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DOMENICA 9 LUGLIO AVRà UN PICCOLO SPAZIO NELLA STORIA DEL BASEBALL ITALIANO

Domenica 9 luglio è una data che resterà certamente nella storia della nazionale di baseball.
La delegazione azzurra, di rientro da Rotterdam con un volo Transavia sul quale viaggiava anche la nazionale olandese, si è trovata a convivere con una vera e propria rivolta dei passeggeri di un charter proveniente da Ibiza, ai quali non erano stati consegnati i bagagli. La protesta è montata proprio in occasione dell'inizio della finale dei Mondiali di calcio tra Italia e Francia ed è arrivata allo zenith proprio quando si è sparsa la voce del gol francese di Zidane, vissuto a spizzichi e bocconi dai presenti, che ricevevano notizie (non esattamente precise) dalle radioline. Un infelice commento al riguardo del desiderio del personale dello scalo romano di vivere la finale dei Mondiali ha scaldato gli animi, che si sono di colpo raffreddati quando il pareggio dell'Italia ha fornito a quasi tutti un motivo per occuparsi di altro.
Sotto gli sguardi sardonici dei turisti stranieri, l'aeroporto della Capitale ha dato durante la riconsegna dei bagagli la triste impressione di uno scalo caraibico che si scopre inadeguato di fronte ad un inatteso assalto di turisti. All'esterno l'atmosfera, forse a causa della luce del tramonto, appariva perlomeno surreale. Code chilometriche al parcheggio dei taxi, facevano da contorno al senso di abbandono percepito dai viaggiatori che avevano avuto la malaugurata idea di sfidare il totem nazionale rappresentato dalla finale del Mondiale di calcio.

La finale del Mondiale ha comunque tenuto compagnia alle nazionali di baseball di Italia e Olanda per tutta la sera. Col passare dei minuti è montata l'eccitazione per una sempre più probabile conclusione ai temuti rigori. Gli atleti azzurri hanno abbandonato i posti a sedere, sotto lo sguardo quanto meno incuriosito dei loro colleghi olandesi, e si sono stretti attorno ai 2 televisori che campeggiavano nella sala ristorante.
Volti sempre più contratti hanno accompagnato le 5 esecuzioni perfette dei giocatori italiani, fino alla liberatoria esplosione di gioia che ha fatto seguito al rigore di Grosso, che sanciva per l'Italia il quarto titolo Mondiale del calcio.

Tra Italiani che festeggiavano in 3 lingue diverse, distribuendo la notizia con telefonate intercontinentali in mezzo mondo, si è avuta ancora una volta di più l'impressione che il calcio rappresenti per questo paese il vero simbolo dell'unità nazionale. Potrà sembrare un'enormità, ma mentre i pullman portavano le protagoniste delle European Baseball Series a destinazione, cantare a squarciagola l'Inno di Mameli è sembrato assolutamente logico. E sentirsi tutti assieme Campioni del Mondo ha annullato ogni differenza, almeno per qualche ora.