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FAQ Protocollo di comportamento COVID-19 per ripresa degli allenamenti

Le domande devono essere inviate a covid19@fibs.it.

La pagina verrà aggiornata ogni giorno verso le 18.00 con le domande giunte nelle 24 ore precedenti.

 

65. Nel caso un atleta presenti febbre o dichiari di aver avuto febbre oltre 37,5 o altri sintomi, ma senza contatto covid dichiarato, come bisogna comportarsi?

Se un operatore sportivo presenta all'ingresso al sito una temperatura superiore ai 37,5°, va attivata la procedura di emergenza come indicato nelle Linee Guida e nel Protocollo. Lo stesso deve avvenire in presenza anche di una singola risposta affermativa alle voci presenti sui Modelli A e B. 

64. Può un tecnico, regolarmente iscritto a livello individuale all'elenco della FIBS, ma tesserato per altra Società o per nessuna Società partecipare a un allenamento?

No, il tecnico che partecipa a un allenamento deve essere tesserato per la Società cui fa capo la squadra che allena.

63. Se un giocatore tesserato per altra Società o altra Società estera richiede di accedere agli allenamenti, quale comportamento occorre tenere?

Il giocatore può partecipare all’allenamento presentando nulla osta scritto della Società di tesseramento, italiana o estera. Ovviamente dovrà attenersi a tutte le altre disposizioni delle Linee Guida e del Protocollo messe in atto dalla Società cui fa capo l’allenamento.

62. Alcune domande sulle disposizioni in merito all’attività amatoriale:

- È possibile riprendere l'attività amatoriale?  Certamente

- Il tesseramento amatoriale e compatibile con quello agonistico?  

- Tesserati amatoriali ed agonistici possono partecipare attivamente allo stesso allenamento coperti dall'assicurazione e in regola ai fini di responsabilità e certificazione medica, visto che per l'amatoriale non è richiesto un certificato agonistico? Il tesserato agonista può fare attività amatoriale ma non viceversa. Per cui chi è tesserato agonista con una società che pratica attività agonistica, può anche svolgere attività amatoriale.

- Nel tesseramento amatoriale non è necessario indicare una società di appartenenza, ma ci si può tesserare anche come atleta autonomo. In questa situazione di emergenza, è possibile organizzare degli allenamenti tra tesserati autonomi? Come funziona ai fini della responsabilità per la prevenzione al contagio? Ognuno è responsabile per sé stesso oppure in questo caso non è possibile organizzare allenamenti non essendoci una figura responsabile? Gli allenamenti sono possibili, ma l’attività nel rispetto del Protocollo deve essere concordata con chi è responsabile dell’impianto nel quale ci si allena.

- Nell'eventualità invece che il tesseramento venga effettuato attraverso una società regolarmente affiliata, per poter svolgere gli allenamenti occorre attenersi alle Linee Guida per gli Sport di Squadra, ovvero autocertificazione modulo A o B, misurazione temperatura corporea, distanziamento, ecc…? La responsabilità sull'adozione delle misure ricade sui dirigenti della Società e quindi deve essere presente un dirigente di questa a vigilare sul rispetto delle Linee Guida e del Protocollo?  La risposta è affermativa per tutte le domande.

- Nell'amatoriale, il medico di riferimento è necessario, obbligatorio, consigliato o non necessario?  Non è obbligatorio per alcuna attività FIBS, tuttavia, vista la circostanza, è fortemente consigliato per tutti.

- Da metà luglio sarà possibile organizzare Tornei Amatoriali di Baseball/Softball con più squadre partecipanti? Sì, una volta che il Protocollo per le Gare sarà approvato. Ovviamente l’organizzatore sarà tenuto a comportarsi come squadra ospitante.

 61. L'utilizzo del protocollo e la compilazione e consegna dei moduli A e B, per la tutela della salute in primis e della responsabilità civile e penale in seconda battuta, non dovrebbero essere obbligatori anche per le fasi di manutenzione degli impianti poi adibiti agli allenamenti e comunque utilizzati da tutti gli operatori della società sportiva? Con l'unica differenza di concedere, dopo i preventivi controlli, l'accesso anche a non tesserati e a chi è privo di certificato medico per le attività sportive?

Corretto. Infatti, tanto le Linee Guida del Governo, quanto il Protocollo della Federazione dedicano ampio spazio all’accesso al sito sportivo di operatori sportivi, così definiti nelle Linee Guida: “per operatore sportivo si intende sia l’atleta, sia il personale di supporto presente nel sito sportivo (dirigente, tecnico, ufficiale di gara limitatamente alla fase dell’allenamento, e collaboratore a vario titolo), individuati dall’organismo sportivo di riferimento.” Sono quindi compresi sia i tesserati che non siano atleti, sia i terzi, indicati come “fornitori” nel Protocollo. Per tutti si applicano le procedure di contenimento del contagio disposte dai documenti di cui sopra. Il Modello A già prevede che la certificazione medica sportiva sia richiesta soltanto per gli atleti, come previsto dalle norme federali.

60. Nel caso in cui, dopo la ripresa degli allenamenti di squadra, qualche atleta volesse svolgere sessioni di allenamento individuale in giornate in cui non si allena il gruppo intero, è necessaria comunque la misurazione della temperatura prima dell’accesso al sito sportivo?

La procedura per gli allenamenti degli sport di squadra si riferisce proprio alla gestione di un gruppo. In assenza di possibilità di assembramento valgono le regole per gli allenamenti individuali precedenti. Ovviamente tutte le precauzioni per l’attrezzatura o la sanificazione degli ambienti chiusi dopo l’eventuale utilizzo permangono.

59. Alla luce dei vari DPCM, ordinanze regionali e comunali e indicazioni della stessa FIBS, vorremmo alcune conferme su quali siano i compiti del “Medico di Riferimento” (nei casi in cui una piccola società non abbia un Medico Sociale:

  • - il Medico di Riferimento può dare consulenza e indicazioni sulla interpretazione e applicazione di quanto stabilito dai DPCM e dai protocolli per l’attività sportiva (al momento per allenamenti). Corretto
  • - il Medico di Riferimento controlla le autocertificazioni. Corretto
  • - il Medico di Riferimento controlla i prodotti usati per sanificazione e i DPI. Corretto
  • - il Medico di Riferimento, in caso di irregolarità di quanto sopra, dà indicazioni su come operare correttamente. Corretto
  • - il Medico di Riferimento non rilascia alcuna certificazione o approvazione formale di quanto sopra, in quanto tale compito ricade in capo al medico di base. I punti precedenti si riferiscono all'attuazione delle Linee Guida e del Protocollo che sono responsabilità della Società, la quale può opportunamente essere guidata in questo dal Medico di Riferimento. Su questi aspetti il Medico di Base del singolo tesserato non è coinvolto. A meno che non accetti di diventare il Medico di Riferimento per la Società.
  • - in caso di eventuali situazioni potenzialmente a rischio o conclamate, il Medico di Riferimento viene chiamato in causa per “sovrintendere la gestione” di tali situazioni, senza alcuna responsabilità diretta di certificazione e/o documentazione, attività che ricadono in capo al medico di base, il quale seguirà la procedura (test, tampone, controllo in quarantena, ecc.). Corretto
  • - in merito al punto precedente, se i dirigenti della società sportiva si attivano per la prassi prevista dai DPCM (allontanamento e interdizione del soggetto a rischio, segnalazione al medico di base competente, controllo della situazione per un successivo rientro) non è necessario il Medico di Riferimento. Il Medico di Riferimento, se presente, può ovviamente sovrintendere alla procedura di cui sopra e a tutte le altre responsabilità in capo alla Società. Come già sottolineato, le carte federali non prevedono l'obbligo per le Società di dotarsi di un Medico Sociale (tesserato), tuttavia, soprattutto data l'attuale situazione, la supervisione di un medico è particolarmente consigliata.

58. In caso di irreperibilità dei guantini monouso, questi possono essere surrogati da frequenti sanificazioni delle mani?

Sì, i guantini monouso sono particolarmente indicati per singole operazioni, mentre, stante la regola di non toccarsi mai il capo con le mani nel corso dell’attività, la sanificazione frequente delle mani costituisce un’alternativa valida degli stessi.

57. Un giocatore fuori sede può allenarsi con la squadra di una Società vicina alla sua residenza, previo nulla osta della Società di appartenenza?

Sì, a fronte di nulla osta scritto ufficiale, il tesserato può svolgere attività di allenamento presso altra Società, nel rispetto pieno e reciproco della procedura prevista dalle Linee Guida e dal Protocollo.

56. Viste le risposte alle domande 55 e 33, si rende necessario che la presentazione dei modelli A e B, da parte degli operatori sportivi, avvenga preventivamente allo svolgimento degli allenamenti? 
Questo perché, per qualsiasi risposta affermativa ad una delle domande dei suddetti modelli, si dovrà permettere alla Società di farli esaminare da un medico competente, che presumibilmente non conoscerà di fatto gli atleti (in molte realtà non c'è un medico designato), perciò avrà la necessità di conoscerne il quadro clinico prima di poter redigere un certificato che acconsenta l'ingresso al campo, esonerando così da ogni responsabilità il Presidente della Società stessa. 
Tutto questo naturalmente si verificherà ogni qualvolta ci siano delle variazioni nelle risposte ai due modelli.

La tempestività è sempre opportuna, tuttavia va ricordato che qualora un atleta, tecnico o altro operatore sportivo presenti un Modello A o B recante risposta affermativa a uno dei casi a rischio previsti, questi non potrà accedere al sito sportivo e la Società dovrà attivare immediatamente quanto disposto da Linee Guida e dal Protocollo, invitando l’interessato a rivolgersi immediatamente al suo medico di base o alla ASL di competenza (Il Ministero della Salute indica i numeri verdi http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus per ogni ASL.
Il rientro in attività sarà possibile solo a fronte di certificazione del medico di base del tesserato. Questa dovrebbe essere opportunamente visionata dal Medico Sociale o di Riferimento della Società, il quale, pur non essendo obbligatorio per le carte federali FIBS, si rende nella circostanza particolarmente consigliabile, in quanto potrà svolgere da supporto per la messa in atto delle misure previste dalle normative anti-Covid, la cui applicazione resta in capo al Legale Rappresentante della Società stessa.

55. In caso di risposta affermativa sul Modello A o B in merito all'esposizione al contagio, come ad esempio contatti con casi accertati, ma risalente ad oltre 2 mesi prima, il tesserato può accedere all’impianto?

Per coloro che sono venuti a contatto con casi Covid-19 sono previste procedure medico-sanitarie ben precise: quarantena, doppio tampone, esame sierologico.
L’accesso all’allenamento nei casi a rischio non può avvenire se non a fronte di certificazione da parte del medico di base dell’interessato.

54. Nel caso di un atleta in età minibaseball che periodicamente ha delle febbri causate da placche alle tonsille ed già in lista di attesa per operazione chirurgica al fine di asportare le tonsille, il cui pediatra non può evadere certificato medico dove attesti che non sono febbre correlate a Covid-19 perché non può prescrivere i tamponi, può accedere all’allenamento se i genitori fanno un'ulteriore autodichiarazione dove specificano che la febbre è curata con antibiotico e dovuta a questa patologia?

In un caso come questo la pediatra deve solo rilasciare il certificato di idoneità secondo scienza e coscienza. In assenza di certificato, il bambino non può allenarsi con la squadra.

53. La nostra Società intende organizzare dei campi estivi in cui far giocare a baseball, affiancandolo ad altre attività ludiche.
I ragazzi "non atleti" che accoglieremo, saranno suddivisi in 3 categorie (scuola primaria, secondaria di 1 grado e secondaria di 2 grado). 
A parte le indicazioni del governo ed enti locali per quanto riguarda i campi estivi e le attività sportive e alle indicazioni contenute nella guida FIBS, ci sono ulteriori indicazioni da seguire? Va comunicata alla Federazione l'istituzione di questi campi? I ragazzi partecipanti devono presentare una certificazione medica, oppure è sufficiente la compilazione del modulo A o B?

Nel caso di camp per ragazzi non tesserati, di tipo multidisciplinare ludico-ricreativo, occorre seguire le apposite Linee Guida per i centri estivi e le attività ludico-ricreative del Governo. Per la parte tecnica di ciascuna disciplina è corretto seguire le indicazioni di ciascuna Federazione per le specificità delle discipline di volta in volta proposte ai ragazzi.
Non è necessario comunicare alla Federazione tali attività, così come non è necessario l’utilizzo dei Modelli A e B FIBS.
Dal momento in cui i partecipanti al camp nell'impianto sottoscrivono un atto di partecipazione (onerosa o non) la Società organizzatrice affiliata è coperta dall'assicurazione federale, anche per gli eventuali collaboratori contrattualizzati e compresa la parte integrativa riferita alla tutela legale del Presidente e di tutti i Consiglieri delle stesse nei confronti di terzi e/o tesserati anche per gli eventuali contenziosi riferiti al rischio Covid-19.

52. Se la Società non ha un Medico Sociale, quali sono i compiti e le responsabilità di un Medico di Riferimento? Questo potrebbe essere il medico di base di ogni atleta/dirigente/allenatore? Qualora non fosse possibile reperire un Medico di Riferimento come deve comportarsi la Società?

Il Medico di Riferimento o Competente è un medico che aiuta la Società nel mettere in pratica quanto previsto dalle Linee Guida del Governo e dal Protocollo della Federazione, ad esempio dà le informazioni corrette ed essenziali ai dirigenti della Società, legge e controlla le autocertificazioni o i certificati presentati dagli operatori sportivi, verifica le attività e i prodotti di sanificazione e i DPI…
Ogni medico può essere il Medico di Riferimento della Società.
Pur non essendo prevista la obbligatorietà del Medico Sociale nelle carte federali FIBS, la cui presenza comunque è e rimane assolutamente opportuna, data la particolare circostanza è fortemente consigliato che, almeno in una prima occasione, per fornire il supporto e la competenza necessaria ai dirigenti della Società nell’avvio delle procedure previste nelle Linee Guida e nel Protocollo, sia presente un Medico di Riferimento, al quale sarà poi possibile fare capo per sovrintendere la gestione di eventuali situazioni potenzialmente a rischio o conclamate. Si veda anche la risposta alla domanda 33.

51. Nel caso di soli allenamenti fini a sè stessi e quindi non finalizzati ad effettuare campionati o tornei o manifestazioni è possibile (fino a quando non si partecipa ad un campionato) utilizzare il certificato che si usa per piscine o palestre che rilascia il proprio medico di famiglia?

In materia fa chiarezza la Federazione Medico Sportiva Italiana in questo documento: https://www.fmsi.it/images/img/news/CERTIFICATI_MEDICO_SPORTIVI_15-03-2018.pdf al capo 3, dal quale si evince che, nel caso di atleti tesserati per una Federazione, ma di età al di fuori di quella considerata agonistica, ovvero, nel caso della FIBS, come indicato nel Regolamento Attività Agonistica, precedentemente all’anno di compimento del nono anno di età, è sufficiente il certificato per la pratica sportiva non-agonistica, che può essere rilasciato, oltre che dal medico sportivo, anche dal medico o dal pediatra di base. Dal 1° gennaio dell’anno in cui l’atleta compie nove anni, è obbligatorio il certificato medico agonistico.

50. Nel caso in cui ci fossero problemi a fare visionare l'autocertificazione Modelli A e B del Protocollo dal Medico Sociale, sarebbe possibile sottoporre tali documenti al Medico di famiglia dell'interessato? 

Ribadito che, in particolare nella presente situazione, è estremamente opportuno e consigliato che ogni Società si doti di un Medico Sociale o, per lo meno, di un Medico di Riferimento per supportare la dirigenza nell’attuazione di tutte le disposizioni presenti nelle Linee Guida per gli Allenamenti degli Sport di Squadra emanate dalla Presidenza del Consiglio e nel Protocollo FIBS, le stesse Linee Guida indicano, a pagina 35, che, per gli sport non-professionistici, il medico di base del tesserato può essere il riferimento soprattutto in presenza di caso conclamato di Covid-19 e per gestirne il rientro, che può avvenire solo a fronte di certificazione da parte di questo.
In assenza di Medico Sociale o di Riferimento, è il Legale Rappresentante della Società che ha la responsabilità del controllo e della raccolta delle autocertificazioni Modello A e B e dell’attivazione dei comportamenti conseguenti previsti nelle Linee Guida e nel Protocollo.

49. Quanto previsto dal comma 2 dell'art 103 del DL 18/2020, ovvero l’estensione della validità di alcuni documenti a causa dell'emergenza sanitaria, comprende i certificati d'idoneità per attività sportiva?

L’articolo 103 si riferisce a “Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza” e non a certificati medici. A tal proposito ribadendo l’obbligatorietà del certificato medico sportivo in corso di validità, si indica quanto riferito dalla Federazione Medico Sportiva Italiana a questo link: http://www.sport.governo.it/media/2129/suggerimenti_visite_medico-sportive_20200428.pdf . Si ribadisce che non tutti i certificati scadono dopo un anno e non tutti gli atleti idonei sono sani: ci  sono certificati che scadono dopo tre mesi, altri dopo sei, altri dopo nove per la presenza di problematiche di salute che devono essere ricontrollate periodicamente. Quando il certificato è scaduto l'atleta non è più idoneo e quindi la responsabilità civile e penale nel fare allenare un giocatore senza l'idoneità ricade sul Presidente della Società. 

48. Nell’autocertificazione si fa riferimento alla visita medico-sportiva agonistica. È necessaria la visita medica anche per il personale tesserato non giocatore (coach, manager, dirigenti etc.)?

Nulla è cambiato rispetto al passato per quanto riguarda le certificazioni mediche per la pratica sportiva agonistica e non-agonistica. I tesserati non-atleti non sono quindi tenuti a presentarle. 

47. Un tecnico genitore asintomatico di un bambino sospetto di Covid-19 in attesa di tampone può svolgere regolarmente l’allenamento?

Il “contatto con caso sospetto” costituisce, come indicato nei Modelli A e B, una delle condizioni che vietano l’accesso al sito sportivo.

46. Secondo l'ordinanza regionale della Lombardia numero 547 del 17 maggio 2020, le attività sportive sono consentite fino ad un massimo di 4 persone esclusi gli istruttori. Successivamente viene anche indicato che "tali previsioni potrebbero essere aggiornate con successivi protocolli che saranno stipulati con le federazioni sportive."
Di conseguenza, in Lombardia, ad oggi 21 maggio, è possibile allenarsi in più di 4 persone più istruttore, seguendo il protocollo FIBS, oppure è necessario seguire l'ordinanza regionale ed è quindi vietato?

La lettera dell’ordinanza consente l’allenamento in gruppi di 4, più coach.

45. Sulle FAQ sono indicate le mascherine certificate UNI EN ISO 14683-2019, che sono difficilmente reperibili. Vanno bene anche quelle marchiate UNI EN ISO 14683-2005?

Sì. La certificazione più recente è stata introdotta solamente nell'ottobre 2019, subito prima della crisi, è perciò normale che praticamente tutte le confezioni riportino ancora la data del 2005 per la certificazione. 

44. Sulle FAQ al punto 18 si indica che le distanze aumentano se un atleta suda e corre, come mai al punto 35 viene indicato che la pallina non rappresenta un oggetto di particolare diffusione del contagio? È sempre a contatto con il sudore delle mani. Il problema di trasmissione è legato solo alla saliva e non al sudore?

Gli esperti (vedere ad esempio intervista a Massimo Andreoni sul Sole 24 Ore https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-l-infettivologo-andreoni-fare-piu-attenzione-solito-ma-inutile-rinunciare-palestra-ACnHt9LB e a Francesco Broccolo su La7 https://www.la7.it/aggiornamenti-sul-coronavirus/video/il-covid-si-puo-trovare-anche-nel-sudore-07-05-2020-323653) non indicano il sudore come mezzo di diffusione del virus, tuttavia il sudore è indice di aumento del metabolismo e, sotto sforzo, il corpo umano emette una maggiore quantità di aerosol con l’espirazione, da qui l’importanza del distanziamento durante l’attività fisica, in particolare quando svolta senza mascherina e quando gli atleti sono in movimento e in corsa, a causa dell'effetto scia.
Su tutto, comunque, è primario e il fondamentale rispetto delle norme generali di comportamento, ovvero il distanziamento, il non toccarsi il viso con le mani e il frequente lavaggio/disinfezione di queste, in particolare al termine di ogni esercizio fisico e contatto con tutti gli strumenti di gioco.

43. Data la peculiarità del nostro sport, qualora si presentassero possibilità di reclutamento di atleti provenienti da altri sport, sarebbe possibile tesserarli utilizzando il loro certificato agonistico (esempio calcio, pallacanestro, ecc.) o ne dobbiamo ottenere uno per il baseball?

I certificati sono specifici per ogni disciplina, che deve essere citata nel certificato stesso.

42. È consentito l’accesso al sito sportivo agli operatori media per esercitare il diritto/dovere di cronaca?

Gli operatori media possono accedere al sito sportivo, ma non al terreno di gioco, con il consenso della Società, previa compilazione del Modello A e nel rispetto di tutte le disposizioni previste per il contenimento del contagio (distanziamento, DPI), in numero e per il tempo limitato allo svolgimento dell’incarico diritto di cronaca.

41. È confermato che non è mai possibile, in alcun luogo dell'impianto, rimanere a distanza inferiore a m 1,80, neanche con le mascherine indossate. In particolare, i tecnici non possono mai avvicinarsi agli atleti durante l'allenamento, né in campo né nel bullpen?

La distanza indicata nel Protocollo è la minima prevista in ogni circostanza e l’uso della mascherina è obbligatorio in ogni parte del sito sportivo, con l’esclusione del terreno di gioco ad attività sportiva in corso.

40. Fatte salve disposizioni regionali e comunali differenti, la FIBS ed il DPCM consentono l'inizio degli allenamenti collettivi il 25 maggio?

Il DPCM 17 maggio 2020 indica al comma 1 dell’Art. 11: “Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 18 maggio 2020 in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile 2020 e sono efficaci fino al 14 giugno 2020.”
Non è competenza delle Federazioni Sportive Nazionali disporre diverse tempistiche di attuazione.

39. Negli allegati A e B del protocollo si deve rispondere se nei 14 giorni precedenti alla dichiarazione si sono presentati sintomi vari, come mal di testa, nausea ecc. ma se un richiedente ingresso alla struttura avesse, per esempio, mal di testa cronico, quindi ragionevolmente indipendente dal virus, dovrebbe comunque dichiarare che l'ha avuto e per questo si renderebbe non ammissibile l'ingresso alla struttura? Questo varrebbe anche per altri sintomi come nausea, congestione nasale dovuta ad allergie, stanchezza e dolori muscolari dovuti alla ripresa delle attività dopo mesi di fermo? Non sarebbe meglio poter specificare negli allegati se si conoscono le cause?

La certificazione in merito a situazioni pregresse o congenite dei sintomi spetta al medico di base di ciascun operatore sportivo o soggetto tenuto alla compilazione dei modelli A e B.
Tale documentazione va presentata dal soggetto alla Società e, al proposito, assume ulteriore cogenza la valutazione da parte di un Medico Sociale o di Riferimento (Medico Competente).

38. Quando è stato pubblicato il protocollo di comportamento era indicato che doveva essere approvato dagli organi competenti. Il punto g) del DPCM del 17/05/2020 indica che ogni FSN emanerà una linea guida di condotta.
Il protocollo è quindi già convalidato o bisogna avere un ulteriore ok?

Le Linee Guida dell’Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri sugli Allenamenti degli Sport di Squadra e i Protocolli delle singole discipline che ne costituiscono il complemento integrato, sono stati validati definitivamente dal Comitato Tecnico Scientifico in data 20 maggio.

37. Le opere di sanificazione di bagni, locali comuni, magazzini dei siti sportivi devono essere svolte da una ditta specializzata che rilascia certificazione a valore legale oppure possono essere svolte da personale volontario? Esiste una frequenza minima? Quali materiali vanno utilizzati? Va tenuto un registro delle attività e dei materiali usati per la sanificazione?

Le Linee Guida dell’Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a cui si rimanda, parlano di “sanificazione” e “pulizia” che dovranno essere pianificate, a livello ordinario, dall’organizzazione sportiva sulla base della specifica valutazione del rischio e dell’utilizzo dei luoghi in questione. La sanificazione straordinaria è obbligatoria in caso di presenza di persona con sintomi.

36. Per quanto riguarda l’attività amatoriale e giovanile (non agonistica), è confermata la necessità di certificato medico per la pratica NON agonistica? Per le stesse, è obbligatorio il tesseramento prima dell’accesso all’impianto?

Sono confermate, in merito alle certificazioni mediche e al tesseramento, le disposizioni già valide precedentemente alla pandemia in atto.

35. La palla da baseball o da softball non è considerata oggetto di trasmissione del contagio, ci sono degli studi al riguardo? È possibile recuperare della documentazione?

La palla non è considerata un oggetto di particolare diffusione del contagio in presenza di tutti gli altri comportamenti di prevenzione indicati nel Protocollo, ovvero, fra gli altri e soprattutto, il divieto di toccarsi qualsiasi parte del viso con le mani, che vanno lavate e/o disinfettate frequentemente, e di umettarsi le dita con la saliva durante tutta la permanenza nel sito sportivo.

34. Se un tesserato è stato a contatto con un caso accertato Covid-19 (tampone positivo del contatto) ed è stato messo in isolamento per 14 giorni, finita la quarantena, come si deve comportare la Società se al tesserato non è stato fatto il tampone?

Il tesserato che è stato messo in isolamento dovrà portare un certificato del medico di famiglia (o, in alternativa, di chi l’ha messo in isolamento) in cui si dichiara che non è affetto da Covid-19 e può iniziare ad allenarsi. Sarà il medico a stabilire se sottoporlo a tampone prima di rilasciare il certificato.

33. È possibile avere più informazioni in merito ad eventuali compiti e responsabilità del Medico di Riferimento? Deve avere qualche specializzazione particolare? In ogni caso c’è una legislazione che regola le competenze?

Per le nostre discipline, le Carte Federali, pur citandolo nel panorama dei possibili tesserati, non prevedono l’obbligo di dotarsi di un Medico Sociale. Tuttavia, in particolare nella corrente situazione, è opportuno individuare un Medico di Riferimento che possa svolgere le funzioni indicate dalla bozza delle Linee Guida per l’Esercizio Fisico e lo Sport emanate dall’Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri e che dovrebbe essere validato dal Comitato Tecnico Scientifico a breve, al capitolo 8 “Il ruolo del Medico Competente”. Questi, “ove nominato”, deve essenzialmente supportare “il datore di lavoro/gestore del sito sportivo/rappresentante dell’organizzazione sportiva nella attuazione delle misure di prevenzione e protezione previste dalle presenti Linee Guida e dai Protocolli applicativi di riferimento.”
Nel caso della FIBS non è richiesta una particolare specializzazione del Medico Sociale o di Riferimento.

32. È possibile avere un chiarimento per le date di ripresa per quanto riguarda l’attività amatoriale? Il Presidente Marcon in una diretta ha detto che il 18 avrebbero ripreso A1 e A2, mentre il 25 avrebbe ripreso tutto il resto del movimento (giovanili, baseball per ciechi, amatoriali), ma nel decreto non si parla di questa distinzione.

L’emanazione del Protocollo per gli Allenamenti FIBS è avvenuta anticipatamente rispetto al DPCM 17 maggio 2020, che ha come noto subito ritardi. Questo, effettivamente, non fa distinzioni in merito al livello degli atleti per fare attività (se non per il passaggio da Regione a Regione), ma, pur indicando come data di entrata in vigore il 18 maggio, lascia alla singola Regione facoltà di dare le proprie disposizioni in merito. Abbiamo, per comodità, raccolto e pubblicato al link https://www.fibs.it/it/documentale/category/218-ordinanze-regionali.html le varie disposizioni regionali. A queste dovrà ciascuno fare riferimento per competenza territoriale.

31. Ai fini della copertura assicurativa disposta dalla FIBS per il legale rappresentante della ASD/SSD affiliata in caso di responsabilità per colpa, è prevista una specifica appendice inerente al Covid-19? È possibile visionare il fascicolo informativo della polizza assicurativa?

La polizza assicurativa attualmente in vigore prevede la copertura della Responsabilità Civile nei confronti dei dipendenti/collaboratori della Società (Art. 13) ed è pubblicata sul sito: https://www.fibs.it/it/documentale/category/204-polizza-assicurativa-tesserati-2019.html?download=4423:polizza-responsabilit%C3%A0-civile .
La FIBS sta verificando la possibilità di attivare anche la tutela legale civile e penale dei dirigenti della Società affiliate e a breve verranno comunicate le risultanze di tale indagine.

30. Il modello A (per i maggiorenni) deve essere compilato solo dagli atleti o da tutti gli operatori sportivi?

Tutti gli individui maggiorenni che hanno accesso al sito sportivo per l’allenamento (atleti, tecnici e altri operatori sportivi tesserati per la Società) devono compilare il modello al primo accesso e ad ogni successiva eventuale variazione delle condizioni ivi autocertificate. I non-atleti lasceranno vuota la parte inerente la certificazione medica.

29. Il campo da baseball/softball non rientra nella tipologia centro/circolo sportivo e quindi inibito fino al 25 maggio così come previsto dalla lettera f), art. 1 del DPCM del 17 maggio 2020? È certo che quanto previsto dalla lettera e) non si riferisca solo all'allenamento individuale degli atleti che praticano sport di squadra?

L’allenamento individuale anche per gli atleti di sport di squadra era già precedentemente concesso. Alla lettera e) dell’Art.1 del DPCM citato si fa invece riferimento alle “sessioni d’allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra”, quindi l’allenamento non ha la specifica di “individuale”. Inoltre, nel medesimo comma, si specifica “a porte chiuse” facendo quindi riferimento ai siti sportivi specifici di ciascuna disciplina.

28. In che modo varia la normativa a tutela della privacy, considerato che il Protocollo stabilisce di misurare la temperatura e di conservare la scheda di screening?

Entrambi i modelli A e B (aggiornati in data 19 maggio 2020) contengono la opzione, obbligatoria, di autorizzazione al trattamento (raccolta e conservazione) dei dati sensibili in essi contenuti; si tratta della seconda opzione in calce al modulo. Tutte le opzioni dell’autocertificazione devono essere compilate e sottoscritte per ottenere l’accesso al sito sportivo, in assenza di sintomi. Pertanto, in assenza della completa compilazione del modulo, non sarà consentito l’accesso al sito sportivo.
Come indicato nel Protocollo, non deve invece essere conservata alcuna registrazione della temperatura corporea istantanea misurata all’arrivo presso il sito sportivo, in quanto il superamento dei 37,5° innesca immediatamente la procedura di trattamento sanitario anti-contagio.

27. Fermo restando che comunque bisognerà dotarsi di mascherine chirurgiche certificate che rispondano alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019, da utilizzare se si dovesse malauguratamente verificare un caso sospetto e occorra attivare il protocollo di emergenza, le altre mascherine da usare all'entrata, nei dugout, nei bagni, o ogni qual volta non sia possibile mantenere il necessario distanziamento, possono essere quelle che il Ministero della Salute definisce “Mascherine di Comunità”?

Ai fini di tutela sanitaria e legale, è opportuno l’utilizzo delle mascherine certificate a norma UNI EN ISO 14683-2019 in ogni situazione all’interno del sito sportivo.

26. La Società che mette a disposizione dei propri atleti uno o più appartamenti per il soggiorno fuori sede, deve svolgere qualche attività particolare negli stessi in relazione alla pandemia in atto? Gli atleti possono soggiornarvi assieme senza particolari precauzioni? La responsabilità in merito al Covid-19 a chi viene attribuita?

L’argomento è al di fuori della regolamentazione inerente i siti sportivi. Va quindi fatto riferimento alle disposizioni governative o degli Enti Locali in materia anche, ma non solo, di Pubblica Sicurezza.

25. Cosa s’intende per “responsabilizzazione, allestimento e controllo per rispetto dei comportamenti di sicurezza sopra indicati”: è una sensibilizzazione alla responsabilità o è una responsabilità oggettiva sul piano legale? È sufficiente aver provveduto alla comunicazione dei comportamenti e alla disponibilità dei DPI? Nel Protocollo si parla di "esplicita accettazione del rischio" da parte dei partecipanti agli allenamenti, tramite la firma dei modelli A e B, ma tale dichiarazione letterale non compare invece nei due allegati sottoposti alla firma. Occorre predisporre una dichiarazione a parte?

Quanto è in capo al Presidente della ASD/SSD in termini di responsabilità è l’applicazione di quanto previsto nel Protocollo e dalle disposizioni normative generali emanate dagli organismi superiori che consentono “nei limiti delle attuali conoscenze, di ridurre il rischio di contrazione e diffusione del virus Covid-19, anche se non possono tutelare completamente escludendo possibili contaminazioni.”
Compilando e sottoscrivendo i modelli A o B gli atleti, tecnici e gli altri operatori sportivi, fra l’altro, prendono atto “dell’applicazione da parte della Società delle indicazioni sanitarie e organizzative previste e di avere da questa ricevuto la completa informazione sulle misure prese all’interno dell’impianto, anche tenendo conto delle eventuali, ulteriori disposizioni emesse in proposito dagli Enti Locali.” Il che, applicazione e informazione, è quanto dovuto da parte della Società d’appartenenza e i tesserati confermano con la firma.
Più in generale, il contenimento delle possibilità di contagio deriva dal comportamento responsabile di ciascuno, per questo andrà, da parte di tutti i soggetti interessati, il più possibile stigmatizzato, ricordato e ripetuto che “ognuno dovrà mettere in pratica tutte le necessarie cautele per ridurre il rischio epidemico.”

24. Nell’intervento video del Presidente Marcon si fa riferimento alla "Inversione dell'onere della prova”, dove è possibile reperire ulteriore documentazione su questo tema?

Il tema, al momento in assimilazione a quanto previsto nel mondo del lavoro, è trattato approfonditamente, ad esempio, a questo link, tramite l’analisi di quanto disposto dalla Circolare Inail n. 13 del 3 aprile 2020

23. Quando è obbligatorio l’uso dei DPI durante l’allenamento?

Mascherine e guanti monouso devono essere indossati sempre, dall’arrivo all’uscita dal sito sportivo, dugout, bull pen e servizi igienici compresi, salvo durante l’attività all’interno del campo di gioco, per la quale è obbligatorio il distanziamento sociale previsto nel Protocollo.

22. Devono essere utilizzate solo mascherine di tipo chirurgico? Se l'atleta arriva all'allenamento con la propria mascherina (chirurgica o lavabile) può utilizzarla per fare l'allenamento?

Tutti i modelli di mascherina approvati come DPI possono essere utilizzati. I DPI personali, purché approvati, possono essere utilizzati.

21. Esistono convenzioni con aziende che vendono DPI (mascherine chirurgiche e gel)?

Non esistono convenzioni, essendo in questo momento più efficiente per ciascuno muoversi per il reperimento nel proprio territorio.

20. Se nel sito sportivo sono presenti più campi di gioco, è consigliabile far allenare comunque una squadra per volta all’interno del centro o è possibile far allenare diverse squadre?

Una volta regolato in modo scaglionato l’accesso e l’uscita dal sito sportivo, qualora al suo interno sia possibile il rispetto di tutte le disposizioni indicate nel Protocollo, è possibile svolgere gli allenamenti contestualmente, con una squadra per campo.

19. Il tecnico o l’atleta tesserato che proviene da altra Regione può motivare il trasferimento per gli allenamenti, durante il mese di maggio, come motivi di lavoro? Deve sottoporsi a quarantena? Deve risiedere da solo?

Detto che dal 3 giugno, se i dati epidemiologici confermeranno l’andamento calante, le indicazioni attuali dicono che ci si potrà spostare liberamente senza autodichiarazione da Regione a Regione, ad oggi è opportuno sincerarsi in merito a tale possibilità  telefonando alla Polizia di Stato della Questura di destinazione.

Per i soli atleti di interesse nazionale, il DPCM 17 maggio 2020 indica al punto e) dell’Art. 1 che:

“I soli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione a competizioni di livello nazionale ed internazionale, possono spostarsi da una regione all’altra, previa convocazione della federazione di appartenenza.”

Detto questo, in assenza dei sintomi indicati nei modelli A e B del Protocollo, non esistono al momento altre particolari disposizioni.

18. Nel protocollo si parla di distanze a riposo e in attività, quali sono le distanze ideali?

Va sempre tenuto presente che, quando oggi si parla della riapertura dello sport di squadra, non si parla di allenamenti tradizionali, ma che, come scritto chiaramente nel Protocollo, va mantenuta una distanza di 1,8 metri a riposo e superiore alla minima quando ci si muove o si suda. Come parametro, tale distanza è stata individuata in 5 metri per chi cammina a una velocità di 4 km all’ora e di almeno 10 metri quando si corre.

17. Quali saranno gli organi atti a verificare ed eventualmente sanzionare il mancato rispetto del Protocollo?

Ufficialmente ciascuno dei seguenti organismi può verificare il rispetto del Protocollo: Ispettorato del Lavoro, ASL, Forze dell’Ordine, Ispettori INAIL, Vigili del Fuoco.

16. Su chi ricadono le responsabilità civili e penali dell’applicazione e del rispetto del Protocollo?

La responsabilità è del Presidente della ASD/SSD se c’è dolo o colpa grave nell’applicazione del Protocollo.
Il Presidente ha l’obbligo e la responsabilità di eseguire quanto disposto dal Protocollo contro la diffusione del contagio. Con la compilazione e la sottoscrizione del modello (A o B) il tesserato prende atto che tali disposizioni sono state eseguite e di esserne stato debitamente informato.

15. I modelli A e B compilati e raccolti vanno conservati?

Sì, i modelli compilati dai tesserati vanno conservati nell’archivio della Società.

14. Occorre tenere un registro delle temperature?

No, non è necessario. Ci si deve attivare come indicato nel Protocollo soltanto a fronte di una temperatura oltre i 37,5°.

13. In questi mesi molti certificati di idoneità alla pratica sportiva degli atleti sono scaduti e pare ci siano tempi molto lunghi per prenotare la visita nelle strutture pubbliche. Come devono comportarsi le Società?

È assolutamente obbligatorio il certificato medico per la pratica sportiva richiesto in corso di validità per la ripresa degli allenamenti, non solo per la tutela della salute del tesserato, ma anche per motivi assicurativi. Per modificare questo occorrerebbe una nuova Legge dello Stato.

12. Se durante il campionato un giocatore, un tecnico o un dirigente accompagnatore si ammala cosa succede alla squadra? Deve andare in quarantena?

Va ricordato che, al momento, si parla di allenamenti con distanziamento sociale, non di allenamenti tradizionali e tanto meno di campionato. Se un giocatore, un tecnico o un altro operatore sportivo della squadra viene riscontrato affetto da Covid-19 non vi è l'obbligo di quarantena automatico per tutta la squadra, ma, come indicato nel Protocollo, la persona andrà immediatamente isolata dal resto del gruppo e, nel rispetto delle procedure di primo intervento indicate per l’impianto, dovrà essere, avvisato il medico, immediatamente allontanata tramite procedura di emergenza e invitata ad avvertire il medico curante, anche per l’attuazione delle misure di sanità pubblica obbligatorie.
Il Ministero della Salute indica i numeri verdi http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus per ogni ASL.
In ogni caso, qualora uno dei sintomi sia dichiarato o comunque presente in un tesserato, si ribadisce l’opportunità che la Società abbia un Medico di Riferimento (anche se non tesserato), perché occorre mettere in atto, per decreto ministeriale, una serie di misure fondamentali che richiedono la supervisione di un medico competente.

11. Nei modelli A e B si parla di ‘Medico Sociale’ o ‘Medico di Riferimento’, come si deve agire nel caso che una Società non sia dotata di queste figure? I modelli devono comunque essere visti e approvati da un Medico? È obbligatoria la presenza del medico ad ogni allenamento?

Ogni Società dovrebbe avere un medico tesserato (Medico Sociale) o almeno dotarsi di un medico di fiducia (Medico di Riferimento), mentre non è prevista la presenza del medico ad ogni allenamento. Il Medico di Riferimento deve essere ovviamente reperibile in caso di problemi. I modelli A e B non devono essere firmati da un medico.

10. Come mai i genitori o gli accompagnatori non possono assistere agli allenamenti delle categorie giovanili?

La scelta è dettata da molteplici motivi. Innanzitutto si limita ai soli tesserati l'accesso al sito sportivo a tutela della salute di tutti, rendendo più agevole il distanziamento; consentendo la presenza dei soli soggetti direttamente coinvolti nell'allenamento, inoltre, si fa in modo che l'impegno delle Società per le procedure di sicurezza nell'impianto sia concentrato sulle sole figure funzionali allo svolgimento dello stesso. Anche per gli eventi, d'altronde, si parla esclusivamente di porte chiuse.

9. La Società deve mettere a disposizione di atleti, tecnici e operatori sportivi i dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, gel disinfettante)?

Sì, la disponibilità dei dispositivi elencati è di competenza della Società di appartenenza dei tesserati che partecipano all’allenamento.

8. È necessario che gli atleti minorenni siano accompagnati da entrambi i genitori? Nel caso l'atleta minorenne si presentasse da solo al campo, è sufficiente che porti l'autocertificazione firmata dai genitori? Nel caso di genitori separati può bastare la firma di uno solo dei due?

Il modello per atleti minorenni (B) deve essere obbligatoriamente firmato da entrambi i genitori, anche in caso di separazione o divorzio. Non è necessaria la presenza fisica di uno o di entrambi.

7. Lo screening della temperatura deve essere fatto anche all’uscita dall’impianto?

La rilevazione della temperatura corporea è prevista solo all’ingresso.

6. Le disposizioni in termini controlli e dispositivi previste dal Protocollo sono in capo alla Società di gestione dell’impianto sportivo anche quando l’allenamento è svolto da squadre di una diversa Società?

La responsabilità, la verifica e l’applicazione delle procedure con i relativi costi sono in capo alla Società per la quale sono tesserati gli atleti, i tecnici e gli altri operatori sportivi che accedono al sito sportivo per la seduta di allenamento. La Società ospitata può eventualmente concordare che i dispositivi e le attività di pulizia e sanificazione della struttura siano resi disponibili dalla Società che gestisce l’impianto e i relativi costi inseriti nel canone di utilizzo.

5. Una persona qualsiasi della Società potrà rilevare la temperatura all'ingresso degli atleti, tecnici e altri operatori sportivi, oppure occorrono una o più persone appositamente incaricate o un medico?

Un incaricato della Società deve essere presente ad ogni occasione in cui qualcuno deve accedere al sito sportivo per dare le indicazioni di comportamento e misurare la temperatura corporea. Non deve essere sempre la stessa persona, purché istruita nelle semplici procedure, né un medico, ma sempre indicata dalla Società.

4. Le disposizioni del Protocollo valgono sia per le squadre senior, che tutte le giovanili e le amatoriali?

Il Protocollo di comportamento è lo stesso per tutte le categorie, dipende dal Governo ed eventualmente dagli Enti Locali stabilire con quale tempistiche queste potranno riprendere gli allenamenti.

3. I modelli A e B di autocertificazione debbono essere compilati ad ogni allenamento o solo la prima volta alla ripresa degli allenamenti, fermo restando l'obbligo di aggiornarli al variare di una o più delle condizioni indicate?

Solo al primo allenamento, sostituendoli poi tempestivamente, aggiornandoli ad ogni variazione delle condizioni indicate in quello precedente.

2. Se una famiglia a gennaio 2020 ha già pagato il tesseramento del proprio figlio per tutto l'anno, ha diritto ad un rimborso parziale della quota visto che non ha potuto frequentare per 3 mesi la società e le attività sportive causa pandemia in corso?

Per quanto riguarda il tesseramento in senso stretto per la FIBS, la quota di tesseramento vale per l’anno agonistico, indipendentemente dalla struttura dell’attività. Il trattamento della quota d’iscrizione richiesta dalla Società e ad essa corrisposta dipende da quest’ultima.

1. In relazione al "sistema di raccolta dedicato ai rifiuti potenzialmente infetti e relative buste sigillanti" come vanno poi smaltiti?

Come da indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, i dispositivi di protezione personale vanno chiusi in buste di plastica e smaltiti con i rifiuti indifferenziati.

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