Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo
instagramyoutubecustom1
Giulia Koutsoyanopulos scivola sulla seconda difesa dall'interbase nipponico Atsumi (EzR/NADOC)

L'Italia saluta con onore l'Australia Pacific Cup

Alla fine il Giappone non sbaglia e conquista la finale dell'Australia Pacific Cup piegando l'Italia di misura (3-2). Ma le nipponiche hanno dovuto soffrire fino all'ultimo out con le azzurre arrivate ad una sola valida, con corridore in seconda, dal punto del pareggio che, per quanto visto in campo in questa semifinale, avrebbe ampiamente meritato. L'Italia infatti chiude con più valide delle avversarie (7 contro 5) e crea più occasioni (come testimoniano gli 8 corridori lasciati in base) seppur solo nel finale riesce a sfruttarle. Una situazione di pericolo che lo stesso Giappone avverte tanto da richiamare in pedana la partente Fujita per chiudere l'incontro dopo aver provato a farla riposare tirandola via dalla partita dopo 2 riprese.

Per la semifinale del torneo Obletter decide ancora qualche piccolo cambio rispetto all'ultima partita e ripropone Carosone in seconda, Gasparotto DP, con la batteria formata da Alice Nicolini, alla prima gara da partente, ed Elisa Cecchetti dietro al piatto. A provare a fermare le mazze azzurre il Giappone presenta Yamato Fujita, la stessa lanciatrice affrontata anche nel girone eliminatorio.

L'inizio sorride subito alle asiatiche perché se la valida di Koutsoyanolupos rimane una preghiera nel deserto, non è così per il Giappone che porta il leadoff Mori in seconda, singolo al centro e sacrificio, e Yamamoto in prima, 4 ball. Poi Yamazaky trova uno "stoppone" tra la prima e l'esterno centro con la palla che dopo aver Lo swing di Andrea Howard da cui nasce il doppio che vale 2 punti per l'Italia (EzR/NADOC)rimbalzato in campo esce oltre la linea e si trasforma nel triplo che regala 2 punti alle nipponiche (2-0).

Le azzurre non mollano la partita, anzi al secondo attacco mettono molta pressione alle avversarie tanto che dopo la valida di Filler, arriva un errore della difesa asiatica su Howard e una base ball a Elisa Cecchetti che riempiono tutti i cuscini. Manca però l'ultimo step e lo score azzurro rimane fermo a zero. Il Giappone invece al terzo torna a colpire con il minimo sforzo. Un colpito, un lancio pazzo e la valida a sinistra ancora di Yamazaki permettono alla squadra asiatica di siglare il terzo punto, che poi si rivelerà decisivo per la vittoria.

Dopo un altro tentativo andato a vuoto nel quinto quando Vigna tocca un doppio ma nessuno riesce poi a spingerla più avanti, l'Italia "morde" il Giappone nella ripresa successiva. Piancastelli apre con un singolo a sinistra, lasciando poi il posto a correre a Marrone, e a ruota arriva il doppio di Filler che convince il manager asiatico a togliere il rilievo Ozaki, fino a quel momento abbastanza efficace, per richiamare in pedana Fujita. Sul momento la partente giapponese ottiene i risultati sperati, con uno strikeout ed una battuta in diamante, ma poi viene severamente punita da Howard che, dopo aver difeso bene il piatto partendo da una situazione di 2 strike, incoccia alla perfezione il settimo lancio e piazza la palla in mezzo agli eterni per il doppio che porta 2 punti (2-3).

L'Italia torna a credere con più forza all'impresa e nell'ultimo attacco si presenta determinata. Con un out, Koutsoyanopulos trova la seconda valida personale della partita, poi Rotondo, chiamata nel box per Carosone, tenta una giocata di sacrificio che la porta salva in prima per scelta difesa ma con l'eliminazione della compagna in seconda. Anche Fujita sente la pressione e il primo lancio su Piancastelli rimbalza ben 2 volte prima del piatto permettendo così a Rotondo di portarsi in zona punto. Tutto è rimandato al duello tra Fujita e Piancastelli da cui alla fine esce vincitrice la nipponica che fa battere una facile rimbalzante verso la prima che chiude l'incontro e regala al Giappone la finale, seppur con molta sofferenza, e all'Italia il quarto posto nel torneo, miglior piazzamento mai ottenuto nelle 3 partecipazioni.

In finale il Giappone affronterà le Traveldoge Aussie Spirit vincitrici in rimonta e al tie-break sul Messico (3-2).

IL TABELLINO DELLA SEMIFINALE GIAPPONE-ITALIA

LA PHOTOGALLERY DELLA SEMIFINALE GIAPPONE-ITALIA

da Sydney (Australia), Fabio Ferrini

Tutto sull'Australia Pacific Cup