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Antidoping: dal 1° gennaio 2015 è in vigore la nuova normativa

La Conferenza Mondiale sul Doping del novembre 2013 organizzata dalla WADA (World Anti Doping Agency) si è conclusa con l'approvazione del nuovo Codice Mondiale Antidoping (Codice WADA) e dei relativi Standard Internazionali. La normativa entrerà in vigore il 1° gennaio 2015.
Il CONI, nella sua funzione di Organizzazione Nazionale Antidoping (NADO) ha quindi proceduto allo studio e all'elaborazione delle modifiche e degli aggiornamenti necessari a rendere le Norme Sportive Antidoping (NSA) conformi al Codice WADA.
La Giunta Nazionale CONI ha approvato, con deliberazione numero 471 del 18 novembre 2014, le nuove NSA, che dovranno essere osservate da tutte le Federazioni dal 1° gennaio 2015.
La normativa è strutturata in 4 sezioni:

1- Codice Sportivo Antidoping-attuativo del Codice WADA
2- Disciplinare dei Controlli e delle Investigazioni-attuativo del relativo Standard Internazionale
3- Disciplinare per le Esenzioni ai Fini Terapeutici-attuativo del relativo Standard Internazionale
4- Tabella Economica

LA DOCUMENTAZIONE COMPLETA

In sintesi, ci informa il dirigente responsabile del CONI-NADO Avvocato Michele Signorini che le modifiche principali riguardano:

-> il divieto per gli atleti di avvalersi della prestazione o della consulenza di soggetti inibiti o squalificati ai sensi della normativa antidoping o di altra norma (ad esempio: leggi dello stato) applicabile in materia
-> misure più stringenti per l'individuazione e il sanzionamento del personale di supporto all'atleta coinvolto in violazioni della normativa antidoping
-> la predisposizione e adozione di un documento tecnico da parte della WADA, al quale le singole organizzazioni antidoping dovranno uniformarsi, che stabilirà quali sostanze o metodi proibiti sia più probabile che vengano utilizzati in particolari sport e discipline
-> l'armonizzazione delle procedure di riconoscimento delle certificazioni di esenzione
-> l'enfatizzazione delle investigazioni quali strumenti di lotta al doping
-> l'innalzamento da 8 a 10 anni del periodo di prescizione per le violazioni della normativa antidoping
-> l'innalzamento da 2 a 4 anni del periodo di squalifica per i casi più gravi di responsabilità dolosa accertata
-> la possibilità di maggiore flessibilità per i giudici nella gradazione della sanzione in caso di assenza di colpa o colpa non significativa
-> la riduzione da 18 a 12 mesi del periodo di riferimento affinchè 3 mancati controlli o mancate (o anche non corrette) comunicazione sui cosiddetti whereabouts siano sanzionabili
-> l'elenco del Gruppo Registrato per i Controlli (RTP) nazionale è deliberato dal Comitato Controlli Antidoping (CCA) del CONI e non dalla Giunta Nazionale