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UN BILANCIO DEL MONDIALE AZZURRO: L'ITALIA HA DIMOSTRATO DI POTER COMPETERE A QUESTO LIVELLO

Di Riccardo Schiroli

Marco Mazzieri (Ratti/Fibs)L'aspettativa era che l'Italia arrivasse tra le prime 8 del Mondiale IBAF e, alla luce di questo, è ovvio che un pizzico di delusione ci sia. Ma ci sono altre cose ovvie.
La prima è che l'aspettativa era tarata su un Mondiale 'normale', nel quale le rappresentanti di Africa, Asia ed Europa arrivano indenni tra le prime 16. In questo Mondiale, l'Europa ha qualificato in effetti 4 formazioni, ma nella seconda fase 3 (Olanda, Gran Bretagna e Spagna) hanno giocato nel girone olandese. Il Sud Africa, non accadeva da tempo immemorabile, non era tra le prime 16 e con la fase preliminare è saltata pure la Cina.
La seconda è che l'Italia non ha giocato nella miglior formazione possibile. Guardiamo solo ai giocatori di scuola italiana: le assenze di Liddi e Peppe Mazzanti al centro del line up si sono evidentemente fatte sentire e forse la partita con il Canada avrebbe avuto un andamento diverso, se con 2 uomini in base al settimo, fosse salito in pedana Maestri.

C'è un'ultima cosa da premettere. Il Mondiale esprime da sempre un livello medio più alto rispetto a quello del nostro baseball. Accadeva anche quando in campo andavano i dilettanti e, non a caso, l'Italia ha avuto una sola volta un record positivo nella sua storia: nel 1986 in Olanda, quando ha chiuso con 6 vittorie e 5 sconfitte. In altri 2 casi ha chiuso con lo stesso numero di vittorie e sconfitte: nel 1988 in Italia e nel 1994 in Nicaragua. Anche nel famoso quarto posto del Mondiale 1998 ci sono più sconfitte (6, incluso un 20-0 contro Cuba e un 13-6 con la Spagna) che vittorie (4, contro Cina, Sudafrica e Panama, oltre che con l'Australia nei quarti).
Sul nostro sito esiste una pagina comodamente consultabile con tutta la storia della partecipazione azzurra al Mondiale IBAF, per verificare che non stiamo farneticando.

LA STORIA DELL'ITALIA AL MONDIALE IBAF

Detto tutto questo, è giusto anche considerare che l'Italia non ha giocato benissimo.
"Sapevamo di dover giocare con una difesa perfetta" ha detto il manager Marco Mazzieri dopo l'ultima partita con le Antille a Vicenza "Purtroppo non è accaduto. Non è mio costume cercare giustificazioni, ma il fatto che ci mancasse un terza base di ruolo ci ha costretti a chiedere ad Imperiali ed Infante di interpretare un ruolo nelMario Chiarini e Juan Carlos Infante (Ratti/Fibs) quale sono abituati a giocare in emergenza".
Infante ed Imperiali chiudono con 2 errori a testa, così come Mazzuca, impegnato anche lui in un ruolo atipico, quello di prima base. Di errori ne ha commessi 3 Santora, che in difesa è stato forse un po' al di sotto del suo standard.
Gli azzurri chiudono con 12 errori in 7 partite (media 1.71), ma forse il dato più esatto a cui guardare è quello delle prime 6 partite (contro le Antille l'Italia ha commesso 4 errori, ma è comprensibile che la concentrazione non fosse a mille): 6 errori, media 1.31.
La miglior difesa della Italian Baseball League 2009 (quella della T&A San Marino) ha commesso 39 errori (media 0.93 a partita); la seconda (Telemarket Rimini) ne ha commessi 40 (0.95). Si va via via crescendo (la media del campionato è molto alta: 2.52 errori di media a partita), ma per essere chiari la nostra nazionale ha una media di errori pari a quella della Fortitudo Bologna, che ha vinto lo scudetto.
Al di là di tutte le considerazioni che si possono fare, la nazionale è figlia del livello espresso dal nostro campionato. Ed è normale, perchè è composta quasi interamente da giocatori del nostro campionato.

L'analisi è semplice e brutale: per primeggiare al livello del Mondiale IBAF serve che il nostro campionato esprima un livello medio più alto. O serve che la nazionale sia composta da giocatori che non militano nel nostro Leo Zileri durante una presentazione (Ratti/Fibs)campionato.
Guardiamo l'Olanda: Simon, Schoop, Decaster, Statia: questo è il diamante, tutti atleti che giocano negli Stati Uniti.
L'analisi, lo ripeto, è brutale. Ma è anche necessaria, perchè ad ogni sconfitta della nazionale si sente ripetere che "purtroppo noi abbiamo una 'regular season' di 42 partite e qui giochi contro gente che ne fa 100".
Vero e non vero, perchè se andiamo a contare davvero quante gare hanno fatto quest'anno i Chiarini, Dallospedale e Zileri (dal Classic in poi) forse abbiamo qualche sorpresa. Ma soprattutto, è un discorso che ha senso, in un ambiente che trova troppo intenso il ritmo delle Italian Baseball Series? Intendo: ha senso parlare in questi termini, se non si ha nessuna intenzione di compiere azioni che vadano nella direzione di aumentare il numero delle partite o l'intensità del calendario?

Mazzieri ha anche detto che: "I lanciatori hanno fatto un grande lavoro. Ci hanno sempre tenuti in partita e a loro non si può davvero rimproverare nulla. Soprattutto, devo dire che se il nostro futuro sono ragazzi come Pizziconi e Panerati, si tratta di un futuro roseo".

Devo aggiungere che anche il rendimento dell'attacco è alla fine soddisfacente. Almeno, quello di Ramos (media .429- 1 fuoricampo- 5 punti battuti a casa), Zileri (.400-1-3), Santora (.375- 1 punto battuto a casa), Chiarini (.320-1-8) e Infante (.308, 4 punti battuti a casa).

L'Italia, insomma, non ha giocato al massimo. Ma ha dimostrato di avere le qualità per competere a questo livello.