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IL GIAPPONE SI CONFERMA SUL TETTO DEL MONDO BATTENDO IN 10 RIPRESE UNA SPLENDIDA COREA

Da Los Angeles, Riccardo Schiroli

Valenzuela e La Sorda lanciano la prima pallaIl Giappone si conferma. Battendo in 10 riprese (5-3) una Corea mai doma, i nipponici conquistano il titolo del secondo World Baseball Classic.
Al "Dodger Stadium" di Los Angeles è stata una serata memorabile. Erano presenti 54.846 persone, record assoluto della manifestazione e il tifo è stato uno spettacolo nello spettacolo.
Non ci sono stati momenti della finale che non sia valsa la pena di vedere: dalla prima palla, lanciata in contemporanea da Fernando Valenzuela e Tom La Sorda, al Commissioner MLB Bud Selig (visibilmente commosso) che mette le medaglie al collo dei giapponesi campioni, ci sono stati tanti momenti speciali. Con questa finale, il World Baseball Classic è definitivamente uno degli eventi sportivi di punta della scena internazionale. E davvero vale la pena rivedere la gara, che viene proposta in replica da ESPN America (canale 213 di Sky) alle 13 di martedì 24 marzo.

Il Giappone per la verità è apparso superiore, tanto che ha battuto 15 valide contro 5. La squadra di Hara ha iniziato ad andare in base con regolarità fin dalla prima ripresa e non ha scherzato per niente: Ichiro Suzuki ha aperto con un singolo, Nakajima lo ha portato in seconda con un 'bunt'. La strategia non ha in verità funzionato e i rimasti in base sono stati per tutta la serata un problema per il Giappone. Alla fine, se ne conteranno 14, 11 lasciati in posizione punto.

A tenere la Corea in partita sono stati il coraggio del lanciatore Jungkeun Bong e una difesa strepitosa, in Choo Shin Soo (Getty Images)particolare nella coppia di formidabili interni centrali che risponde ai nomi dell'interbase Park Ki Hyuk e del seconda base Ko Young Min. I 2 hanno confezionato 2 doppi giochi e Ko in particolare ha tenuto la squadra in partita al nono con una sensazionale presa in tuffo su una linea di Nakajima ed Ichiro (autore di un doppio) in seconda. Fosse passata quella palla, la gara non sarebbe mai arrivata al decimo inning.
Visto come ha giocato Ko, stona sinceramente l'errore che gli è stato addebitato al terzo (l'azione ha poi portato al primo punto del Giappone), quando non è riuscito a tenere nel guanto una secca linea dell'esterno centro nipponico Aoki.
C'è anche un altro fuoriclasse da citare tra i coreani: Choo Shin Soo. L'esterno dei Cleveland Indians ha pareggiato la partita al quinto con un gran fuoricampo dietro l'esterno centro (era la seconda valida della Corea su Iwakuma) e al settimo ha letteralmente rubato una battuta da extra base al solito Aoki, con una corsa all'indietro magistrale per quanto Choo ha mostrato di aver letto senza esitazione la gran linea che aveva esattamente sopra la testa.

Si può quindi ben capire il calibro di una squadra capace di mettere sotto questa Corea.
Il Giappone è oggi senza discussione la squadra più forte del mondo, perchè mischia il talento di giocatori stellari ad una disciplina impressionante e ad un carattere quasi disumano. Poche altre squadre sarebbero riuscite a reagire dopo aver subito il pareggio al nono inning con un asso come Darvish in pedana.

Iwakuma, il partente nipponico, ha lanciato una partita eccezionale. Dopo 7.2 riprese è sceso con la squadra in vantaggio 3-2 e ha lasciato il monte al mancino Sugiuchi.
Quest'ultimo ha affrontato solo un uomo, perchè quando la Corea ha inserito il 'pinch hitter' Jeong Keunwoo (un destro) in apertura di nona ripresa, il Giappone ha chiamato Yu Darvish. Quest'ultimo ha iniziato non dando nessuna possibilità a Jeong, che è finito al piatto (su uno 'slider' da 85 miglia all'ora) senza capire dov'era capitato. Poi però è andato sotto pressione e ha concesso (non trovando più l'area con il suo lancio ad effetto) 2 basi per ball consecutive. Dopo aver messo al piatto Choo, Darvish è andato sotto nel conto con Bum Ho Lee, che gli ha rispedito una palla veloce da 96 miglia all'ora in campo esterno pareggiando la partita.
Dalla 'blown save' Darvish è passato alla vittoria nello spazio di una ripresa, completando la sua performance con 5 strike out su 6 eliminati ottenuti.

Il giro di mazza di Ichiro che ha deciso il Classic (AP)Il decimo attacco del Giappone si è giocato in un'atmosfera da delirio. Davvero si faceva fatica a staccare gli occhi dalle tribune, che ribollivano di un tifo incredibile, caricato dalle note della canzone anni '80 "the final countdown", sapientemente diffuse dagli altoparlanti.
Uchikawa ha aperto con un singolo contro il 'closer' coreano Lim Chang Yong ed è avanzato sul 'bunt' di Inaba. Anche Iwamura ha battuto valido, ma Uchikava si è dovuto fermare in terza sul prontissimo rilancio di Lee Jong Wook dall'esterno sinistro. E' entrato il pinch hitter Kawasaki, che ha scucchiaiato una volata corta, facile preda dell'interbase.
Il duello tra Ichiro e Lim è durato ben 8 lanci. Sull'ultimo, la stella dei Mariners ha toccato secco sopra il cuscino di seconda. Una palla imprendibile, che ha deciso la finale. Appena Ichiro ha battuto, molti si sono chiesti perchè mai a quel punto la Corea non lo avesse passato in base.

Se si deve fare un appunto alla strategia coreana, semmai, questo deve riguardare la scelta di aver mandato in pedana Lim contro battitori mancini pericolosi. Con il senno del poi, Lim sarebbe stato più utile all'ottavo contro Inaba (che ha battuto un doppio contro il mancino Hyun Jiin Ryu). Ma evidentemente Lim era il 'closer' designato ad entrare solo al nono inning.

Come nel 2006, Daisuke Matsuzaka (lanciatore vincente della semifinale contro gli Stati Uniti) è stato nominato miglior giocatore (MVP) del torneo

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