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Asia Winter League: vince Taiwan, “per l’Europa una esperienza formativa”

di Michele Gallerani

Cina Taipei (CTBA) batte All Star Giappone (NPB)  4-2 e si aggiudica la prima edizione dell’Asia Winter Baseball League.Taiwan esulta dopo l'ultimo out della Asia Winter Baseball League (ADA-Oldmanagency)
È questo il responso della finale giocata all’Intercontinental Stadium di Taichung, dopo più di 3 settimane di sfide incrociate tra le 4 più forti selezioni asiatiche di prospetti Under 23 (Nazionale di Cina Taipei, All Star del campionato di Taipei, All Star del campionato di Corea del Sud e All Star Giappone) e l’Europa, guidata da Gilberto Gerali. La squadra taiwanese ha conquistato l’oro in rimonta (da 0-2 a 4-2) grazie al talento dei suoi battitori, che hanno riempito le basi, con 0 out, all’ottavo inning e alla solidità di un monte di lancio di altissimo livello. La Nazionale di Cina Taipei, la cui ossatura era quella della formazione che nel 2014, sempre a Taichung, ha conquistato il Mondiale Under 21, si candida a tutti gli effetti a dominare il quadriennio, ripartendo dal Mondiale Under 23 del prossimo anno in Messico. Al terzo posto nel torneo la selezione All Star del campionato della Corea del Sud (KBO) che, nella finale di consolazione, ha sconfitto 9-8 la selezione All Star del campionato della Cina Taipei (CPBL).

L’Europa, una selezione composta da giocatori di 8 nazionalità diverse, allenata da Gilberto Gerali e gestita dal general manager Andrea D’Auria, ha terminato il suo percorso senza riuscire a qualificarsi per Il poster celebrativo autografato della selezione All Star Europale semifinali (CTBA-KBO 7-5, NPB-CPBL 11-5), con 1 sola vittoria, contro i giapponesi, 3 pareggi, 2 volte contro i coreani e una contro le All Star di Taipei e 11 sconfitte. Il record è alquanto negativo, nonostante questo l’esperienza “è assolutamente positiva”, parole di Gilberto Gerali, il manager del Parma e coach della Nazionale di Mazzieri, che dopo aver seguito da assistente il Premier 12 si è vestito dei panni del manager della selezione europea.

“Abbiamo chiuso con numeri negativi, purtroppo”, continua Gerali “ma si tratta comunque di una avventura che ritengo molto importante, formativa e da ripetere”.
È vero, chi non ha visto le partite e abbia avuto modo di leggere solo i report può storcere il naso a questa affermazioni, ma Gerali ci spiega esattamente il motivo di questa considerazione: “Abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con 3 realtà molto diverse da quelle europee: Corea del Sud, Taiwan e Giappone sono Paesi all’avanguardia per quel che concerne il gioco del baseball e noi europei, invece, siamo ancora in crescita; mai abbiamo avuto, in passato, occasioni come questa di poter giocare tanto, tutti i giorni, a ritmi e livelli così elevati, è per questo che ritengo questa esperienza molto formativa”.

La riperesti?
“Ovviamente sì. Anche se abbiamo perso  11 volte, non possiamo dire di non aver imparato e non essere migliorati. Anche perché , fatta eccezione per 2 partite, quella persa 24-2 contro i giapponesi e l’ultima contro i vincitori del torneo, quando abbiamo subito ben 15 punti quando mancavano solamente 4 out alla fine, abbiamo sempre giocato alla pari con tutti, soprattutto grazie ai lanciatori partenti, che sono sempre stati all’altezza. In battuta poi abbiamo chiuso con una media di squadra superiore ai .250 ed è un dato soddisfacente. Se c’è un lato che invece è stato poco soddisfacente è quello del bull-pen, specie dopo che abbiamo dovuto rinunciare a Filippo Crepaldi. Su questa base dico che questa è stata una puntata pilota, ma è un evento da ripetere certamente, può essere molto utile per crescere. Magari c’è qualche aggiustamento da fare, per esempio servirebbe riuscire a fare delle selezioni qualche mese prima, in modo da poter fare delle convocazioni più organiche e funzionali e arrivare maggiormente preparati, ma di certo, ripeto, sono soddisfatto”.Gilberto Gerali e Andrea D'Auria insieme nella hall dell'hotel che ospitava la spedizione europea (ADA-Oldmanagency)

E del gruppo così eterogeneo cosa ci puoi dire?
“Si è creato subito un buon gruppo, nonostante le tante nazionalità e lingue diverse: avevamo comunque l’inglese che ci aiutava a comunicare senza problemi. Tutti si sono messi a disposizione con grande serietà e professionalità. Quasi mai ci sono stati momenti di tensione”.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Gilberto Gerali è il general manager, Andrea D’Auria: “Una esperienza che è servita a tutti i ragazzi, perché hanno avuto modo di confrontarsi ad alti livelli su ritmi che a noi europei, quelli di partite giocate ogni giorno e sempre al massimo, sono sconosciuti. Una esperienza da ripetere e per la quale ovviamente dobbiamo ringraziare la CPBL per l’invito, la WBSC e il suo presidente, Riccardo Fraccari, per aver reso possibile questa trasferta. Chiudo”, dice D’Auria “con un ringraziamento ai ragazzi e allo staff che, pur essendo molto eterogeneo, ha svolto un buon lavoro”.

Nella foto di copertina la Nazionale della Cina Taipei che esulta, alzando il trofeo (ADA-Oldmanagency)