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Pisi : "L'Europeo del 2002 rimarrà per sempre indelebile"

di Davide Bertoncini

La mia prima trasferta al seguito di una nazionale avviene nel 2002, vado a Nuoro al seguito della Juniores di softball che partecipa al torneo F. Sanna, in preparazione al campionato europeo in programma qualche mese più avanti.
Il manager è Umberto Pisi, un tecnico dal passato importante con diversi club e con un curriculum di rispetto nelle nazionali giovanili, che oltretutto è originario di Parma, la mia città.
Si instaura da subito un bel rapporto, probabilmente facilitato dalla vittoriosa trasferta in Repubblica Ceca che riporta in Italia un Europeo che manca da molti anni; nonostante veda Umberto ormai pochissimo mi concede senza pensarci questa intervista.

Ci racconti com'è iniziata la tua carriera da tecnico ?
Ho iniziato la mia carriera nel 1978 con l'allora Bsc Lubiana (Parma) di Massimo Romeo allenando la categoria ragazzi per poi proseguire sino alla categoria allievi con l'allora Parmalat.

Come mai hai scelto il softball anziché il baseball ?
Nel 1981 al termine di una vincente stagione con gli allievi Parmalat e la vittoria con la selezione regionale Emilia Romagna al torneo di Ramstein come head coach, mi venne chiesto dal Presidente Romeo di iniziare una nuova esperienza con il settore femminile che in quel momento era agli inizi, la decisione non fu semplice, anche perché il Presidente Notari non era assolutamente d'accordo sulla proposta fattami; ma alla fine decisi di tentare, e da allora ho sempre proseguito con il softball.

Hai allenato sia club che nazionali, che differenze ci sono secondo il tuo punto di vista ?
Le differenze sono molteplici, non volendo stilare un elenco chilometrico direi che la differenza principale è data dalla diversa impostazione del lavoro, con il club puoi effettuare un lavoro quotidiano che  ti identifica al 100%, e  permette al coaching staff di pianificare al meglio tutti gli aspetti del gioco,  con la nazionale questo non può accadere visto tra l'altro che il tempo a disposizione non è mai sufficiente, ma forse proprio per questo spesso crea una "chimica" particolare che riesce a sopperire ad eventuali lacune.

Con che squadra o società ti sei trovato meglio e qual'è stata invece l'esperienza da dimenticare ?
Ho allenato in varie parti d'Italia e ho collaborato ufficialmente con vari club con compiti diversi ma, devo dire che ovunque ho trovato ambienti propositivi, magari inesperti e per questo magari un po' più difficili, ma sempre propositivi.

Qual'è stata la soddisfazione più grande che hai avuto come allenatore ?
Fortunatamente tante, ma l'Europeo del 2002 resta indelebile nella mia mente, infatti arrivavamo da 10 anni di digiuno ed Olanda e Russia erano sulla carta più forti di noi ma, quell'anno la squadra fu impeccabile sotto tutti i punti di vista, e la finale contro la Russia vinta per 1 a 0 è, e sempre rimarrà indimenticabile.

E la delusione più cocente ?
Senza ombra di dubbio le delusioni maggiori furono due, la prima fu ottenuta con il Parma nel 1997, dopo una regular season perfetta e giocata a livelli altissimi, crollammo nell'ultimo incontro di play off contro Ustica, fuori noi ed il Ronchi in finale scudetto.
Per quanto riguarda la nazionale, ho un pessimo ricordo dell'Europeo di Enschede in Olanda (2000),tutto brutto, anche il tempo!


Hai qualche rimpianto ? C'è una cosa che faresti diversamente se potessi tornare indietro nel tempo ?
Si, vorrei rigiocare per le atlete di quel Parma e per me, Parma-Ustica del 1997, da questo credo si possa evincere quanta sofferenza e delusione tutti noi provammo quell'anno.

Da qualche anno non hai un ruolo "attivo" nel softball, come mai ? E' un addio od un arrivederci ?
Non ho un ruolo attivo dal 2005, salvo una fugace apparizione alle Universiadi di Bangkok del 2007 ed una serie di incarichi federali che però non hanno riscosso il mio totale convincimento. Non ti so dire se il mio sia un addio o un arrivederci, ho 49 anni, vedremo.

Cosa potrebbe farti tornare ?
Lo dissi al Presidente Fraccari l'ultima volta che ci siamo sentiti e a tutti coloro che mi hanno contattato, idee e programmi.

Ti manca il campo ?
Mi manca il dug-out, la preparazione della gara... d'altronde dal 1978 al 2005 senza fermarsi mai significherà pur qualcosa ...

Segui baseball e softball come spettatore ?
Solo le categorie giovanili.

C'è qualche tecnico o dirigente che ti ha lasciato un ricordo particolare, tecnico o umano ?
Sicuramente Massimo Romeo, e poi Judi Garman e Tonino Micheli il migliore di tutti noi.

Ci racconti un episodio divertente o curioso che ricordi sempre con piacere ?
Ricordo con estremo piacere tutti i momenti passati con Chicco Soldi e Giacomo Livi, indimenticabili!

Come ultima cosa ci dici chi è Umberto Pisi fuori dal campo ?
Una persona che ancora oggi dedica almeno un'ora al giorno al softball tenendosi aggiornato, viaggiando come ho sempre fatto (stavolta però con famiglia al seguito ), e passando tutto il tempo possibile con famiglia ed amici in montagna a Macugnaga dove ho una casetta, mio rifugio e base di partenza per escursioni e discese con gli sci ... la parete est del Monte Rosa è la più spettacolare dell'arco alpino, vedere per credere !