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Mazzieri: "Questa è una squadra speciale. Sono grato a tutti i miei ragazzi"

 da Miami, Michele Gallerani

Il sogno si è infranto a sei out dalla fine. L’Italia esce sconfitta dalla sfida con Porto Rico dopo aver dimostrato di essere una grande squadra e un grande gruppo, che Marco Mazzieri, skipper di tante vittorie, una volta di fronte a una sconfitta, definisce così: “Di solito si dice che si è tutti per uno e uno per tutti, noi siamo solo uno”. Il manager azzurro è dispiaciuto, come tutto il resto della delegazione, ma trova comunque il modo di dare ai suoi ragazzi il giusto merito, per aver dimostrato al mondo del baseball di saper produrre grandi prestazioni.wbc italia portorico mazzieri holmberg (Ezio Ratti/FIBS)
Cosa hai detto alla squadra quando siete usciti dal campo e rientrati nella locker-room? “Li ho solamente ringraziati per quello che hanno fatto. Siamo stati una grande squadra, in campo i giocatori, nel dug-out il mio staff. Abbiamo dato tutto e usciamo a testa alta. È per questo che a questo ragazzi va detto solo grazie”.

Quando si passa ad analizzare tecnicamente il 4-3 che ha portato Porto Rico ad avere un’altra chance e invece rimette gli azzurri sull’aereo per l’Italia, per Mazzieri è molto chiaro cosa non abbia funzionato: “Non abbiamo eseguito, come avrebbe dovuto. Ci sono stati momenti della partita, soprattutto quando loro sono diventato maggiormente aggressivi, in cui noi gli abbiamo permesso di esserlo. Una parte di tutto ciò è dovuto al fatto che non abbiamo tirato sulla base giusta, nel momento giusto e abbiamo dato loro la possibilità di essere più aggressivi”.

Ovviamente questo non era il progetto finale, non avreste voluto che terminasse così, ma la vostra è stata sicuramente una corsa esaltante. Cosa significa questo per il baseball italiano? “Difficile essere lucidi così a caldo, dovete lasciarmi qualche giorno per digerire l’eliminazione. Non è questo che sto pensando in questo momento”.

wbc italia portorico rizzo bacio (Ezio Ratti/FIBS)Per Anthony Rizzo, autore di un’altra grande battuta che aveva portato l’Italia in vantaggio 3-0, ci sono parole che suonano come il miele per le orecchie del Manager: “Non so come progredirà il baseball azzurro ora, ma di sicuro posso dire che abbiamo l’uomo giusto per portarlo avanti. Mazzieri è un grande manager, la squadra è grande. È stata capace di andare avanti in ogni partita che ha giocato. Nessuno lo avrebbe pronosticato e invece noi siamo riusciti a batterci alla parti contro le più grandi squadre del mondo, piene di all-star. Siamo stati un grande gruppo e quello che abbiamo fatto a Phoenix e poi qui a Miami ci ha fatto guadagnare un grande rispetto da parte di tutti. E questo risultato ce lo siamo ampiamente meritato”.

A queste parole bellissime di Rizzo, Mazzieri – quasi emozionato, con gli occhi perfino lucidi – risponde così: “Il momento che voglio fissare di questa grande esperienza è proprio questo. Le parole di Anthony danno a tutti la dimostrazione di che questi ragazzi sono speciali. Ogni giorno, quando parlavo alla squadra, ognuno dei componenti del nostro team era pronto ad ascoltare le proposte che facevo e le cose che dicevo. Dai più grandi campioni, ai giovani come Rizzo, che ogni mattina attendevano il discorso per poi cercare di mettere sul campo quello che avevamo progettato”. Soprattutto per questo motivo, quando i giornalisti portoricani gli chiedono se ci siano alcuni più colpevoli di altri della sconfitta risponde con molto orgoglio: “Non penso che sia il caso di puntare il dito contro qualcuno. Stiamo parlando di uno sport di squadra e quando abbiamo vinto lo abbiamo fatto tutti insieme. Quando abbiamo perso come contro Porto Rico e contro la Repubblica Dominicana, facendoci sorpassare nelle riprese finali, quando ci mancavano solo pochi out alla fine, è stato solo un errore del team, incapace di eseguire alcune situazioni. Nessun colpevole, tutti colpevoli”.

Si entra così nel discorso delle occasioni sprecate e un giornalista americano chiede a Marco Mazzieri perché non abbia utilizzato Jason Grilli: “Penso che il primo obbligo che abbia un manager sia quello di rispettare i propri giocatori e alle loro franchigie. Per questo sono grato a tutti loro: Denorfia, Punto e anche Grilli. Non potevo chiedere a Jason di tirare più di una ripresa, che è quello che fa abitualmente durante la stagione. Intendo dire che questo torneo è sì importante per me, ma prima di tutto sono importanti i miei ragazzi e così non potevo fare nulla che potesse spremerli più di quanto non fosse necessario”.