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MONDIALE JUNIOR: IL DOPO CANADA-ITALIA

da Thunder Bay, Marco Landi

Uscire sconfitti in sette riprese dalla squadra di casa, in uno stadio pieno (quasi 5.000 gli spettatori di Canada-Italia), ma con una nutrita schiera di italo-canadesi che sentono ancora molto forte il legame con la madrepatria e da giorni coccolano la delegazione azzurra, non è cosa da lasciare indifferenti.
I giocatori faticano a guadagnare il pullman, circondati da chi chiede un autografo o una foto, ma, raggiunta la tranquillità del residence che li ospita alla Lakehead University, un'analisi più fredda è possibile.

Riunione post-partita per gli azzurri (FIBS)"Il problema è che non riusciamo mai a fare una partita da grandi" afferma Gianguido Poma, skipper di questa nazionale che, comunque vada, ha già fatto meglio di quanto fece 2 anni fa quella che poi nel 2009 ha conquistato il titolo europeo. "Ci eravamo allenati molto bene ieri e abbiamo fatto un ottimo pre-gara. I ragazzi erano carichi al punto giusto e siamo partiti subito forte in attacco. Il loro lanciatore (Paquet) era nervoso: prendere un punto subito, con due valide a freddo, può innervosire chiunque. Avremmo potuto giocarcela fino alla fine, se avessimo fatto le cose ‘normali'. Invece, due brutte cose in difesa, due doppi giochi possibili sbagliati e ci siamo trovati 5-1 in un attimo. È chiaro che dopo diventa dura giocare".

"Stiamo pagando tantissimo le assenze" prosegue Poma "questa squadra manca dell'interbase titolare, Luca Martone (come noto, impegnato nell'organizzazione degli Astros, ndr), Alberto (Varin) non ci può dare una mano dietro al piatto per problemi fisici, Milvio (Andreozzi) non può girare la mazza e lo abbiamo come lanciatore..." Aggiungiamo, per completezza, che anche il figlio del manager, Sebastiano, bloccato da problemi fisici qavrebbe dovuto essere uno dei punti di forza del lineup "...è facile capire che giocare a questi livelli con giocatori fuori ruolo è difficilissimo. In più, molte delle squadre che sono qui, escono da programmi di allenamento comune lunghi e intensi, hanno giocato insieme 20, 30 partite. Questo ci è mancato sicuramente: il tempo di stare insieme. Questa squadra è al primo anno di un ciclo, faremo tesoro dell'esperienza".

La partita di sabato, contro l'Olanda è una classicissima europea che vale l'accesso alla finale per il 5° posto, ma tornare fra le 8 migliori al mondo è già un risultato per una formazione all'inizio del suo percorso.