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PARLANO I PROTAGONISTI DELLA SFIDA TRA COREA E GIAPPONE

La grinta di Jungkeun BongIl partente coreano Jungkeun Bong è raggiante: "Siamo molto felici, è una grande vittoria. Il Giappone è pieno di giocatori di Grande Lega, ma questa Corea aveva uno spirito davvero vincente.
Devo ammettere che ho avuto qualche problema di controllo all'inizio, ma poi ho trovato il ritmo".
In Major League ci hai giocato anche tu, questo ti ha aiutato oggi? "Diciamo che io sono un lanciatore che ha molta fiducia in sè stesso. Oltretutto sono in una grande condizione fisica e il mio catcher Park mi conosce benissimo. Avevo una buona palla veloce, ma lui mi ha chiamato il cambio anche su conto da palla veloce. Questo ha portato il Giappone a battere per terra e noi ad ottenere doppi giochi molto importanti".
Cosa avete in più del Giappone? "Loro hanno più talento di noi, ma noi siamo più squadra. Il fatto che li abbiamo battuti 2 volte non credo sia un caso. Tecnicamente, loro soffrono la nostra velocità".

Il manager della Corea In Sikh Kim è talmente contento che decide addirittura di dare un giorno libero ai suoi: "Se lo sono meritato, hanno giocato una gran partita".
Poi analizza la partita: "Credo che il Giappone si sia fatto sorprendere dalla prima ripresa, quei 3 punti hanno cambiato le cose. Naturalmente, i nostri doppi giochi sono stati davvero fondamentali e non dimentichiamo i nostri lanciatori, che sono stati straordinari. La rubata di Jong Kyu Lee all'inizio? Non c'entro io, lui è uno di quelli che hanno semaforo verde perenne".
Cosa prova a battere il Giappone? "Veramente la cosa importante è essere tra le prime 4 del Classic. Battere il Giappone è una grande soddisfazione, perchè è una squadra con individualità migliori delle nostre. Certo, avere individualità superiori non garantisce di vincere sempre".
La Corea dove può arrivare? "Siamo una squadra giovane, che può ancora crescere. Certo, dalla poule di Miami arrivano 2 squadre che sarà molto difficile battere".

L'esterno destro Jin Young Lee, con la sua valida del primo inning, ha impresso una svolta alla partita: "Ho studiato a lungo Darvish, che conosco bene, visto che è il miglior pitcher del campionato giapponese e lo vedo spesso in TV. Lancia con grande velocità e molto bene. Ho aspettato il suo lancio di tre quarti, che per me che sono mancino rappresenta un vantaggio. Ho avuto ragione".

Il manager del Giappone Tatsunori Hara fa un'analisi in linea con quella del suo collega coreano: "L'inizio di Tatsunori Hara durante la conferenza stampa post partitapartita è stato pesante per noi. Purtroppo Darvish, che ha lanciato benissimo, è partito con qualche problema e il nostro attacco non è più riuscito a rimediare lo svantaggio".
Al primo inning Iwamura ha cercato l'out in seconda quando aveva un comodo out in prima. Ha sbagliato? "Non direi. Con Darvish in difficoltà, credo abbia fatto la scelta giusta".
L'inserimento di Iwata non ha funzionato. E' pentito? "Non sono il tipo di manager che vien qui a spiegare ai giornalisti cosa avrebbe dovuto fare. Di quello parlerò con i miei coach e la squadra. Iwata è un giocatore giovane, che con questa esperienza crescerà. Nel baseball ci sta che un cambio di pitcher non funzioni".
Molti vi vedevano superiori alla Corea. E' corretto dire che loro vi hanno battuto perchè sono più squadra? "Se volete dire questo, lo potete fare. Ma non capisco da dove si possa dedurre che il Giappone non è una squadra. I miei giocatori sono molto uniti".
Ichiro è in crisi? "Ichiro fin qui ha contribuito poco, ma sono sicuro che si farà rispettare domani".
A proposito, a Cuba siete sempre stati superiori: "Sinceramente, io vedo noi e Cuba sullo stesso livello. Il baseball è uno sport nel quale un dettaglio può cambiare l'andamento di una partita e fare la differenza tra vittoria e sconfitta. Questo lo rende molto divertente, ma anche da prendere molto sul serio".
Cosa ha detto a Jojima, dopo l'espulsione: "Gli ho detto che ha sbagliato, che le regole sono chiare. Ma gli ho anche detto che mi spiace per lui, perchè avevo capito che non c'era nessuna malizia nel suo gesto".