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Rivissuta a mente fredda, quella degli azzurri di Mazzieri è davvero una grande impresa

di Riccardo Schiroli

L'Italia ha vinto il suo decimo campionato Europeo di baseball in casa dei Campioni del Mondo in carica. Nel senso letterale del termine, visto che la rosa dell'Olanda per questo torneo continentale contava su 15 dei 24 giocatori che hanno trionfato a Panama nell'autunno del 2011 e su 10 giocatori sotto contratto con organizzazioni Didi Gregorius al Mondiale 2011 (Ratti-FIBS)professionistiche. Rispetto al Mondiale, le assenze che pesano sono quelle dei giovani fenomeni Didi Gregorius (classe 1990, ha esordito come interbase nei Cincinnati Reds), Jonathan e Sharlon Schoop e dello storico catcher Sydney De Jong. Non mi azzarderei a dire che i vari Zarraga, Bogaerts, Boyd (escluso per scelta tecnica) e il De Caster attuale (che ha rinunciato all'ultimo momento, lasciando la squadra con un giocatore in meno rispetto alle rivali) siano giocatori che avrebbero fatto la differenza. Va anche ricordato chi l'Olanda aveva a disposizione, rispetto al Mondiale, (Statia, 49 partite in Triplo A come utility) e Van Mil (lanciatore da 94 miglia all'ora).
L'Olanda era insomma una gran bella squadra, forse la miglior nazionale arancione mai schierata in un Europeo. Di certo, molto più forte di quella che l'Italia ha battuto a Stoccarda nel 2010. Sulla carta, superiore tecnicamente all'Italia.

L'Italia però questa Olanda l'ha battuta nettamente, facendo scendere dal monte Shairon Martis (già 20 presenzeUna decisa scivolata di La Torre contro il catcher olandese Van Heydoorn (Ratti-FIBS) in Grande Lega) e Juan Carlos Sulbaran, uno dei lanciatori che ha battuto Cuba nella finale del Mondiale; gli altri erano, per la cronaca, Cordemans e Bergman (quest'ultimo, l'Italia lo ha battuto sabato sera). Insomma, lo dico sereno, non c'è niente di male ad ammettere che l'Italia è stata grande. Anche chi era certo di una sconfitta azzurra può fare questo passo. Forse, si sentirà meglio.

La chiave del successo azzurro è in una parola: sinergia. Letteralmente, si tratta dell'azione combinata di più elementi, che risulta di efficacia potenziata rispetto a una loro semplice sommatoria. Ma si capisce meglio di cosa sto parlando con questo paradosso: l'effetto 2+2=5.
E' un miracolo che nello sport riesce spesso e che molti allenatori o giocatori chiamano "gruppo".
Non a caso il manager Mazzieri tiene, a mente fredda, a sottolineare: "Le componenti di questa vittoria sono tante, ma nelle cronache di domenica pomeriggio non è mai stato sottolineato il nostro lavoro di scouting, fatto da Bill Holmberg e Mike Piazza sul campo di Haarlem e da Chris Catanoso sul campo di Rotterdam. Avevamo in mano relazioni dettagliatissime su tutti gli avversari. Inoltre, questo gruppo è così unito anche grazie al lavoro di Rafi Colon".
Per rendere l'idea, il profilo di Colon sul sito dei Mariners (organizzazione per la quale è sotto contratto) è quello di: "Colui che allena i Mariners fuori dal campo".

Esplode la gioia azzurra a Rotterdam (Ratti-FIBS)Potrei andare avanti per pagine, a descrivere quanto tutto funzioni a meraviglia nello staff azzurro. Merita comunque una citazione la professionalità dello staff atletico-sanitario: il preparatore Gianni Natale, il fisioterapista Massimo Baldi, il giovane (classe 1984) medico Andrea Pellegrini. Merita una citazione Augusto Medina, che fa un lavoro difficilmente valutabile dall'esterno, ma instancabile e puntuale.
Detto questo, bisogna concentrarsi sulla bontà del lavoro tecnico che è stato fatto.

Contro lanciatori professionisti, l'Italia ha giocato una prima parte della finale da incorniciare, in attacco. L'Italia è arrivata in base, ha messo pressione, ha colpito duro quando serviva, ha messo le gambe dove non era arrivata la potenza (la corsa di Chiarini, che ha impedito il doppio gioco) per andare in vantaggio. Era una macchina poco meno che perfetta e guidata da un gran pilota, che l'ha sempre tenuta in strada.

John Mariotti (lanciatore vincente della finale), Tyler La Torre (gran regista difensivo e battitore spauracchio delSuggestiva immagine della premiazione (Ratti-FIBS) torneo) e Chris Colabello (il bomber che ha aiutato a sopperire all'assenza di Peppe Mazzanti) hanno esordito in nazionale senza aver giocato nella IBL. A parte che Colabello (pochi lo sanno) ha avuto il primo tesseramente in categoria Ragazzi in Italia, ma questi 3 atleti erano parte del gruppo come se di quel gruppo avessero fatto parte da sempre.

Alessandro Vaglio, Luca Panerati, Mattia Reginato, Matteo D'Angelo sono Campioni d'Europa che si sono diplomati all'Accademia di Tirrenia. Paolino Ambrosino ha trascorso diversi periodi di preparazione nella struttura. Stefano De Simoni è nazionale dal progetto Verde Azzurro.
Ma ci rendiamo conto del fatto che tutto questo è bellissimo?

Chiudo con una citazione presa a prestito dal Capitano Mario Chiarini. Non l'ha rilasciata in una intervista, ma sono sicuro che non gli dispiacerà se la uso: "Lo abbiamo fatto una volta, lo abbiamo fatto 2 volte. Ora dobbiamo provare a farlo la terza. Non accontentiamoci...".