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Il saluto di Marcello Standoli al mondo del baseball e del softball italiani

Il momento tanto atteso e temuto sta arrivando. Il 31 dicembre lascerò la Federazione e, dopo 42 anni, il CONI.
Sono tanti i ricordi di questa lunga attività lavorativa e preferisco riassumere in questo messaggio i miei sentimenti e le mie riflessioni: altrimenti facendo, la mia voce sarebbe sopraffatta dal tumulto di emozioni che ho dentro di me.

Ricordo soprattutto, come fosse ieri, la prima volta che ho messo piede nella Federazione Italiana Baseball Softball: era la fine di gennaio del 2002, la Coach Convention di Principina a Grosseto.
Sono passati 11 anni e sono volati via in fretta.

Sono stati 11 anni intensi, ma sereni, vissuti con persone che ancora rappresentano il vero spirito dello sport e che agiscono con l'ideale dei suoi valori.

Ho conosciuto tantissimi atleti, dirigenti, tecnici, arbitri, semplici appassionati, ognuno mi ha aiutato a capire l'ambiente che per me era nuovo; grazie a loro ho avuto la possibilità di mettere a frutto le conoscenze del mondo dello sport e delle sue problematiche che portavo con me da precedenti esperienze federali.

Oggi posso affermare che qui ho ritrovato stimoli insoliti, lavorando insieme con dirigenti che è dir poco definire rivoluzionari e che proprio per questa loro caratteristica mi hanno trasmesso l'orgoglio dell'appartenenza.

È mio dovere una menzione particolare e un ringraziamento sincero, nessuno me ne voglia, alle colleghe, ai colleghi e ai collaboratori che hanno lavorato in questi anni con me. Sono stati, sono e saranno, una risorsa insostituibile sia dal punto di vista umano che professionale. Se ho ben lavorato è soprattutto grazie a loro. È l'eredità che lascio al mio successore, insieme con i più fervidi auguri di buon lavoro.

Al Presidente Riccardo Fraccari, al NOSTRO Presidente, mi lega un rapporto di amicizia e di stima profondo, che siL'abbraccio fra Standoli e Fraccari al Gala 2012 (CB-Oldman) è sviluppato e accresciuto negli anni in cui ho avuto il privilegio di lavorare al suo fianco. Egli è non solo un dirigente di altissimo valore, ma, soprattutto, come ho detto più volte, persona onesta e animata da passione vera per questo sport.
Se un rammarico ho, è quello di essere tra coloro che lo hanno convinto ad assumere anche il prestigioso incarico internazionale che ricopre, in ciò moltiplicando i suoi impegni e sacrificando ancor più la sua famiglia. Di questo chiedo scusa a Giovanna e ad Andrea.

Da tutti i dirigenti federali, che sono stati negli anni un sicuro punto di riferimento e amici veri, ho ricevuto attestati di elogio che forse non merito. In definitiva abbiamo fatto squadra.

Porto via con me tanti volti e tante situazioni che diventeranno nostalgia a mano a mano che il tempo passerà.

Porto via anche un grande insegnamento che è racchiuso in un gesto tecnico di queste nostre discipline e che è una metafora di quello che dovrebbe essere il comportamento di ognuno di noi, tutti i giorni, nella grande squadra della società civile: la battuta di sacrificio.

Grazie a tutti per avermi fatto essere uno di VOI!

Marcello Standoli
marcello.standoli@me.com