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Il Presidente Fraccari fa il punto sulla stagione delle nazionali

di Riccardo Schiroli

Con il Presidente della FIBS Riccardo Fraccari facciamo il punto sulla stagione delle nazionali maggiori, che si è conclusa con l’Europeo di baseball. E’ deluso, Presidente? “Ovviamente mi sarebbe piaciuto vincere per la terza volta consecutiva. Ma il risultato non è negativo. Abbiamo infilato una serie di 7 vittorie, che hanno esteso il nostro record vincente all’Europeo, iniziato nel 2010, a 20. Poi abbiamo perso una partita con l’Olanda che contava solo per il fattore campo e quindi abbiamo perso la finale. Abbiamo perso 6-3 una gara in cui nella prima parte sembravamo in balia dell’Olanda, ma che poi abbiamo in parte rimontato. Un giro di mazza avrebbe forse dato un risultato diverso. Ma questo fa parte del gioco”.
Quindi? “Io sono contento soprattutto del fatto che questa nazionale abbia un futuro. Vorrei si tenesse presente la composizione della nostra squadra e chi era in campo: continuiamo a inserire giovani, alcuni vengono dall’Accademia e hanno iniziato un percorso da professionisti, come Crepaldi o Mineo, altri vengono direttamente dalle giovanili e si sono messi in luce nella IBL, come Rivera. La consapevolezza di aver ricostruito un patrimonio atletico italiano non mi pare soddisfazione da poco. Ovviamente non dobbiamo fermarci e dobbiamo continuare a lavorare e ad investire sui nostri vivai. E in questo momento con particolare attenzione al monte di lancio ”.

Cosa ci dice della nazionale di softball: “Che siamo stati a 18 metri dal gruppo delle migliori 8 del mondo. Con l’inizio del nuovo ciclo abbiamo puntato particolarmente sulla scuola italiana, prendendo anche decisioni forti per i nostri campionati e abbiamo ricostruito un gruppo che sta crescendo. Abbiamo comunque visto un nostro limite e cioè la preparazione atletica e su questo stiamo già pensando cosa fare. Poi, per quanto riguarda il risultato sul campo, sarebbe stato meglio vincere con Taiwan, anziché perdere 1-0. Ma nello sport succede. Siamo consapevoli che con Greta Cecchetti abbiamo un pitcher di valore assoluto, un altro successo del nostro lavoro in Accademia”.
La Juniores? “Ha perso perché la Repubblica Ceca aveva un pitcher che è un fuoriclasse e lo si è visto anche al Mondiale. Complimenti a loro, ma il talento c’è e presto queste ragazze saranno pronte a supportare il nostro programma. Ovviamente occorrerà far proseguire questo gruppo e dargli l’opportunità di competere ad alto livello per poter crescere”.

Con la nazionale Under 21 di baseball al primo Mondiale di categoria si chiuderà anche il ciclo degli Greta Cecchetti (2F-Oldman)impegni delle nazionali giovanili: “Il Mondiale Under 21 sarà un bel test per i nostri talenti e parlando con il manager Trinci ci aspettiamo di giocare dando tutto, consapevoli comunque del valore dei nostri avversari come Corea, Messico, Taiwan...”.
Anche il Mondiale Under 15 è stato un test, ma non ha dato i risultati sperati: “Qui il gap con i paesi più evoluti baseballisticamente è notevole e il Mondiale ci ha dimostrato che i nostri ragazzi non si preparano per quel livello di competizione nei nostri campionati. E’ una riflessione che occorre fare”.

Altre riflessioni? “Una che mi sta particolarmente a cuore: la crescita dei nostri vivai. Questa Federazione fin dll’inizio ha fatto una scelta ben precisa e diversa da quella di altri paesi europei e cioè di costruire dal basso il nostro patrimonio atletico investendo particolarmente sui giovani a scapito di altri interventi che potevano esser fatti sulle nazionali maggiori. Da qui il progetto Verde Azzurro e Verde Rosa, il MondialHit, il Torneo delle Regioni e l’accordo con la Little League. Oltre ovviamente all’Accademia. Ovviamente questo è un percorso più lungo e i cui risultati si vedono nel tempo, come oggi possiamo constatare, però credo che assieme alle nostre società, soprattutto di vertice, dobbiamo fare sistema, dobbiamo condividere questo progetto di crescita, anche con un impegno maggiore nella cura dei nostri vivai.
Per il softball? “Le 2 situazioni non possono essere paragonate. Il softball è diffuso più a macchia di leopardo, quindi crediamo che avere uno staff di tecnici federali itinerante aiuti. Come accennavo, dovremo inculcare anche una mentalità che curi maggiormente la preparazione atletica, fin dalle giovanili. E’ il primo passo per crescere”.

In copertina (CB-Oldman): Fraccari consegna la maglia azzurra al Presidente del CONI Malagò