Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo
instagramyoutubecustom1

Ilaria Pino e il softball nella terra dei canguri

                                                                                      di Jacopo Brianti

Sono le 21 ore locali, le 11 in Italia, di martedì 20 novembre, quando Ilaria Pino, nonostante abbia appena terminato una partita e sia in procinto di preparare la borsa “destinazione Adelaide per l’incontro di venerdì (alle 13 locali contro Qld Heat)” accetta entusiasta di raccontarci l’avventura intrapresa dal 7 settembre a Canberra, nella capitale dell’Australia. Per Ilaria, spinta dall’amore per il softball e da una situazione contingente “sono un’ insegnante disoccupata” non si tratta della prima esperienza oltreoceano: “ Tutto è cominciato l’anno scorso, a Canberra ho iniziato a giocare nel club locale Boomerangs. Quest’anno mi hanno richiesto e chiamato a far parte anche della squadra dello stato, l’ ACT, Australian Capital Territory, Diamonds”.

Ilaria Pino alle Olimpiadi di Atene 2004Una riconferma che dimostra quanto bene abbia fatto nel campionato National State…..perché “nella ACT vengono selezionate – conferma l’atleta lombarda - le migliori giocatrici”. Certo che Ilaria ne ha fatta di strada prima di volare a migliaia di chilometri dall’Italia: cresciuta nel Legnano softball, ha debuttato in A1 (oggi Isl) nel 2000 a Saronno, dopo due stagioni (2001 e 2002) a Bussolengo e tre a Caronno (dal 2003 al 2005) sempre in massima serie, il ritorno al Legnano, nel frattempo promosso, nel 2006. In totale 450 partite, media battuta vita .290 con 34 fuoricampo. Per non parlare della nazionale, in azzurro Ilaria Pino (quattordicesima nell’ordine della storia per numero di presenze, 116) ha partecipato a 4 europei (vincendone tre nel 2001, 2005 e 2007 a Praga, Caronno e Amsterdam, il quarto a Valencia nel 2009) due mondiali (un sesto posto a Pechino nel 2006 e Oklahoma nel 2010) una coppa intercontinentale (Madrid 2007) , ha centrato due qualificazioni olimpiche nel 2003 e 2007 a Macerata e Ronchi, vivendo il “sogno” dell’Olimpiade di Atene nel 2004 in quella selezione che si piazzò ottava.

Nel team dello stato ACT che ha superato per 6-5 le Vic Titans subendo poi cinque sconfitte, 10-1 con la Wa Flames, 6-5 con la NZ Selection, 4-1 contro le Qld Heat, 5-2 con la SA Starz, infine dalla Nws Firestars 3-0, Pino è stata utilizzata nel ruolo di ricevitore e dp realizzando sinora nel box due valide tra cui un doppio su otto presenze utili. Facendo un raffronto, come giudichi il livello del softball italiano rispetto a quello australiano? “Diciamo che il livello delle squadre di club è paragonabile a quello della nostra serie A2, mentre quello del campionato degli stati è leggermente più alto dell’Isl. Nell’ACT, ricca di giovani talentuose quasi tutte australiane, gioco assieme a vecchie compagne conosciute in Italia, come Aimee Murch (lanciatore che ha vestito le maglie del Legnano, La Loggia e Nuoro), Brenda De Blaes (interno vista a Bollate, La Loggia e Caserta) e Clare Warwick (interno a Legnano dal 2010). Infine Kelly Hardie (già lanciatrice della Crocetta, Bollate e La Loggia) è il pitching coach”.

Ilaria Pino a sx festeggiata da una compagna del LegnanoCom’è la tua giornata tipo? “Il martedì siamo impegnate nel campionato di softball maschile, il mercoledì facciamo allenamento, sabato partita e domenica altra sessione di allenamento. Il resto del tempo lo passo a Canberra dalla famiglia di Warwick che mi ospita mantenendo i rapporti con l’Italia via skype o facebook”. Ilaria Pino ritornerà in Italia il 15 febbraio per proiettarsi all’ottava stagione consecutiva nelle fila del Legnano: “ ti prego di aggiungere se possibile che questa società, tutta sulla spalle di mio padre Vittorio, è l’unica ad essere riuscita a vincere in due anni 5 trofei, nel 2007 Coppa Italia, Coppa Coppe e campionato, nel 2008, Coppa Campioni e Coppa Italia”. A proposito del Legnano, “ l’anno scorso –ricorda Ilaria- è stato costellato da infortuni che hanno condizionato il nostro rendimento. Il gruppo però era unito, non ci sono stati problemi di atlete da gestire per attitudini sbagliate. Abbiamo fatto il massimo ma non siamo riuscite a raggiungere l’obiettivo, non è facile restare sempre al top”. Siamo comunque convinti che il Legnano softball ci riproverà trascinata dalle qualità e dalla personalità del capitano llaria Pino