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18U BWC: per Bill Holmberg l'Italia è pronta per l'impresa

da Taichung (Taiwan), Marco Landi

“Abbiamo cambiato pochissimo, questa squadra, eccetto per un lanciatore in più e un ricevitore in meno, è quella che ha vinto l’Europeo”. Ci tiene a iniziare così la chiacchierata pre-Mondiale Bill Holmberg, che da pitching coach delle nazionali maggiore e 18 e Under e da responsabile tecnico dell’Accademia FIBS di Tirrenia, con molti di questi ragazzi condivide lavoro e vita quotidiana per buona parte dell’anno.

L’occasione è la riunione tecnica della XXVI  Coppa del Mondo 18U, una manifestazione la cui importanza è indicata dal numero di scout provenienti da tutto il mondo che si sono accreditati: quasi un centinaio. Numero impensabile, alcuni anni fa, per non parlare dei contratti che, anche dalle nostre parti, hanno dato il via a carriere professionali di atleti sempre più giovani, dai quali il batti-e-corri nostrano si aspetta molto.

Fra poche ore, in Italia saranno le 6 e 30 del mattino, l’Italia di Gianguido Poma esordirà Bill Holmbergo dopo una visita (CB-Oldmanagency)all’Intercontinentale di Taichung contro la Corea, in una diretta televisiva che sarà in oriente seguita da diversi milioni di persone, subito prima della cerimonia d’apertura della manifestazione.

“Il gruppo è forte” prosegue Holmberg “non ci nascondiamo dietro un dito, ma occorre, come sempre, soprattutto coi giovani, procedere un passo alla volta: l’obiettivo è passare il turno, abbiamo ovviamente fatto i nostri conti su quali partite puntare a vincere, ma magari in campo succederà tutto il contrario. Certo è che da tempo non abbiamo una squadra così forte in battuta, mentre monte e difesa sono solidi, direi come da tempo.”

Il girone è duro “Sì, direi più dell’altro, ma è giunto il tempo di contare solo sulle nostre forze, senza guardare troppo all’altro nome sul tabellone.”

Certo, già dallo scorso anno la squadra ha dimostrato di potere stare con tutti i crismi a questo livello. “Vero, ma anche qualche anno fa siamo arrivati in semifinale. Qui siamo arrivati a raccogliere i frutti di un lavoro lungo: dieci anni d’Accademia, il VerdeAzzurro, ci hanno portato a un livello molto alto. Adesso dobbiamo proprio trovare il salto per ‘sfondare il soffitto’ e si può farlo solo dando a questi ragazzi l’opportunità di giocare tante partite ad alto livello. Dico 15 in autunno, 15 in primavera e 15 in estate, per arrivare a queste manifestazioni con l’esperienza sufficiente per dare veramente tutto. Vedendo dove siamo oggi, tecnicamente, credo valga veramente la pena di fare quest’ultimo salto.”

Certo l’impegno sarebbe molto importante, anche durante la stagione di club “Le società credo che capiscano bene che per noi impegnare i ragazzi e toglierli ogni tanto al campionato non è un divertimento. I giocatori si formano in tre distinte entità: la famiglia, il club e la Federazione e tutte e tre lavorano nell’interesse dei ragazzi, ognuna cede loro una parte importante di ciò che li fa crescere, nel loro esclusivo interesse. Mi sembra proprio che questo principio, oggi, sia capito e condiviso da tutti.”

In copertina, nella foto MG-Oldmanagency, lo staff dell'Italia 18U: Holmberg, Costa, Mascitelli e Poma