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Veronika Peckova lanciatore vincente della Repubblica Ceca  (K73-Oldman)

Una brutta Italia è sconfitta all’esordio dalla Repubblica Ceca

Peggio non sarebbe potuta iniziare l’avventura delle azzurre del softball al Super 6. Nella prima partita arriva una sconfitta 3-2 dalla Repubblica Ceca. Un brutto avvio che Greta Cecchetti, lanciatore partente e, purtroppo, perdente a fine gara definisce “imbarazzante” e per la quale il manager Enrico Obletter rincara: “pessima partita”.

Sebbene sia la prima, Italia-Repubblica Ceca è già una sfida molto importante in vista della conclusione del torneo, il cui regolamento prevede che siano le prime due squadre del round-robin a giocare la finale, senza sfide di passaggio (non esistono infatti semifinali) ed è per questo che i due manager mettono in pedana i migliori lanciatori: Greta Cecchetti e Veronika Peckova.

Sarà l’emozione dell’esordio, sarà il terribile vento che spira da sud-ovest a quasi 50 chilometri orari, l’inizio dell’Italia, che gioca da squadra di casa, è terribile. Con tre lanci a casa Greta Cecchetti si trova le basi piene: Klimplova batte una rimbalzante su Fama, che commette un errore nel trasferimento della palla dal guanto alla mano di tiro ed è il primo corridore salvo; Jakesova batte un pop tra seconda base ed esterno destro, la palla si muove nel vento, ed è il secondo corridore in base; Kubicova si esprime in un altro pop in mezzo agli esterni, sempre preda del vento e le basi sono piene. Cecchetti si salva subito con uno strike-out (alla fine saranno 9) su Kucerkova, ottenendo il primo out, ma subito dopo la Repubblica Ceca passa in vantaggio con un punto battuto a casa dalla rimbalzante di Wiessova che Sheldon raccoglie e assiste per Fama, per l’eliminazione forzata in seconda di Jakesova, ma consentendo a Klimplova di correre a casa. Con corridori agli angoli e due out la seconda eliminazione al piatto di Cecchetti chiude la ripresa, ma le azzurre sono sotto di un punto.

La situazione è ovviamente complicata, dovendo l’attacco affrontare i lanci di Veronika Peckova, da sempre avversario molto ostico e miglior lanciatore della formazione boema. Infatti al primo attacco l’Italia non riesce, con Laura Vigna (out in diamante) e Fama e Piancastelli (2 strike-out), a impensierire la difesa delle ceke.

Al contrario l’attacco ceko continua a essere aggressivo e produrre gioco sulle basi, anche se nel secondo attacco non riesce a incrementare il vantaggio, nonostante metta in base due corridori e, con una doppia rubata, si trovi con seconda e terza occupate.

L’Italia, in attacco è sterile, Peckova è in grado di evitare qualsiasi tipo di problema e anche quando Longhi al secondo, con una linea all’esterno centro, o Marrone al terzo, con uno slash sull’interbase, provano a fare qualcosa, la difesa ceka è perfetta.

La prima valida azzurra arriva al quarto attacco ed è il lead-off, Laura Vigna, con una secca battuta in mezzo agli esterni a interrompere il dominio di Peckova. Una bella legnata che si trasforma in un doppio. Poco dopo Amanda Fama si ripete con un bel contatto ma la palla che avrebbe portato a casa il pareggio è in foul e sul lancio successivo viene eliminata al piatto. Il ricevitore perde la palla e Vigna avanza in terza. Con un out e corridore in terza è il capitano Erika Piancastelli ad affrontare i lanci di Peckova. Anche Piancastelli gira il terzo strike, ma al catcher cade ancora la palla e, sull’assistenza in prima per il secondo out della ripresa, Vigna corre a casa e segna il punto del pareggio. Un pop sull’interbase di Gasparotto è il terzo out, ma almeno le azzurre hanno riequilibrato la situazione.

Nella parte alta del quinto si ricomincia da capo e l’Italia mette in base il primo battitore (Thompsonova) che batte un pop che si perde nel vento e Alessandra Rotondo non riesce a difendere. La stessa Rotondo elimina in seconda Thompsononva sulla battuta in diamante di Klimplova, ma non riesce a girare il doppio gioco. Nell’azione immediatamente successiva Klimplova parte anticipatamente dalla prima sul bunt di sacrificio di Jakesova ed è il secondo out. Con una valida sul prima base, Jakesova arriva in prima e poi ruba la seconda (nonostante il pitch-out letto dallo staff azzurro), ma Cecchetti riesce a chiudere con uno strike-out su Kubikova e si cambia campo.

Al quinto Giulia Longhi impatta ancora molto bene un lancio interno di Peckova, questa volta è una valida che apre l’inning, ma poi la squadra (con Chiara Bassi entrata a correre) non riesce a produrre. Cosa che invece riesce alla Repubblica Ceca quando Kucerkova e Wiessova sfruttando un po’ di fortuna e una indecisione della difesa azzurra arrivano salve al sesto e segnano sulle successive linee agli esterni di Halakucova e Borecka. Le azzurre poi riescono a eliminare Borecka, cogliendola fuori base su assistenza Gasparotto-Rotondo, ma alla successiva base ball concessa a Thompsonova, il manager azzurro Enrico Obletter rileva Cecchetti con Alice Nicolini, che esce subito dalla ripresa con uno strike-out. L’Italia è sotto 3-1.

Le azzurre non riescono a cambiare l’ordine delle cose nel sesto attacco ma, al settimo, Nicolini, pur subendo un doppio, con 2 K e grazie a una trappola della difesa, mantiene viva la speranza di poter invertire l’inerzia. E con Amanda Fama, Erika Piancastelli e Marta Gasparotto on-deck per il settimo attacco è un buon punto di partenza. Valida a destra di Fama. Corsa in seconda su un rise che Peckova spedisce contro la recinzione dietro il piatto e singolo rimbalzante a sinistra di Piancastelli: l’Italia si porta sul 2-3. Con Piancastelli in prima, Peckova mette al piatto Gasparotto e fa lo stesso con Giulia Longhi, ma nel frattempo Piancastelli con una rubata ritardata riesce a guadagnare la seconda. Non basta, perché il K di Peckova su Susanna Soldi vale la vittoria delle ceke e molto rammarico per le azzurre.

Il resto sono le parole amare di Greta Cecchetti ed Enrico Obletter a fine partita. Parole che danno però la dimensione di quanto sia importante per le azzurre ripartire subito, dalla doppia sfida, con Gran Bretagna e Olanda, di mercoledì 19 settembre.

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