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GLI STATI UNITI BATTONO L'OLANDA (9-3) E RESTANO IN CORSA

Con una comoda vittoria (9-3) sull' Olanda gli Stati Uniti restano in corsa nel secondo World Baseball Classic e martedì contenderanno alla perdente tra Venezuela e Portorico un posto tra le 4 elette che si giocheranno il titolo a Los Angeles.

Privato, dopo Pedroia, di Chipper Jones, che ha avvertito un dolore agli addominali durante il batting practice prima della partita ed è rientrato allo spring training dei Braves, e perso anche Ryan Braun, sceso all'ottavo, il Team USA ha condotto in testa tutta la gara, prendendo subito le misure a Van den Hurk e mettendo al sicuro il risultato in 4 riprese.

Del resto, com'è ovvio, non sono certo quelli della panchina corta i problemi che possono impensierire Davey Johnson, che ha potuto contare, questa volta più che in altre occasioni in questo torneo, su di un lineup che non ha dato mai un attimo di respiro alla girandola di lanciatori schierati dall'Olanda e ha saputo spingere con potenza sull'acceleratore al momento giusto. "Volevamo arrivare a giocare lunedì notte" dichiara il manager americano "poco importa contro chi, visto che entrambe le squadre avversarie ci hanno già battuto."

In particolare si è segnalato Rollins (un fuoricampo e un triplo) e un altro fuoricampo lo ha ottenuto (contro Boyd) Adam Dunn.

Opposta ad Oswalt, pitcher imbattibile anche contro i migliori attacchi, la squadra di Delmonico ha disputato comunque una buona partita (chiuderà con 12 valide, tante quante gli americani) e ha avuto il merito di dare il massimo fino all'ultimo out.

All'ottavo la partita ha anche avuto un momento di tensione. Dopo che Engelhardt aveva battuto il fuoricampo del 3-8, il pitcher degli Stati Uniti Lindstrom ha sparato un missile da 98 miglia orarie che è passato dietro la schiena di Rooi, con conseguente scambio di 'complimenti' tra le panchine.

L'Olanda conclude qui la sua esaltante avventura, fra i commenti sorpresi della stampa americana e le parole d'elogio del suo manager Rod Delmonico, alla sua prima esperienza alla guida della panchina orange: "E' stata un grande impresa collettiva. Sapevamo che avremmo dovuto giocare una difesa perfetta e porre grandissima attenzione su ogni lancio, lancio per lancio. Ed è quello che abbiamo fatto. Ognuno di questi ragazzi ha portato con onore e grande energia queste casacche, pensando alla scritta che portano davanti e non al nome che sta scritto dietro."

IL TABELLINO