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BILL HOLMBERG: "UN'ESPERIENZA PROPRIO POSITIVA"

Di Riccardo Schiroli

Lo hanno chiamato European Player Showcase: 21 promesse del baseball europeo hanno viaggiato per gli Stati Uniti dal 4 al 9 di novembre per mettersi in mostra di fronte agli scout delle squadre pro e ai 'recruiter' dei College. Di questi, 7 (Francesco Cozzolino,lanciatore destro e terza base, classe 1991; Stefano De Simoni,esterno, 1988; Erik Gelli, interbase e seconda base, 1989; Elia Pasquali,lanciatore destro, 1990; Marco Sabbatani, catcher e terza base, 1989; Alex Sambucci,prima base, 1989; Valerio Simone,lanciatore mancino, 1991) sono atleti di scuola italiana con esperienza all'Accademia FIBS.
 
Ad accompagnarli c'era Bill Holmberg, il responsabile tecnico dell'Accademia: "E' stata un'esperienza proprio positiva" spiega Holmberg "Anche perchè il tutto è stato molto ben organizzato dalla Major League Baseball e dal suo Scouting Bureau".
Nella sostanza cosa è successo: "I ragazzi hanno avuto una serie di provini. Il punto centrale è stata una partita contro il Pitt College. Per la cronaca, abbiamo perso 9-6 su 12 riprese. Noi non eravamo naturalmente al picco della forma, ma abbiamo giocato contro una squadra veramente forte. None sito a dire che il livello dei lanciatori era nella media dei pitcher italiani del nostro massimo campionato".

L'esperienza è stata positiva, ma adesso cosa succede? "Tra scout di organizzazioni di Grande Lega e i cosiddetti 'recruiter' dei College i nostri ragazzi si sono fatti vedere da almeno 40 osservatori. Nelle prossime 2 o 3 settimane sapremo nel concreto quanti di loro riceveranno delle offerte. Su qualcuno sono sicuro, visto che ha avuto contatti diretti".
Chi? "Non facciamo nomi, per piacere".

Qualcuno potrebbe dire che con queste iniziative si allontanano i ragazzi dal baseball italiano: "Mi sembra un punto di vista un po' miope. Noi vogliamo formare giocatori e un atleta per diventare giocatore ha bisogno di disputare molte partite ad alto livello. Senza contare l'esperienza di vita che si prospetta per i ragazzi".
Chiaro, dal punto di vista degli atleti non c'è discussione. Ma per quel che riguarda i club? "Un ragazzo che riceve una borsa di studio da un College è certamente in grado di giocare anche la stagione italiana".
Diverso per i professionisti. A volte (vedi Liddi e Maestri) non sono a disposizione nemmeno per la nazionale: "Siamo all'inizio di un percorso di formazione degli atleti che il baseball italiano non aveva mai vissuto. Può darsi che ci sia un po' da soffrire. Ma solo il tempo dirà se abbiamo avuto ragione. Io, personalmente, ci credo molto. Sono convinto che tra non molto il parco dei giocatori di scuola italiana ci darà ragione".

E' stata un'esperienza positiva, insomma: "Proprio. E colgo l'occasione per ringraziare il Presidente Federale Fraccari per averla approvata. Spero che si possa ripetere su base annuale. Magari dobbiamo riflettere se è questo il periodo migliore o se si può organizzare qualcosa nel corso della stagione".
Soprattutto, è stata un'esperienza fortemente voluta: "Certo che sì. Sia io che i ragazzi siamo andati a nostre spese. Anche qui, ho l'obbligo di un ringraziamento verso la MLB, che ci ha aiutati ad abbattere i costi".