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Le azzurre schierate prima dell'intra-squad a Ronchi dei Legionari (MG/Oldman)

La Nazionale di softball in Friuli con vista sul futuro

Il cammino verso Campionati Europei (Friuli Venezia Giulia 27 giugno – 3 luglio 2021) e Giochi Olimpici di Tokyo (Fukushima e Yokohama 21 – 27 luglio 2021) è iniziato, anzi è ricominciato. La stagione, infatti, era già iniziata con il primo raduno di fine gennaio, ma in quest’epoca così drammaticamente segnata dalla pandemia da Covid-19 e dalla tragedia che ha colpito la famiglia del softball azzurro, con la scomparsa di Enrico Obletter, tutto è stato tremendamente difficile per la Nazionale di softball. Ora, forse, si è tornati alla normalità e lo si fa con un raduno che il gruppo azzurro ha iniziato tra Gradisca d’Isonzo  e Ronchi dei Legionari, in quegli stessi luoghi dove, a fine giugno, cercherà di difendere il titolo europeo conquistato due anni fa a Ostrava. Una settimana di lavoro, intenso, attento, preciso, curando ogni minimo particolare, sulla strada tracciata da Obletter, come avrebbe voluto lo stesso Enrico.

Un raduno che durerà sette giorni e che è iniziato non senza difficoltà: la prima dovuta, come sempre in questo periodo, alla pandemia. Alla convocazione il primo a non poter rispondere presente è stato proprio il nuovo manager: il friulano Federico Pizzolini che, chiamato dal Presidente della FIBS, Andrea Marcon, a proseguire il lavoro iniziato da Enrico Obletter, è stato colpito dal Covid-19. Positivo, asintomatico, per fortuna in buone condizioni, Pizzolini ha dovuto dare forfait e ha dato il benvenuto alle ragazze collegandosi da remoto e cominciando a tenere le prime riunioni in via telematica. Proprio l’ascolto di una registrazione di una delle ultime lezioni di Enrico Obletter (trasmessa nel primo pomeriggio di sabato 20 marzo nel corso della CON6) è stato il passo di apertura del raduno, al quale il Presidente Marcon, che ha voluto presenziare, ha desiderato le ragazze assistessero. Un passaggio fondamentale per ricominciare tutti insieme: usando l’unione e l’aiuto reciproco come strumento per uscire da un tremendo momento di difficoltà. È ciò che hanno fatto le azzurre per ripartire, non solo simbolicamente, ma anche fisicamente, insieme a Giovanna Palermi, rimasta nello staff, che oltre a perdere un compagno di lavoro, ha perso il compagno di vita. Il clima che si vive, dunque, all’interno del ritiro azzurro, è chiaramente di difficile interpretazione, perché ognuno vive a proprio modo le difficoltà psicologiche e ognuno elabora una perdita così grande in maniera diversa, ma ciò è certo è il grande spirito di coesione e la grande voglia di lavorare tutti insieme per gli obiettivi comuni che, come hanno detto chiaramente il Presidente Marcon e il nuovo manager Pizzolini sono due: “prima rivincere l’Europeo, poi una medaglia alle Olimpiadi”.
È per questo motivo che, nella bolla friulana (va detto infatti che, nel pieno rispetto di tutti i protocolli anti-Covid, ogni membro dello staff che ha risposto alla convocazione: si è dovuto presentare con la negatività a un tampone molecolare eseguito nelle 48 ore precedenti l’arrivo; è stato sottoposto a un tampone antigenico appena arrivato al raduno e non può frequentare altro luogo se non l’Hotel, il pullman o il campo) sono arrivati anche la vice presidente federale Roberta Soldi, la consigliera federale Daniela Castellani e il segretario generale Gampiero Curti: per fare sentire a tutto il gruppo squadra la grande vicinanza di tutto il mondo del softball e per dare il pieno supporto a un progetto che dovrà portare queste ragazze a Tokyo con un solo obiettivo, come ha detto il capitano della squadra, Erika Piancastelli “coronare un sogno. E se prima il nostro sogno era l’obiettivo di giocare per vincere una medaglia, ora dobbiamo fare diventare questo sogno realtà, non solo per noi, ma per Enrico”.

Il lavoro del raduno prosegue per l’intera settimana fino a domenica 28 marzo, con sedute atletiche e tecniche ogni mattina e gioco, partite, confronti intra-squad sul campo di Ronchi dei Legionari ogni pomeriggio.

da Gradisca d’Isonzo (GO), Michele Gallerani