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LE INTERVISTE AL TERMINE DI GIAPPONE-STATI UNITI

Davey Johnson, manager degli Stati UnitiIl manager degli Stati Uniti Davey Johnson non ha molte esitazioni: "Credo che gli Stati Uniti abbiano fatto una partita complessivamente buona, anche se in difesa siamo stati meglio altre volte. Il Giappone però è stato superiore".
In cosa, in particolare? "Ad esempio, ha saputo battere con i corridori in posizione punto".
Oswalt non è rimasto sul monte troppo? "Secondo me stava ancora lanciando bene. E comunque, il rilievo non era pronto. Con un clima così freddo Grabow aveva bisogno di scaldarsi più a lungo. Forse dovevo iniziare a farlo scaldare prima".
Cosa insegnano Corea e Giappone al baseball americano? "Ad esempio, che non si devono commettere errori, perchè a volte gli avversari ne approfittano. Noi abbiamo passato in base il primo battitore giapponese dell'ottavo e abbiamo concesso il settimo punto su errore".
Il baseball giapponese ha dimostrato oggi la sua superiorità? "Adesso non esageriamo, è solo una partita. Il baseball giapponese è molto forte, fatti di eccellenti giocatori. Avete visto che lanciatori mandano in campo, concedono pochissimo. Ma sinceramente noi non siamo andati così male".
Marzo è un periodo dell'anno che dà un vantaggio agli asiatici? "Ricordo che quando giocavo in Giappone lo Spring Training iniziava il primo gennaio e ci si allenava molto. Va molto bene allenarsi, si arriva pronti. Ma anche noi eravamo pronti. Solo, loro questa sera hanno giocato meglio".

Jimmy Rollins, che ha battuto 4 su 4, ha poco da rimproverarsi. Ma evita di limitare l'analisi alla sua prestazione: "Ho avuto q ualche buono swing, ma sfortunatamente non è bastato".
Che giudizio ci può dare dei lanciatori del Giappone? "A me piace molto Darvish, che ha una gran velocità e sa anche mischiare i lanci. Poi è un pitcher che non ha paura e sfida i battitori. 'Dice K' è il solito...fa molti lanci. In generale, ho visto lanciatori che hanno molte armi per metterti out. Contro il Giappone non puoi star lì ad aspettare un lancio".
In cosa vi è stato superiore il Giappone? "Non cercano mai di strafare, ad esempio non vogliono il fuoricampo e mettono sempre la palla in gioco. Poi sono molto bravi ad approfittare degli errori. Certo, il loro tipo di baseball li porta a fare cose che da noi non sarebbero accettate".
Ad esempio? "La maniera in cui lasciano la mazza dopo aver battuto. A farlo in America, inizierebbero a tirarti addosso..."
Tu hai detto che a volte gli Stati Uniti erano la squadra con meno supporto di pubblico: "A volte è stato così, inutile negarlo. Ma non certo questa sera. Comunque, l'entusiasmo che hanno dimostrato i tifosi di alcune squadre, ci dice chiaro che tipo di valore ha il baseball per loro".

Il manager del Giappone Tatsunori Hara a modo suo si sbilancia: "Quando arrivi alle prime 4 squadre di un Tatsunori Haratorneo del genere, non c'è mota differenza di valore. Ma questa sera credo che il Giappone sia entrato in campo con uno spirito migliore. Credo che questa sera si sia visto che eravamo molto concentrati, che volevamo vincere".
A livello di strategia? "In un mese la squadra si è evoluta e anche la strategia si è evoluta. Oggi avrete visto che ci sono state molte varianti. Se avevo deciso di usare molti 'batti e corri'? Sì, lo avevo pensato".
Che significato ha per lei battere gli Stati Uniti? "Per me era già una soddisfazione giocare contro gli Stati Uniti in casa loro, il paese dove il baseball è nato. Credo che con questa vittoria sia stata scritta una pagina di storia del baseball giapponese".
Oggi potete dire di aver superato il baseball americano? "No, non diciamo una cosa del genere. Diciamo che ci siamo fatti conoscere dal baseball americano per quello che valiamo. E devo dire che molto credito va dato ai giocatori giapponesi di Major League, che ci hanno ormai trasmesso la cultura del baseball di quel livello".
Come mai ha usato Darvish? "Perchè se non avessimo vinto oggi, non ci sarebbe stata una partita da giocare domani".
Affrontate la Corea per la quinta volta: "Non ho intenzione di parlare della formula del torneo. Ne hanno già parlato in molti e io vi dirò solo che il Giappone, quando ha accettato l'invito, ha anche accettato le regole. La partita con la Corea di domani sarà in effetti la partita del secolo, per me. La mia strategia? La vedrete domani".

Il catcher del Giappone Kenji Jojima (Seattle Mariners) rappresenta i vari giocatori giapponesi di Grande Lega americana ed esprime la loro grande gioia: "Io 3 anni fa non avevo potuto rappresentare il Giappone in questo torneo. Vincere oggi, in America e con la maglia della nazionale del Giappone rimarrà un grande ricordo per tutta la mia vita".
Due punti battuti a casa su volata di sacrificio: le hai cercate quelle volate? "Certo, in quella situazione pensavo che una volata di sacrificio avrebbe aiutato la squadra e pensavo a battere in aria, anche perchè il vento poteva aiutare. Ma quando vado a battere, lo scopo è sempre la valida".
Matsuzaka ha sofferto? "Rispetto alla partita con Cuba non aveva lo stesso controllo dello 'slider'. Ma il fatto che abbia limitato un attacco del genere a segnare solo 2 punti, dimostra il suo valore. Prendete il terzo inning: ha subito un doppio, poi concesso una base e ha messo al piatto il battitore successivo. Questo spiega perchè lo definiscono un 'asso' del monte".