Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo
instagramyoutubecustom1

NASCE IL SUBBUTEO BASEBALL

Gianluca Conversi premiato dopo un torneo di Subbuteo (Il Giorno)Ai ragazzi del Terzo Millennio, che hanno video game sempre più sofisticati a disposizione su supporti (le cosiddette playstation) che si portano sempre con sè, il Subbuteo potrebbe fare tenerezza. Ma per altre generazioni questo calcio da tavolo fu un vero e proprio mito. Tanto è che sfociò in una attività vera e propria a livello nazionale (con tanto di federazione, tornei e campionati di categoria).
Un gruppo di amici particolarmente appassionati, di Subbuteo e di modellismo, riteneva che la pratica 'da tavolo' potesse adattarsi anche ad altri sport.

"Avevamo inventato anche altri sports da tavolo, sempre a punta di dito" spiega Gianluca Conversi, parmigiano oggi residente a Brescia e con un passato da radiocronista alla metà degli anni '80 "Oltre a golf e football americano (il rugby era già prodotto dalla Subbuteo Inc.), inventammo il baseball da tavolo, con tanto di omini realistici ricavati dai tradizionali 'calciatori' subbuteistici e comparse varie (raccattapalle, arbitri, etc. etc.) sapientemente lavorati ed adattati".

Un lavoro incredibile: "Il campo rispetto al subbuteo era enorme (l'Europeo di Parma)" racconta Conversi "Con panno da biliardo verde e panno arancione (il diamante) fatto cucire insieme da mia nonna. Le righe venivano dipinte con smalto bianco, non prima di essere state tracciate col gesso e bordate con del nastro da carrozziere per ottenere una perfetta lineaUna fase di una partita di Subbuteo Baseball dritta e senza sbavature. le basi (1-2-3) erano in rilievo (spesse circa 3mm. da 2,5x2,5 cm.), fatte con dei campioni di pelle da borsette. Casa base era più grande e non in rilievo (3 cm. il lato dritto verso il monte), ma su quella doveva passare per essere strike il lancio del pitcher. Le palline furono ricavate da una collana in plastica bianca trovata su 'Gioia; avevano un diametro di circa 5mm. in plastica piena. Quando incocciavano contro un giocatore hw il suono replicava abbastanza il contatto tra mazza e palla (all'epoca in italia si usavano mazze d'alluminio). Gli interni e gli esterni erano dei vecchissimi hw di scarto delle varie squadre (per lo più rotti), dipinti con le maglie delle squadre dell'epoca (Parma, Rimini, Grosseto, Nettuno), ai quali realizzavo il guantone scaldando e poi pressando con una limetta da sopracciglie zigrinata la mano".
Ma la squadra non era completa: "I lanciatori venivano realizzati prendendo come base i team degli omini in tuta che, sapientemente scaldati e piegati, venivano reincollati su una base in posizione di lancio. I catcher venivano realizzati prendendo come base i portieri pronti alla parata. I dischetti (eccetto la base a a contatto col panno) venivano dipinti completamente di arancione (interni lanciatori e catcher) e di verde (esterni)".

Con campo e giocatori a disposizione, mancavano le regole del gioco: "Io ed il mio amico Guido abbiamo poi stilato un completissimo regolamento che comprendesse il più possibile tutte le situazioni del baseball: il lanciatore lanciava verso casa base (c'era un limite di velocità nei lanci: si poteva utilizzare una sola palla veloce per ogni battitore) la pallina (che percorrendo il corridoio di lancio ed approfittando delle cuciture tra i due tipi di panni verde e arancione poteva avere una traiettoria ad s o effeture una curva o andare dritta) e il 'battitore' la doveva colpire al volo facendola rimanere in campo. Le battute nelle quali la pallina usciva dalle righe di delimitazione del campo o sbatteva contro le recinzioni erano considerate strike o foul.
La chicca era il fuoricampo: "Il muro era realizzato con una fascia di plastica di quelle usate per rivestire i mobili acaldo, posta su 4 supporti ad una altezza dal panno tale che la pallina potesse passarci sotto. Oltre il muro c'era una zona di circa 10cm. delimitata da due righe: Se la palla si fermava dentro le due righe si otteneva un fuoricampo (quindi colpo al volo con micro pallina per una lunghezza di circa 1,2m.).

Il baseball si rivelava un ottimo allenamento per il calcio-subbuteo: "Si guadagnava sensibilità e perizia nel Progetto per il 'Fenway Park' del Subbuteo Baseballprendere al volo la palla, per la quale valeva la regola del calcio: in fase di difesa la miniatura si deve essere fermata, prima di prendere la palla. Serviva occhio mirabolante nei colpi al volo, per i quali si doveva indirizzare una pallina piccolissima dove si voleva. Le assistenza sulle base davano l'out quando la palla passava, o toccava la base o l'omino che veniva posizionato a ridosso di essa per ricevere il lancio. A quell'epoca passavamo gli inverni a giocare a calcio e le estati (a parte quando c'erano Mondiali ed Europei di calcio) a giocare a baseball. L'unico ostacolo per giocare a Subbuteo baseball d'inverno era il campo. il pannello aveva i due lati da 160cm. ed era ingombrantissimo. Non lo si poteva tenere in casa, quindi si giocava d'estate sul balcone o in cortile".

Per Gianluca Conversi il Subbuteo è una passione che ritorna: "Ebbene, a distanza di oltre 25 anni, da un anno circa ho ripreso a giocare a Subbuteo, incontrando per puro caso gli amici di un tempo e sono rientrato 'nel giro' del circuito Oldsubbuteo, la versione tradizionale del calcio da tavolo, ora evoluto a livello mondiale in qualcosa di completamente diverso. Ho addirittura vinto un paio di tornei nazionali. A Sala Baganza (con piccolo servizio anche sulla 'Gazzetta di Parma') si è disputato un mese fa un torneo nella Rocca ed a breve a Todi si disputerà il Campionato Italiano Oldsubbuteo.
Indi, sulle ali delle emozioni di tempi ormai passati, abbiamo deciso di ricostruire il baseball recuperando quanto abbiamo conservato dei materiali di allora e stiamo riprogettando il campo da costruire, cercando di realizzare in piccolo il 'FenwayPark' di Boston"

"Siamo quarantenni che ritornano bambini" conclude Gianluca Conversi "Ma lo spirito di tutto è la passione vera per lo sport, il ritrovarsi insieme, in un vero spirito di fair play e rispetto reciproco".

LA PHOTO GALLERY DI REPUBBLICA.IT