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World Series: alla scoperta dei segreti dei Kansas City Royals

da Kansas City (Missouri, USA), Daniele Mattioli

Come era pronosticabile alla vigilia, è praticamente impossibile raggiungere il centro della città nella giornata di martedì 3 novembre. Tutti i tifosi dei Royals, provenienti principalmente dallo stato del Missouri e di quello del vicino Kansas, si sono riversati nella Downtown sin dalle prime ore della mattinata e stanno aspettando il transito dei propri beniamini, capaci di riportare in città le World Series, 30 anni dopo l'ultima volta, grazie al successo in 5 partite contro i New York Mets. I sostenitori dei Royals sono infatti più di 800 mila e occupano tutto il percorso della parata nella quale sfileranno Salvador Perez, MVP (Most Valuable Player) della finale, e tutti i suoi compagni di squadra. La celebre Union Station è completamente murata di persone vestite con i colori bianco-blu che scandiscono in continuazione il coro: ''Let's go Royals, let's go Royals''.

''Stiamo ancora cercando di capire che cosa è successo'' ci racconta Nick Leto, manager delle operazioni dei Royals in Arizona ''il sogno è diventato per davvero realtà. Ci riempie di grande soddisfazione che il nostro modello e la nostra cultura siano state in grado di brillare e di essere riconosciute al livello più alto di tutti".

Tra queste sicuramente spicca la grande caratteristica di non mollare mai nei momenti di difficoltà. In questi playoff è successo tante volte: in gara 4 delle Division Series contro gli Houston Astros (da 6-2 a 6-9 nelle ultime 2 riprese di gioco, quando erano sotto nella serie per 2-1), in gara 2 della finale dell'American League contro i Toronto Blue Jays (da 0-3 a 6-3 sempre nel finale) e in 3 delle 4 vittorie contro i Mets alle World Series. Non è un caso che durante la Post Season 2015, i Royals abbiano segnato ben 40 volte dall'ottavo inning in avanti, mentre gli avversari si siano fermati a quota 5. ''La nostra è semplicemente una questione di mentalità, fatta di un gioco aggressivo sulle basi'' commenta il lanciatore rilievo Kelvin Herrera ''e dall'idea di non mollare mai fino all'ultimo out''.

Come ci spiega Leto, questo atteggiamento è in parte improntato dagli stessi tecnici, con i giocatori che scendono poi in campo e cercano di ottenere in ogni modo la vittoria: ''Il lavoro dell'organizzazione è quello di cercare e selezionare i giusti giocatori e svilupparli nel modo migliore che possiamo. La stessa organizzazione garantisce loro l'opportunità e la libertà di fiorire. Gli atleti poi entrano in campo ed eseguono quanto hanno imparato. Nella nostra organizzazione c'è grande amore e rispetto per i ruoli. E' una cultura nella quale ognuno fa qualsiasi cosa per aiutare l'altro. Noi tutti vogliamo che ognuno faccia un ottimo lavoro e pertanto siamo disposti a mettere il prossimo davanti a noi stessi. Questa è una cosa molto importante. Credo che anche per i nostri giocatori non ci siano differenze in quanto hanno una grande attitudine a combattere fino alla fine per il successo della squadra''.  

Fino al 2013, i Royals erano stati in grado di chiudere la stagione regolare con un record vincente soltanto in una sola occasione nelle precedenti 9 annate. Poi, però, qualcosa è cambiato. Il team ha infatti prima sfiorato l'accesso l'accesso ai playoff e, poi, tra il 2014 e il 2015, ha centrato per 2 anni di fila l'accesso alle World Series: ''La parola chiave che riassume questo lento ma importantissimo cambiamento è la leadership. Mister Dan Glass (il propietario ndA) ha assunto Dayton Moore come general manager e si è fidato di lui, permettendo che la sua visione del gioco venisse fuori. Non sempre è andato tutto liscio. Ci sono stati diversi errori fatti nel cammino, ma Dayton ha continuato a essere agressivo e a guardare sempre in ottica futura. E' stato un processo che ha richiesto molto tempo, tanto duro lavoro e molte altre cose. Poi però il successo è arrivato e si è fermato al top con la nostra grande leadership''.

L'ultima battuta sui Royals non può non toccare l'azzurro Marten Gasparini, che nell'estate del 2013 ha firmato un contratto da circa 1.3 milioni di dollari con la franchigia del Missouri e che al momento è impegnato nelle Leghe Minori: ''Marten ha avuto un ottimo 2015. Ha giocato per una squadra che ha sfiorato la conquista del titolo come gli Idaho Falls e ha avuto anche diversi successi personali, come l'essere nominato giocatore della setitmana del campionato e l'aver guidato la classifica delle basi rubate e dei tripli. Nessuno ha aspettative più alte per Marten di quante Marten ne ha per sè stesso'' commenta Neto. ''Noi come Royals cercheremo di fare tutto il possibile dentro e fuori dal campo per aiutare Marten a raggiungere il massimo livello come giocatore. E' davvero adatto per la nostra organizzazione, è un atleta eccezionale e sta imparando sempre più cose sul baseball professionale ogni giorno che passa. Bill Holmberg (responsabile tecnico dell'Accademia di Tirrenia ndA) ha fatto un grandissimo lavoro nel preparalo, ma diventare il migliore del mondo in qualcosa richiede comunque anni e anni di sviluppo. Le aspettative per il suo 2016 sono di venire allo Spring Training pronto a migliorarsi e a lottare duramente ogni giorno''.

Nella foto di copertina di Lorenzo Bellocchio, Ben Zobrist dei Royals completa un doppio gioco.