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Boston a una vittoria dalle World Series, si decide a 'Fenway Park'

di Daniele Mattioli

Nel consueto party del dopo partita riservato alla stampa, l'addetta alle bevande scherza con la collega eCome Sauro Pasquini e Fabio Borselli vedono l'ostruzione di gara 3 nella striscia "Casa Base" amica ed esclama ad alta voce let's go Red Sox, let's go Red Sox. Pronti ad essere serviti ci sono alcuni reporter che guardano divertiti la scena e applaudano le parole della ragazza che auspica la vittoria delle World Series da parte di Boston.

E' da poco finita la quinta partita delle World Series 2013 e questo è il clima che si respira al Busch Stadium di St.Louis. Se 2 giorni prima erano stati i Cardinals a festeggiare la vittoria in gara 3 (arrivata tra le mille polemiche per una chiamata di ostruzione difensiva che è valso il punto decisivo per la squadra di casa nell'ultima ripresa di gioco), oggi sono i Red Sox a gioire.
Boston è infatti riuscita nell'impresa di vincere per ben 2 volte di fila nello stadio di St.Louis, ribaltando di fatto la situazione della serie. Era dallo scorso giugno che una squadra non otteneva tale risultato e gli ultimi a farcela erano stati i Chicago Cubs durante la scorsa estate. Gli uomini del Manager John Farrell li hanno emulati, giocando due partite dalla grandissima intensità e trovando tra i protagonisti alcuni gregari rimasti nell'ombra ma che, invece, al momento del bisogno hanno risposto presente e hanno realizzato le giocate decisive.
Gomes accolto a casa base dopo l'homer di gara 4 da Pedroia e Ortiz (Lorenzo Bellocchio)Il fuoricampo messo a segno da Jonny Gomes in gara 4 ha scacciato tutti i fantasmi arrivati dopo la rocambolesca sconfitta della terza partita, mentre il doppio per regola (palla oltre la recinzione con un rimbalzo) battuto da David Ross il giorno seguente ha fatto capire ai Red Sox di essere a 54 out dalla vittoria finale.
Chi invece è stato un fattore dal primo lancio di gara 1 all'ultimo di gara 5 è senza ombra di dubbio David Ortiz, che si è letteralmente caricato sulle spalle la propria squadra, mostrando una condizione ottimale in attacco (sta battendo 11 su 15 con 2 fuoricampo, altrettanti doppi e 6 punti mandati a casa) e comportandosi bene anche in difesa. Nonostante fosse da tempo che non giocava in prima base, è stato perfetto nelle 3 sfide disputate a St.Louis.

Mike Napoli sfoggia una delle più mitiche barbe portafortuna dei Red Sox (Lorenzo Bellocchio)La scelta di schierare titolare in prima base Ortiz, visto che nei campi della National League non si può utilizzare il battitore designato, ha escluso dal line up l'italo-americano Mike Napoli, il quale si è detto pronto di tornare in campo dal primo lancio per gara 6 e desideroso in questo modo di aiutare la squadra, così come fatto nel primo match della serie, nel quale con un doppio da 3 punti aveva portato subito in vantaggio Boston.
L'ex Texas Rangers ha anche commentato la possibilità di vederlo al prossimo World Baseball Classic con la divisa dell'Italia: "Nelle 2 passate edizioni sono stato sempre infortunato e non ho avuto la possibilità di venire a giocare, ma se dovesse ripresentarsi l'occasione in futuro, mi piacerebbe prendervi parte''.
Quel che è certo, è l'ex Texas Rangers sarà tra i protagonisti di gara 6 di queste appassionati World Series, che proprio per l'occasione ritornano a Boston. C'è già un clima di grande tensione nelle strade intorno a Fenway Park. C'è infatti l'occasione per i Red Sox di festeggiare la vittoria  davanti al proprio pubblico, cosa che non accade da ben 96 anni.

Sulla strada di Pedroia e compagni ci sono però sempre i St.Louis Cardinals, desiderosi di rimontare un altro svantaggio di 3 a 2 nella serie dopo quanto accaduto nel 2011, quando contro ogni pronostico sconfissero per 2 volte i Texas Rangers, laureandosi Campioni del Mondo.
Il grande Yogi Berra un giorno disse it's not over until it's over (ovvero che "non è finita finchè non è finita"). David Freese e gli altri Birds vogliono dimostrare che non per niente il detto è nella memoria di ogni appassionato di baseball.

Nella foto di copertina l'ostruzione di gara 3