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Cina Taipei Campione del Mondo Under 21

da Taichung (Taiwan), Michele Gallerani

Hanno programmato, scelto tra centinaia di giovani delle “high schools”, lavorato duro per mesi e mesi di collegiale, anche con tecnici provenienti dall’estero e ora festeggiano. Sono gli under 21 della Cina Taipei che si sono laureati Campioni del Mondo della categoria, nella prima storica edizione della World Cup, giocata in casa e fortemente voluta. In finale hanno letteralmente schiacciato il Giappone, vendicando anche la sconfitta del “girone di semifinale”, che era costata il dug-out di casa nella finale per l’oro. Il punteggio, 9-0, è pienamente legittimo, al termine di una partita che i taiwanesi hanno interpretato in maniera perfetta.

Due valide nel primo attacco dei taiwanesi fanno intendere che sarà una partita diversa da quella che, solo ventiquattro ore prima, è costata la prima sconfitta nel torneo, ma soprattutto ha dato al Giappone la possibilità di scendere in campo nella finale con la divisa bianca. Taiwan non riesce comunque a produrre, ma i giapponesi non appaiono certo in serata di grazia. Ci avevano abituato in questi giorni a essere come delle macchine perfettamente programmate ed efficienti e, invece, probabilmente anche loro sentono la pressione di un appuntamento così importante. D’altronde sono pur sempre degli under 21. Questa pressione inattesa li tiene a secco di valide per parecchio tempo, fino a due inning e un terzo, ma soprattutto li manda in confusione in difesa tanto che, dopo sette partite perfette, al secondo inning, a basi piene (due basi ball e un singolo) arriva un punto automatico con una base ball del partente Mori e addirittura il primo errore di tutto il mondiale: rimbalzante sul rilievo Yokohama appena entrato e l’assistenza invece che al catcher finisce contro i tabelloni pubblicitari del backtstop con conseguente punto a casa. Il terzo punto arriva su una rimbalzante in diamante sulla quale i giapponesi non riescono a chiudere il doppio gioco.

Per i “samurai” è una serata complicatissima. Tanto che al quarto inning il primo lancio di Yokohama è una valida e, dopo un K ottenuto sulla stella di casa, l’esterno centro Tsao, arrivano due tremendi “legni” di Lee e Yang che si stampano contro il muro all’esterno centro. Due doppi paurosi, che spingono a casa altrettanti punti e che costringono il manager giapponese Hirata a cambiare sul monte: terzo lanciatore della serata. Naturalmente mancino: Taguchi. Due rimbalzanti in diamante e si cambia campo. Ma siamo solo a metà quarta ripresa e i taiwanesi sono sopra 5-0.

Il pubblico comincia a scaldarsi mentre l’attacco giapponese non incide e mano a mano che passa il tempoIl pubblico in festa all'Intercontinental Stadium di Taichung (MG/Oldmanagency) il tifo diventa sempre più assordante. Ogni giro a vuoto dei giapponesi, ogni giocata dei taiwanesi è salutato da un coro diverso e apposito.

Ancora un paio di riprese a secco per entrambe le squadre. Il Giappone è la squadra che si rammarica maggiormente: al quinto va anche con prima e seconda occupate senza out, ma l’inerzia ormai è tutta per i bianco blu.

Al settimo ecco che arriva il colpo di grazia: Taguchi comincia a dare segni di cedimento e complice una difesa ancora una volta non impeccabile, che i classificatori “salvano” in due occasioni, trasformando evidenti errori  del seconda base Hojo in altrettante valide, riempie le basi. Sale Nomura, il primo lanciatore destro della serata per il Giappone. Un out, difesa corta per giocare a casa, Su colpisce durissimo a scavalcare l’esterno centro, entrano due punti. Poi, lo stesso Su, preso da un eccesso di foga corre per la terza, senza capire che il suggeritore aveva fatto fermare l’uomo davanti a lui, ne nasce una trappola che elimina il corridore a casa e alla fine della ripresa sono solamente due i punti sul tabellino. Può essere sufficiente per tenere lontana la paura del recupero giapponese. Specie se, anche nell’ottava ripresa, il nono uomo del line-up Chen apre con un doppio e Tsao mette in campo un bunt  a sorpresa che consente a Lee di andare a battere con corridori agli angoli e zero out.
Nella squadra All Star della 21U Baseball World Cup sono 5 i giocatori di Cina Taipei (MG-Oldmanagency)Giappone ormai fuori dalla partita, anche se arriva il primo out, senza che vengano segnati altri punti, ma con l’avanzamento di Tsao in seconda, su rimbalzante verso la terza. È solo un allungamento inutile dell’agonia dei “samurai”, che poco dopo vengono colpiti da Yang e si va sull’8-0 grazie alla corsa a casa di Chen. Ancora corridori agli angoli, sempre un eliminato, arriva il quinto lanciatore: fuori Nomura, dentro Yamaoka; al secondo lancio il nuovo pitcher viene colpito da una volata di sacrificio a destra per il nono punto taiwanese.

Cina Taipei ormai ha la coppa in mano e allora è il momento di togliere dalla partita il partente Kuo per dare la palla al mancino Twu Wei Lin . Tre out facili e si va al nono inning.
Altro lanciatore, Yi Hao Lin  e altra passeggiata per passare anche alla storia per aver ottenuto uno strike-out looking sull’ultimo uomo della partita.

IL TABELLINO

LA CLASSIFICA FINALEYang solleva la Coppa (MG-Oldmanagency)

LE STATISTICHE

Scende il sipario sulla prima edizione della 21U Baseball World Cup che tornerà tra due anni a Sinaloa in Messico. Una manifestazione che riscritto alcune gerarchie, specie in Asia, dove il Giappone si deve inchinare ai taiwanesi e in Europa, dove Italia e Olanda (rispettivamente settima e nona), si sono viste sorpassare dalla Repubblica Ceca (quinta), anche se per via di alcuni conteggi che non hanno certo premiato il migliore.
Resta il fatto che con il termine di questa competizione arrivano anche degli stravolgimenti a livello mondiale: il Giappone, per esempio, seppur perdendo la finale, sopravanza gli Stati Uniti nel ranking IBAF, confermando anche ciò che la Nazionale maggiore sta facendo vedere in questi giorni contro le stelle MLB.
Ranking che, in attesa dei Giochi Panamericani, che assegneranno gli ultimi 50 (al primo, poi via via a scalare tutti gli altri) punti in palio per la composizione del Premier12, che si giocherà proprio qui a Taichung nel 2015.
Il discorso conclusivo del Presidente della Ibaf e della Fibs, Riccardo Fraccari (MG/Oldmanagency)L’Italia con il suo settimo posto guadagna 18 punti, stacca il Messico e Panama, evita che l’Australia si avvicini troppo e si inchioda all’undicesimo posto, penultimo utile per tornare qui, con la “Nazionale maggiore” tra dodici mesi.

Questo il ranking mondiale della IBAF aggiornato: 1. Giappone  (785.18 punti); 2. Stati Uniti (766.02); 3. Cuba (612.98); 4. Cina Taipei (605.48); 5. Olanda (429.50); 6. Canada (353.52); 7. Repubblica Dominicana (349.18); 8. Corea del Sud (340.90); 9. Porto Rico (276.50); 10. Venezuela (261.00); 11. Italia (196.18); 12. Panama (128.42); 13. Australia (127.82); 14. Messico (125.28).
Le prime dodici Nazioni, quindi, parteciperanno alla prima edizione del Super12.

Nella foto di copertina l'esultanza dei giocatori di Cina Taipei, sul monte di lancio, dopo l'ultimo ouy (MG/Oldmanagency)