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Da sinistra: Pizzolini, Cecchetti, l'Ambasciatore Starace, Piancastelli e Marcon (MG-Oldmanagency)

L’Ambasciatore Starace ospita una delegazione azzurra

Il Presidente Andrea Marcon, accompagnato da Greta Cecchetti, Erika Piancastelli e il coach Federico Pizzolini è stato ricevuto dall’Ambasciatore italiano a Tokyo, Giorgio Starace per un breve incontro di saluto e augurio, in vista dell’esordio nel campionato mondiale. Una chiacchierata amabile alla quale ha partecipato anche il primo consigliere dell’Ambasciatore, Enrico Vattani e nel corso della quale sono emersi numerosi spunti curiosi: per esempio che da giovane l’ambasciatore, quando viveva in Bulgaria, era solito giocare con i coetanei di origine statunitense a baseball. Da quel momento è nata una conversazione tutta incentrata sul mondo dello sport in generale e, ovviamente, sul baseball e softball, in particolare.
Sua Eccellenza l’ambasciatore ha rivolto al Presidente Marcon e alle ragazze numerose domande sulla attività della Federazione e sul gioco in senso stretto. Da Erika e Greta ha voluto sapere tutto sui metodi e tempi di allenamento, sul gioco e le competizioni, sulle aspettative che l’Italia ha in questo mondiale giapponese: “so che questa sera esordirete contro Il Giappone, un bel banco di prova immagino, visto che qui il softball è sport nazionale, ma so anche che l’Italia saprà farsi valere”.

Il Presidente Marcon al termine della visita ha dichiarato di essere molto felice di aver avuto questa opportunità, “è stata una bella esperienza”, ha detto Marcon “per la quale ringraziamo sentitamente l’Ambasciatore. L’interesse che Sua Eccellenza ha dimostrato nei confronti dei nostri impegni e del nostro lavoro ci inorgoglisce, ora speriamo che uno dei prossimi giorni l’Ambasciatore possa venire sul campo a vedere una delle nostre partite”.

L’occasione, che lo stesso Marcon ha definito “simpatica e molto cordiale”, è stata utile per regalare all’Ambasciatore Starace un gagliardetto della Federazione, due palline firmate da tutta la squadra e, contemporaneamente imparare un po’ di storia del Giappone: l’Ambasciata italiana a Tokyo, infatti, sorge su un luogo simbolo del della vita nipponica. Situata a Mita nella municipalità di Minato, la residenza dell’Ambasciatore è eretta sul luogo in cui nel 1703 (il 4 febbraio) 10 dei 47 samurai al servizio di Asano Naganori signore di Ako, poi diventati ronin per la perdita del loro signore, si tolsero la vita, per poi essere sepolti nel vicino tempio di Sengakuji. All’interno del giardino dell’ambasciata (sul sito della Farnesina la storia della sede diplomatica italiana Giappone), già residenza di Matsudaira Ōkinokami ora esiste un laghetto la cui acqua, secondo la leggenda fu quella utilizzata per lavare il sangue dei ronin che fecero Harakiri.

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