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Mazzieri: "Rendiamoci conto, abbiamo battuto il closer della squadra che ha vinto le World Series"

da Scottdsale, Arizona, Michele Gallerani

Alla fine della "tremendous win", per citare i commentatori di MLB Network che hanno chiuso così la loro telecronaca da Salt River Field at Talking Stick, la conferenza stampa nella lounge degli Arizona Diamond Bakcs è affollatissima di giornalisti messicani che vogliono sapere dal seconda base Ramiro Pena e dal Manager Eric Renteria i perché di una sconfitta. Uno di loro, alle fine, quando ormai le conferenze stampa sono terminate ha perfino detto "questa sconfitta del Messico si chiama Edgar Gonzalez" accusando l'esterno dei Cubs, per aver perso una palla (ndr se anche l'avesse tenuta, sarebbe stato un punto a casa e quindi pareggio), ma questa è una vittoria di una squadra che si chiama Italia, che ha un cuore e un'anima che non hanno dimensioni normali.

E così, prima di dare spazio ai perdenti, che per regolamento sono comunque i primi a occupare il tavolo della conferenza stampa, è giusto ascoltare le parole di un raggiante Marco Mazzieri: "ragazzi, ma ci rendiamo conto!? Abbiamo battuto il closer della squadra che ha vinto le World Series". Una dichiarazione che da sola dà la dimensione dell'impresa che ha saputo portare a termine la sua squadra. "Una vittoria" continua Mazzieri "che arriva a coronamento di una prestazione esemplare da parte di tutti. Lo sforzo è stato grande da parte di tutti. Ognuno ha dato il suo contributo e credo che non ringrazieremo mai abbastanza i ragazzi per quello che hanno dato, per come lo hanno dato e la vittoria che hanno ottenuto". Una vittoria, ne è convinto Mazzieri, che non rischia assolutamente di appagare: "questo è un gruppo talmente maturo che già adesso, quando il match è finito da poco, sta pensando alla partita contro il Canada. Un gruppo veramente eccezionale, che credo meriterebbe qualcosa di più. Mi riferisco a coloro che storcono la bocca e criticano il metodo con cui vengono effettuate le convocazioni". 
Il fatto di uscire da una vittoria così importante e sapere che il prossimo avversario è il Canada, che l'Italia ha già battuto quattro anni fa, cambia qualcosa nel tipo di atteggiamento che si dovrà tenere venerdì a Chase Field? "No, assolutamente. La nostra filosofia in questo torneo è di giocare nove partite da un inning ciascuna, quindi quello che dovremo fare è vincere l'inning. Solo così possiamo andare avanti e andare molto lontano. Anche perché una vittoria come questa comunque non deve fare pensare di aver raggiunto chissà cosa. Noi siamo venuti qui con uno scopo e questa solo una prima tappa di un lungo viaggio che siamo desiderosi di fare. È  vero che siamo molto eccitati in questo momento, ma questa è solo la prima partita".
I momenti chiave della partita sono stati tanti, ma se dovessi fermare in una istantanea il momento che ricorderai per sempre di questa vittoria, qual è? "L'out di Alessandro Vaglio, il ventisettesimo, quello che innescato da Jason Grilli, ha costretto Cantu a battere una rimbalzante. Durante il nono stavamo parlando con Tom Trebelhorn nel dug-out e lui mi ha detto che l'ultima eliminazione sarebbe andata come poi è esattamente andata. Questa è la mia fotografia della partita".

LA VIDEO INTERVISTA DI MARCO MAZZIERI

Un altro dei momenti chiave è stato il fuoricampo di Drew Butera (ndr l'Italia non batteva un fuoricampo Italia mexico grilli proteste (Ezio Ratti/FIBS)al Classic dalla vittoria contro l'Australia del 2006, furono addirittura due: Saccomanno e Sinisi): "Si può dire così" afferma il catcher dei Minnesota Twins "ma in realtà è stata una vittoria della squadra, come ha già detto il nostro Manager. È vero che quel fuoricampo ha dato una certa fiducia, in un momento molto importante della partita: ci ha portato al pareggio, ma questa vittoria è della squadra e del pitching staff, che aveva preparato alla perfezione ogni dettaglio della partita, sia per quel che riguardava le chiamate da fare quando eravamo noi sul monte, sia per come avremmo dovuto affrontare i loro lanciatori". Bene in attacco, Butera, bene in difesa e molto bene anche come uomo squadra. È stato lui a dire all'arbitro capo di non preoccuparsi della reazione di Jason Grilli sul quarto ball chiamato nel turno nel box di Adrian Gonzalez al nono: "è abbastanza normale che uno come Jason, convinto di aver tirato strike, in un momento caldo come quello, si possa arrabbiare. Ma io sapevo che l'arbitro aveva chiamato bene, è per quello che gli ho detto che sarei andato io sul monte a cercare di far calmare Jason. Alla fine è andato tutto per il verso giusto".

Un altro giocatore chiave per la vittoria è Alex Liddi, su di lui erano ovviamente riposte molte aspettative e non ha deluso. Due valide su tre turni, quattro su cinque gli arrivi in base, ma non pensa a sé stesso, bensì alla squadra: “Credo che questo torneo non sia nell’interesse di un solo giocatore, di una sola squadra, ma è qualcosa che riguarda tutta l’Italia. È per questo che quando hai la possibilità di rappresentare il tuo Paese al più alto livello possibile, devi dare tutto te stesso. Ed è quello che abbiamo fatto noi oggi. Tutti abbiamo dato il massimo che potevamo e alla fine è uscita questa splendida prestazione, questa splendida vittoria”.  

Sulla stessa linea di Liddi è anche Anthony Rizzo, sua è la battuta sulla quale è arrivato il punto della vittoria, ma non si scompone e fa i complimenti a tutto il gruppo: “Dal primo momento in cui sono arrivato qui con questa squadra, parlando con i ragazzi che sono qui da più tempo di me, come Alex, Grilli, Punto, Chiarini o Denorfia, ho capito che questo è un gruppo veramente speciale e che giocare per la maglia azzurra sarebbe stato eccitante. Quella di oggi è stata una partita veramente eccitante. Si viveva una atmosfera incredibile e alla fine abbiamo trasformato tutta l’energia che c’era in una vittoria speciale contro il Messico”.