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Olympic Softball nel deserto dei Saharawi

Quasi 4 anni sono passati da quando ai bordi del diamante del campo di softball del Centro CONI di Tirrenia (sede dell'Accademia FIBS) un sogno cominciò a riempire i brevi intervalli degli allenamenti delle ragazze residenti all'allora Accademia del softball. Un sogno condiviso da 2 personaggi che il caso aveva voluto si incontrassero e conoscessero, probabilmente trovando comuni valori di sport e di vita. Uno era il ciclo-nauta e Ambasciatore di Pace di Firenze, Marco Banchelli, mentre l'altro era il manager della nazionale italiana di softball Marina Centrone.

Il logo dell'iniziativaDel sogno faceva naturalmente parte la volontà di aiutare lo sviluppo del softball, magari avvicinando la disciplina a paesi e popoli lontani.
Non troppo nascosta è l'idea di far giungere un grande messaggio di positività al CIO, che ha escluso il softball (come del resto il baseball) dal programma dei Giochi a partire dalle Olimpiadi di Londra del 2012.

Negli ultimi viaggi nel deserto algerino dove il Popolo Saharawi vive profugo da oltre 30 anni, Banchelli già si immaginava una partita proprio sotto al muro di sabbia che per quasi 2.500 chilometri divide i Saharawi dalla loro terra. Immaginava battute capaci di valicarlo e, assieme al softball, immaginava di superare gli ostacoli che ancora si frappongono ad una soluzione pacifica dei problemi tra gli stessi Saharawi ed il Marocco. E Marina Centrone seguiva il ciclo-nauta e già si immaginava a guidare le sue atlete in questa straordinaria partita di pace.

Per tanti motivi, al momento non è proprio concretamente possibile portare nazionali, ma nemmeno squadre normali, a giocare. Però è possibile realizzare un progetto che aiuti la causa del softball. E permetta al softball di supportare cause molto più importanti.

La prima tappa del progetto Olympic Softball sarò proprio il prossimo Viaggio di Solidarietà, organizzato dal Marco Banchelli (primo a sinistra) e Marina Centrone alla presentazione dell'iniziativaCoordinamento Toscano di Sostegno alla Repubblica Saharawi (RASD) e dall'Associazione Ban Slout Larbi di Sesto Fiorentino. Il viaggio, cui prenderanno parte una quarantina di partecipanti, tra cui una scuola di Piombino, partirà sabato 7 aprile.
Presto ci saranno quindi i bambini di una scuola del deserto che riceveranno tutto l'occorrente per conoscere ed iniziare a praticare questo sport per loro nuovo. Praticarlo significherà pensare di crescere, di tornare liberi in una terra libera. Poi, chissà, forse un giorno arriveranno a sfidare proprio la nazionale di Marina Centrone. Magari reduce dalle Olimpiadi!
La prima partita/esibizione è prevista per il  12 aprile. Il Torneo di Kathmandu (ai piedi dell'Himalaya, costituirà nel prossimo mese di agosto la seconda tappa.
Marco Banchelli questa volta trascurerà la sua bicicletta per diventare l'assistente di una particolarissima giovane giocatrice che, ben istruita e seguita per l'occasione dalla stessa Marina, proverà a trasmettere fondamentali del gioco e passione come una piccola Maestra di Sport nella scuola nel deserto...

Il viaggio vivrà un momento estremamente significativo con la giornata dedicata al saluto-appello per Rossella Urru, proprio dal luogo dove lo scorso ottobre fu rapita. E Rossella abbraccerà idealmente la fiorentina Mariasandra Mariani anche lei rapita da oltre un anno nello stesso deserto (anche se in altra zona) e di cui non si hanno più notizie da troppo tempo.
E' un viaggio al femminile, che ben si collocherà nella stessa realtà saharawi della donna, da sempre protagonista nella nell'organizzazione della sopravvivenza  in questa sempre più assurda condizione di vita di un popolo che vive in una delle zone meno ospitali del nostro pianeta.