalla nostra proposta, ma sono certo che le Società sapranno cogliere al meglio questa opportunità.”

Marco Landi