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Guglielmo Trinci: “Orgoglioso dei miei ragazzi”

da Taichung (Taiwan), Michele Gallerani

L’ultima mattina allo Splendor Inn Hotel di Taichung passa attraverso la composizione dei bagagli, la raccolta dei ricordi da portare in Italia, i consueti autografi per i tantissimi tifosi che attendono sul marciapiede l’uscita dei giocatori, i complimenti ai taiwanesi, incrociati nella sala delle colazioni, per la vittoria sul Giappone e qualche acquisto dell’ultima ora.
È dunque tempo di tirare un bilancio della manifestazione: il primo Mondiale Under 21 per l’Italia, guidata da Guglielmo Trinci, si conclude al settimo posto, davanti all’Olanda (nona), ma dietro al Repubblica Ceca (quinta).

“Forse”, dice il manager azzurro “avremmo meritato qualcosa di più, ma se questo ha detto il campo dobbiamo accettarlo. Di sicuro sono molto orgoglioso dei miei ragazzi. Tutti hanno dato tutto ciò che avevano, usciamo a testa alta, anche perché  abbiamo dimostrato di saper giocare a baseball. In difesa siamo stati pressoché impeccabili e anche in attacco, a parte il match contro la Repubblica Ceca, abbiamo sempre toccato  con continuità”.

Il premio per la Nazionale Italiana, al di là di aver vissuto una grande esperienza e di essere stati protagonisti di un evento storico è quello di aver incamerato 18 punti per il ranking IBAF che consentiranno alla “maggiore”, il prossimo anno, di giocare il Premier12 e alcuni di questi ragazzi, che già fanno parte del gruppo di Mazzieri, possono cominciare a lavorare duro per essere qui anche tra dodici mesi.

“È stato un gruppo fantastico, mai un problema in quindici giorni, mai una parola fuori posto, mai un gesto sopra le righe. È stata una squadra veramente tosta”, conclude Trinci, che non dimentica nemmeno il suo staff "Devo anche ringraziare, ovviamente, Claudio Corradi, Rolando Cretis e Alberto D'Auria (ndr in rigoroso ordine alfabetico) perché sono stati un grande staff e con loro abbiamo lavorato alla grande. Lo stesso vale per il fisioterpista Elio Paolini e per il Medico, Alessandro Paraskevopoulos e il Team Leader, Mario Falaschi".

E allora perché una esultanza un po’ carica, diciamo così, da parte tua, dopo la vittoria contro l’Olanda?

“Il perché è dentro di me. Voglio tornare a casa dalla mia famiglia, da mia moglie e dai miei figli e con loro confrontarmi per decidere cosa fare in futuro”.

Parole sibilline, che non spiegano quali possano essere i dubbi o le certezze del manager nettunese, ma che fanno capire quanto questo signore vero e verace, sempre diretto con tutti, ma sempre molto giusto, abbia vissuto questa avventura con grandissimo trasporto.

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Adesso non è più tempo di guardare indietro, anche se, lasciando questo clima sempre caldo e umido, questi profumi e odori che caratterizzano questo antichissimo angolo del mondo, un po’ di malinconia ci pervade. Un volo (con scalo ad Amsterdam) lungo e pieno di momenti per ricordare ci attende e poi ognuno tornerà alla vita di tutti i giorni: lavoro, studio e tanto tanto tempo dedicato al baseball.
Perché, come dice Trinci “mai fermarsi dopo una valida o una bella giocata difensiva, la prossima volta, quella stessa giocata potrà essere effettuata ancora meglio”.

Perché l’obiettivo di tutti è migliorare, sempre!

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Nella foto di copertina l’esultanza degli azzurri nel match contro la Repubblica Ceca, dopo il fuoricampo di Mattia Mercuri che faceva ancora sperare di potersi qualificare per la classifica avulsa (WBSC)