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Domenica 24 luglio Mike Piazza entra ufficialmente nella "Hall of Fame"

Alle 19.30 italiane (diretta sul sito MLB dalle 17) di domenica 24 luglio viene indotto ufficialmente alla Hall of Fame del baseball americano Mike Piazza.
Piazza diventerà membro del club dei grandissimi (312 giocatori in totale) come giocatore dei Mets, ma nessuno dimentica che il suo percorso iniziò con la maglia dei Los Angeles Dodgers nel 1992. Collezionò 21 presenze e vederlo in Grande Lega era già sorprendente: si trattava di un giocatore scelto al giro numero 62 del draft 1988 e molti erano convinti che i Dodgers lo avessero messo sotto contratto solo per fare un piacere al manager Tom La Sorda, amico d'infanzia di suo padre Vince. Anzi, qualcuno non si preoccupò nemmeno di tenersi il pensiero maligno per sè e lo disse al giovane Mike in faccia quando giocava in Singolo A a Salem nel 1989. Piazza decise che non poteva sopportare le illazioni e che il baseball professionistico non faceva per lui, ma i coach Reggie Smith e Dave Wallace lo convinsero a ripensarci.
"Per me essere associato alla figura di Tommy Lasorda è stata una benedizione, ma le aspettative che questo creava hanno reso alcuni momenti duri" ha detto Piazza durante un incontro con la stampa in teleconferenza "Io stavo imparando il ruolo di catcher e avevo problemi. Non mi stavo divertendo e avevo deciso di smettere. Ma sono stato fortinato: Smith e Wallace mi hanno convinto, sono tornato e ho chiesto scusa".

Che Piazza non fosse un raccomandato si iniziò a capire quando colpì 29 fuoricampo in Singolo A avanzato per Bakersfield nel 1991. Nel 1992 Piazza giocò a 3 livelli: Doppio A (31 partite), Triplo A (94 partite) e le già citate 21 presenze in Grande Lega. Poi nel 1993 esplose e venne votato Rookie of the Year.
Il resto è storia ben conosciuta: 1912 partite, 2127 valide e 427 fuoricampo, con una media vita di.308.
Per la verità, ci sarebbe un parere di peso sul futuro di Piazza, magari poco conosciuto, ma espresso nientemeno che dal grande Ted Williams, che dedicò una mattina per dare un giudizio sul giovane Mike perchè invitato da babbo Vince attraverso lo scout Ed Liberatore. E Williams dichiarò: "Io se fossi uno scout 50.000 dollari per questo ragazzo li spenderei".
Williams lasciò a Mike il suo libro The Science of Hitting con la dedica Mike, non dimenticarti di me, quando giocherai in Grande Lega.
Piazza ha da parte sua un grande ricordo di Williams e lo esprime in modo curioso: "E' il John Wayne della vita reale".

Mike Piazza passerà alla storia come il più grande battitore tra i catcher. Ottiene meno credito per le sue prestazioni difensive. Il New York Times lo definì La star che batte duro ma riceve male e Sports Illustrated aggiunse Non è granchè come catcher.
In un articolo per il sito della Major League, Mike Petriello ci dice che con gli strumenti che si hanno oggi per valutare il lavoro di un catcher, il giudizio su Piazza andrebbe rivisto.
Resta vero che contro di lui si correva (ha il 23% dei colti rubando, con una media della National League che va dal 28 al 31%), ma un recente studio di Baseball Prospectus ci dice che a livello di framing Piazza ha più di 137 punti salvati in carriera ed è nella compagna di Russell Martin, Brian Mc Cann, Yadier Molina, Jonathan Lucroy e subito dietro Jose Molina (più di 199) e Brad Ausmus (oltre 242).
Piazza ha dato anche una dimostrazione della sua tecnica in un programma TV assieme all'ex compagno di squadra Al Leiter e commentato: "Un catcher non riuscirà mai a far diventare strike un ball, ma purtroppo può far diventare ball uno strike. Non si deve lasciare che la palla porti il guanto fuori dalla zona".
A incidere sulla reputazione di Piazza come catcher sono state certamente le 55 palle mancate delle sue prime 2 stagioni come catcher dei Dodgers e il paragone con Mike Scioscia, di cui aveva preso il posto. Quello che molti non ricordano è che Piazza era il catcher preferito di Tom Candiotti, specialista della knuckle ball: 123 partite e ben 700 inning. E che il destino di un catcher che riceve chi lancia knuckle ball sia vedersi addebitare molte palle mancate, non è una novità.

Come sappiamo, il futuro di Mike Piazza è legato (almeno in parte) all'Italia. E' stato prima giocatore (World Baseball Classic 2006) e poi coach (World Baseball Classic e Mondiale 2009, Europeo 2010 e 2012, World Baseball Classic 2013) della nazionale italiana e recentemente ha acquisito il 60% delle azioni della Reggiana calcio, che milita in Lega Pro. Si tratta di una delle sue varie attività imprenditoriali. La principale riguarda l'azienda di famiglia: il Piazza Auto Group. Ma è anche proprietario di 2 campi da golf: il Bellewood Golf and Country Club e il Westover Country Club.
In Italia Piazza vede anche una parte del futuro dei suoi figli: Nicoletta (9 anni), Paulina (6) e Marco (3).
"Vorrei che frequentassero almeno un paio d'anni di scuola in Italia, per familiarizzare con la cultura e la lingua. Ne parlerò nei dettagli con mia moglie Alicia. Alla fine, è lei che dirige i lavori...".

di Riccardo Schiroli