Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo
instagramyoutubecustom1

MIKE PIAZZA E' SEMPRE LA STELLA

Mike Piazza risponde ai giornalisti a Port St. LucieMike Piazza e i Mets per i tifosi sono ancora un tutt'uno, anche se il rapporto del più grande battitore di tutti i tempi tra i catcher e l'altra New York del baseball non si è chiuso nel migliore dei modi alla fine della stagione 2005. Lo sono a tal punto che chi coordina la complessa attività del centro di allenamento primaverile dei Mets a Port St. Lucie si trova costretto a bloccare l'accesso alla zona del dug out dell'Italia con una catena. Non accade mai, nella rilassata atmosfera di febbraio. E meno che mai accade nei pressi di un campo secondario. Ma venerdì 27 febbraio è diverso, perchè in quel 'dug out' di un campo secondario c'è Mike Piazza

A poche ore dalla fine dell'amichevole disputata dagli azzurri contro una selezione di giocatori di Minor League dei Mets (rinforzati da atleti di Grande Lega come l'esterno centro Sullivan, i lanciatori Pelfrey e Francisco Rodriguez, il celeberrimo 'K Rod', e i bomber Valentin e Ramon Castro) la rete è letteralmente invasa di articoli che riguardano il Coach di Battuta dell'Italia. Ad intervistare Piazza sono arrivati, oltre al sito e alla rete televisiva di MLB, anche diversi quotidiani locali e giornali di New York. Più un giornale cinese di lingua Inglese. E Piazza non si nega a nessuno, ripetendo pazientemente le motivazioni che lo portano a rappresentare l'Italia e garantendo agli americani che "non sto cercando di fare a rovescio quello che ha fatto Cristoforo Colombo. Io sono nato e cresciuto negli Stati Uniti, ma la mia famiglia sente fortissimo il legame con l'Italia. Se parlo italiano? Abbastanza per farmi capire dai giocatori, che oltretutto sono quasi tutti bilingui. Faccio più fatica a capire chi mi parla con l'accento di Coney Island".

Qualcuno nota che il colore della divisa dell'Italia è lo stesso di quella dei Dodgers. Ma anche con la "I" sul cappellino, Piazza sembra trovarsi decisamente a suo agio: "Per me è la soluzione perfetta. Dopo tanti anni da giocatore, sentivo il bisogno di stare con la mia famiglia e dedicare tempo a mia moglie e a mia figlia Nicoletta. L'Italia mi dà l'opportunità di tornare in campo ed è una grande opportunità".
In preparazione ad un incarico di allenatore in Major League? "Non nel prossimo futuro. Ad agosto nascerà il mio secondo figlio e voglio vivere intensamente questo momento della mia vita. Molti uomini non vedono crescere i proprio figli a causa del lavoro, io ho il privilegio di poterlo fare".

Com'è allenare, anzichè essere allenato? "Diverso. Diciamo che i giocatori italiani mi danno molta soddisfazione, perchè sembrano dare davvero molta importanza a quello che dico".
L'incarico di Piazza è quello di preparatore dei battitori, ma lavora anche con i catcher: "Con la Federazione abbiamo in programma di dare continuità al mio contributo. Stiamo parlando per organizzare dei clinic nella tarda primavera".
Continuerai anche ad essere coach della nazionale? "Stiamo parlando. Di certo c'è che apprezzo molto il programma del Presidente Fraccari e la sua voglia di far crescere il baseball in Italia. Secondo me, è sulla strada giusta. Non sarà mai come il calcio, ma il baseball può essere uno sport importante in Italia. Non dimenticate che l'Italia è arrivata alle Little League World Series, quindi il lavoro di base c'è. E io sono molto eccitato, dall'idea di far parte di coloro che possono far diventare questa ambizione una realtà".