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14012018 Clinic U15 FVG - stazione esterni

Al via i clinic per la nazionale U15, la parola allo staff

Nella giornata di domenica 14 gennaio si sono svolti due clinic della Nazionale italiana categoria under 15. Le città di Nettuno e Monfalcone hanno ospitato in totale circa sessanta atleti classe 2003, 2004 e 2005, per iniziare un'osservazione ad ampio spettro di quelli che potranno essere i prossimi ragazzi a vestire la casacca azzurra. I giocatori sono stati visionati, a turno, in 4 differenti postazioni: battuta, interni, esterni e ricevitori.

Abbiamo voluto raccogliere le dichiarazioni dei coordinatori di questi due stage: Roberto De Franceschi, manager della Nazionale U15 che ha diretto il clinic di Nettuno, e Alberto Furlani, coach della selezione azzurra U15 che ha seguito i lavori in quel di Monfalcone (GO).

Diversamente dal 2017, quest'anno il lavoro di selezione è iniziato decisamente prima. Qual è l'idea alla base del programma? "Questi clinic 'on the road' sono un percorso che ci permetterà di conoscere i ragazzi classe 2003 e 2004" inizia De Franceschi "senza perdere di vista i nati nel 2005, per cominciare a fare una valutazione della situazione generale. Non parlo della forma dei ragazzi, in quanto è troppo presto per esprimere giudizi. Parlo di valutare lo stato dell'apprendimento dei  fondamentali. Abbiamo deciso di muoverci con largo anticipo questo inverno, memori della prestazione negativa 14012018 Clinic U15 Lazio - staff e giocatori al completodello scorso anno, proprio per avere un database di tutti i ragazzi, per continuare a valutarli durante la stagione. Avremo una seconda fase a fine febbraio ed una terza a fine marzo, per arrivare poi ad aprile con dei veri e propri try-out. L’idea è quella di avere una scrematura appropriata, che ci permetta di lavorare in maniera più approfondita con i ragazzi che faranno parte del Team Italia Nord, Team Italia Sud e del Team Italia unico. Da quello che mi riferiscono i miei colleghi e da come stanno andando le cose posso dire che il lavoro procede in maniera ottimale."

"Usufruendo delle opportunità che clinic come questo ci offrono" aggiunge Furlani "possiamo gettare uno sguardo avanti: abbiamo la possibilità di selezionare ragazzi per costruire una nazionale nel corso degli anni. Certi giocatori visionati oggi sono già stati segnalati allo staff under 18 ed addirittura quella Seniores, una sorta di radar a lungo raggio, di collaborazione fra nazionali."

Bill Bavasi, responsabile dello sviluppo tecnico della MLB, ha dichiarato al MLB Cadet Camp dello scorso anno che gli scout ricercano potenza nei giovani talenti. Voi, come selezionatori e valutatori, cosa osservate in particolare? "In generale" risponde De Franceschi "stiamo valutando quali sono le attitudini dei ragazzi. Il controllo continuo dei fondamentali di gioco. Vogliamo vedere come l'atleta risponde a determinate sollecitazione, sia fisiche che mentali, lavoriamo soprattutto nello specifico dei ruoli per vedere come rispondono tecnicamente. Ad esempio, per quanto riguarda la battuta, io e Leonardo (Mazzanti, ndr.) poniamo molta attenzione, quasi in maniera maniacale, all’esecuzione dello swing, in modo da portare i ragazzi a girare la mazza il più possibile nella maniera corretta."

"La MLB ha un bacino di utenza completamente diverso da quello italiano" puntualizza Furlani "in Italia cerchiamo un ragazzo che sia duttile, che abbia una buona tecnica ma soprattutto che sia allenabile. È difficile trovare la potenza in un ragazzo europeo, proprio per la diversa fisicità dei ragazzi proveniente dai due 14012018 Clinic U15 FVG - stazione di battutadiversi continenti. Non abbiamo bisogno per forza di un lanciatore che lanci 80 miglia, ma un mix di ragazzi che ci aiuti a vincere una partita. Tutti i componenti possono essere utili. Non abbiamo per forza bisogno di una forza della natura, ma dobbiamo creare un insieme, per portare a casa le partite e permettere ai talenti di migliorare. Lo scorso anno abbiamo ricevuto delle critiche in quanto alcuni giocatori, considerati delle promesse dai talent scout, non sono stati convocati. Il lavoro del selezionatore azzurro è un altro: non neghiamo il puro talento, ma abbiamo cercato di creare una squadra di giocatori che in quel momento avevano un buon stato di forma. Certi ragazzi avranno sicuramente un futuro radioso nel baseball, ma non dobbiamo selezionare un team per una competizione in base a quello che un atleta promette."

Che cosa chiedereste a presidenti ed allenatori di questi giovani?14012018 Clinic U15 FVG - stazione ricevitori Per De Franceschi "Quello che ci è mancato in Austria lo scorso anno è stato l’approccio positivo ad un evento così importante. Al di là del fattore tecnico nello specifico (forse il monte di lancio non era preparato ad un evento come l'Europeo), al di là della tecnica, a questa età un giocatore dovrebbe cominciare a lavorare anche sul lato mentale e psicologico. I ragazzi hanno bisogno di giocare di più cercando di creare quelle situazioni di pressione tali che possano permettere la crescita mentale dell'atleta. Lo scorso anno ho notato uno stato d'animo negativo nella nostra squadra che le altre compagini non dimostravano. Abbiamo riscontrato paura, nervosismo esagerato quando dall’altra parte i nostri avversari si sentivano sempre a proprio agio. La serenità di un ragazzo abituato ad un certo tipo di situazioni è fondamentale, per reagire a certe situazioni o uscire da certi problemi. È proprio per questo che spero di vedere la nazionale quest’anno giocare più partite possibile, anche a livello internazionale. Auspico una crescita mentale per dei ragazzi che comunque, tecnicamente, sono a buon punto."

"Chiederei a presidenti e allenatori" risponde Furlani "una ampia collaborazione con lo staff della nazionale under 15, che si promette di essere “itinerante” ed osservare quanti più ragazzi in loco possibile, soprattutto durante gli allenamenti invernali. Perché è in offseason che si richiamano e si ripetono i fondamentali, è questo il tempo per poter lavorare e correggere gli errori. Cura maniacale dei fondamentali: routine play. Un allenatore vuole solamente questo: che le rimbalzanti facili si trasformino out in prima, eccetera. Non chiediamo tuffi nè giocate spettacolari: esse arrivano da sole, se alla base esistono dei buoni fondamentali."

Gli staff ringraziano la società Nettuno Academy per la concessione del Pala Academy nel Lazio e le società Staranzano Ducks e New Black Panthers Ronchi dei Legionari per lo spazio concesso in Friuli Venezia Giulia.

di Andrea Andrian