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Rob Manfred: il World Baseball Classic è fondamentale per il futuro del gioco

Il Commissioner ha spazzato via con decisione le voci in merito a un possibile disimpegno da parte della Major League Baseball nei confronti del massimo torneo internazionale, dichiarando la sua precisa volontà di proseguire e implementare la manifestazione, affrontando anche, senza giri di parole, la questione olimpica.

Martedì 20 febbraio, Rob Manfred, è infatti intervenuto, come ormai da tradizione, al Media Day della Cactus League Spring Training, ovvero quella splendida contingenza che vede la metà delle squadre di MLB radunarsi in una fazzoletto di terra (la Sun Valley) attorno a Phoenix, Arizona, per preparare la nuova stagione.

Non era particolarmente sereno, Manfred, reduce da una trattativa con la MLB Players Association nel corso della quale ha dovuto cedere, rinviandole a un futuro prossimo, alcune, sensibili o meno, modifiche al regolamento che la lega sta perorando nell’ottica di velocizzare il gioco e renderlo più accattivante per quei 75 milioni di appassionati che vanno allo stadio ogni anno, ai quali si aggiungono i 40 che seguono le Minors.

Si parla di base intenzionale dichiarata e non ‘lanciata’, di limitare i conciliaboli sul monte, fino all’introduzione dell’orologio dei 20 secondi fra chiamata e lancio successivo e a una forma di tie-break con uomo in seconda.

Una rivoluzione vera e propria, se la si vede dal punto di vista di un Vecchio Gioco che è molto resistente a ogni cambiamento, ma che rispecchia alcune regole già introdotte e sperimentate nel baseball internazionale.

Ed è proprio al baseball internazionale che Manfred, tenendo fede a quanto dichiarato svariate volte in questi suoi primi 2 anni da Commissioner, non ha mancato di fare riferimento, rispondendo alle domande dei giornalisti.

“Fintanto che sarò Commissioner” ha affLo stadio ospita le partite dell'Italia al World Baseball Classic 2017ermato “intendo mantenere e sviluppare il World Baseball Classic, che ottempera a 2 obiettivi molto, molto importanti, obiettivi che ritengo cruciali per il futuro del gioco. Il primo è l’internazionalizzazione dello sport. È fantastico avere l’opportunità di vedere alcuni dei nostri migliori giocatori in assoluto scendere in campo in Corea, Giappone e Messico. È impressionate. È importante per lo sviluppo del gioco. Il secondo, per quanto riguarda la nostra posizione rispetto al movimento olimpico, sono le risorse economiche che il Classic mette a disposizione per le Federazioni e che queste possono usare per lo sviluppo. Risorse che sono molto importanti per la crescita dell’attività di base in quei paesi. A parte quanto amo l’evento, e lo amo veramente tanto, sono questi 2 obiettivi che mi vedono convinto e impegnato ad andare avanti.”

Interrogato in merito al rapporto con i Giochi Olimpici, il Commis è stato particolarmente deciso: “Riguardo a Tokyo e alle Olimpiadi, non abbiamo ancora avuto dalla Federazione Internazionale o dal CIO una descrizione del progetto che hanno in mente per il baseball nel 2020. In assenza di questa descrizione, dettagliata: quante partite, quanti giorni, quanti giocatori, non sono certo nella posizione di poter dire come affronteremo la cosa.”

Una risposta a lui, e a tutto il mondo dei diamanti, potrebbe arrivare a breve dalla World Baseball Softball Confederation proprio da Roma, dove è in programma, fino a sabato 25 febbraio, una serie di incontri e una riunione dell’Esecutivo dai quali dovrebbe uscire un quadro più preciso del programma che conduce a Tokyo le discipline della mazza e del guantone.

di Marco Landi