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Gli interventi di Montali, Bortoli e Di Molfetta alla Coach Convention

di Riccardo Schiroli

Tra quelli dei relatori italiani, ci sono 3 interventi molto attesi alla Coach Convention numero 31, che si apre nel pomeriggio di venerdì 22 gennaio allo Sheraton Parco de' Medici di Roma. Parliamo dei contributi di Gian Paolo Montali, Laura Bortoli e Domenico Di Molfetta, in programma sabato 23 gennaio in sessione congiunta per i tecnici di baseball e softball.

Gian Paolo MontaliGiampaolo Montali interverrà alle 10.45 sul tema Vincere di squadra attraverso il cambiamento. Sarà un allenatore che parla agli allenatori, per quanto la sua esperienza di campo sia nella pallavolo.
"Conosco però il baseball" ci spiega al telefono "Intanto perchè sono cugino di Giorgio Castelli e poi perchè ho giocato a Parma nell'Astra, quando avevo 12-13 anni. Avevo iniziato da esterno centro, poi mi spostarono in terza base. Mi facevano battere quarto...ho smesso per qualche problema di salute, ma nel 1976 ho gioito con Giorgio per il primo scudetto".
Prosegue Montali: "Io ho fatto l'allenatore puro sostanzialmente per 4 anni, Dal 1990 a Treviso ho ricoperto più un ruolo da manager, come succede nello sport pro americano o nel calcio in Inghilterra. Da lì ho ricoperto ruoli sempre più trasversali".
E vinto tanto, nei club e in nazionale: "E' sempre stato il mio scopo, quello di giocare per vincere".
Fin dagli esordi: "Quando mi chiamarono sulla panchina di Parma avevo 26 anni e avevo vinto da allenatore 4 scudetti giovanili. Mi preparavo a un futuro da medico".
Allenare una squadra ambiziosa, che voleva essere vincente ed era ricca di campioni fu una bella sfida: "Mi proposi di continuare a essere me stesso, conscio dei miei pregi e dei miei limiti. Io non cerco il consenso a tutti i costi e so di non essere particolarmente simpatico. Però sono vero".
Andò bene: "Sì, rinunciai a fare il medico...".
Non ci fu da superare un po' di invidia verso un ragazzo così giovane e subito protagonista? "Invidia e gelosia non so cosa sono, quindi faccio fatica a concepirle negli altri. Per me, essere invidiosi è come prendere del veleno sperando che muoia un altro...".
Oggi Gian Paolo Montali, che ha lavorato come dirigente nel calcio ai massimi livelli con Juventus e Roma, è un docente di Team Building e consulente di aziende importanti. Insomma, dopo aver portato squadre alla vittoria, insegna a costruire squadre vincenti: "Parto dal presupposto che fare squadra è il vero vantaggio competitivo".
Quindi il principale contributo che i tecnici di baseball e softball potranno trarre sabato dal tuo intervento è la condivisione di una volontà di vincere quasi feroce? "Non ho la presunzione di spiegare come si vince. Porterò la mia testimonianza, quella di chi ha saputo vincere e anche rivincere. Che trovo sia la cosa più difficile".

L'intervento di Montali sarà preceduto da quello di Laura Bortoli, ricercatrice presso l'Università di Chieti,Laura Bortoli che alle 9.30 parlerà de La variabilità nell'insegnamento delle tecniche sportive.
"Io non parlerò delle mie convinzioni, ma di risultati concretamente raggiunti da altri" premette.
Parlerà di allenare i processi cognitivi: "Sì, ma farò anche un discorso prettamente tecnico, affrontando il tema di come l'allenatore deve insegnare un determinato gesto tecnico. Ho avuto accesso a lavori sperimentali sull'insegnamento della battuta, che è il gesto tecnico più complesso nel baseball e nel softball. Presenterò risultati sperimentali e confronterò risultati diversi ottenuti con metodi d'insegnamento diversi. Oggi siamo in grado di verificare sperimentalmente l'efficacia delle intuizioni dei tecnici".
Precisamente cosa intendiamo per variabilità? "Intendiamo la variazione del gesto e come insegnare gesti diversi. Inoltre, si discuterà su come affrontare in allenamento la necessità di lavorare su gesti differenti: fare sedute dedicate a un solo gesto o variare all'interno del singolo allenamento. Va anche considerato che il livello d'attenzione dell'atleta varia a seconda dell'esperienza dell'atleta".
Che contributo pensa di poter dare ai tecnici? "Mi auguro di suscitare curiosità e voglia di studiare".

Domenico Di Molfetta parlerà alle 11.45 e porterà i tecnici al saluto del Presidente FIBS Riccardo Fraccari.Domenico Di Molfetta L'argomento è intrigante: Specificità e metodologie per un giocatore di baseball e softball completo.
"La preparazione fisica viene spesso svolta in modo generico" spiega Di Molfetta, Metodologo ben conosciuto dai tecnici italiani "Senza attinenza al gesto e alle caratteristiche biomeccaniche della disciplina. Un giocatore di baseball e softball completo è quello che ha svolto una preparazione fisica con interventi mirati ai gesti tecnici necessari per interpretare il ruolo che ricopre e alle sue caratteristiche fisiche. A questo modo, sarà pronto a tutto".
Anche Di Molfetta toccherà il tema della variabilità già affrontato da Laura Bortoli: "Io e Laura Bortoli abbiamo in effetti identità di vedute e condividiamo pure la convinzione che i tecnici debbano prendere spunto anche da quanto viene fatto in altre discipline. Io ad esempio vengo dall'atletica, lei dalla pallavolo. Condividiamo anche il concetto che è necessario allenare in modo diverso l'atleta esperto ed evoluto, rispetto al giovane alle prime esperienze".
Domenica 24 lei parlerà dell'allenamento del core. Cosa si intende? "Nel fitness per core si intende il torchio addominali-dorsali, ovvero l'elemento di trasmissione del gesto. Parleremo anche di particolari posture che aiutano il lavoro di prevenzione degli infortuni".

Nella foto di copertina: lo Sheraton Parco de' Medici