Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo
instagramyoutubecustom1

LA SERIE CHE E' STATO IL PUNTO DI SVOLTA DELLA STAGIONE PER NETTUNO E GROSSETO

di Riccardo Schiroli

Andare allo stadio da baseball a Nettuno è qualcosa di diverso. Intanto, qui si va semplicemente allo stadio, perché a Nettuno non c'è un evento sportivo che rivaleggia con il nostro sport. Il numero di bambini che salgono e scendono le scale (alla ricerca delle agognate pallette; li educano fin dalla più tenera età e credo siano pochi i nettunesi a non essersi addormentati allo stadio dentro il passeggino...) non ha eguali in nessun altro contesto europeo. Per non parlare dei commenti. Mi sono segnato, e lo devo riportare a tutti costi, un Quel fregno fa un po' troppo il fenomeno rivolto a Manny Alexander. Dove fregno non rappresenta un termine spregiativo (lo tradurremo Giampiero Faraone e Manuel Cortina (Oldman pictures)come tizio) e il passato in Major League di Alexander è momentaneamente obnubilato da una palla uscita dal guantone del nostro (che,  non si può negare, concede sempre parecchio alla platea) giovedì sera. Perché il pubblico qui perdona tutto, ma non la leggerezza. A Nettuno il baseball è qualcosa di estremamente serio.
Consiglio a tutti i colleghi giornalisti di passare più tempo in mezzo al pubblico. A Nettuno e in tutti gli stadi, in verità. Almeno fino a quando non saremo riusciti a completare la rivolta e a far buttare il progetto (che perseguita la categoria fin dagli anni '80) delle tribune stampa modello acquario, con quelle vetrate che non si possono aprire e con gli infissi che ostruiscono la visuale.

Giampiero Faraone mi rivolge uno di quei suoi sguardi interrogativi che ormai ho imparato ad interpretare, quando accenno al fatto che mi sembra un Nettuno diverso, anche solo rispetto ad una settimana fa. Se ho ben imparato, significa (più o meno) "Ma cosa stai dicendo?!". Quando esplicito (ho trovato quanto meno sommaria la corsa sulle basi del Nettuno, la scorsa settimana a Palermo; l'ho scritto e gliel'ho ripetuto), la risposta a parole di Faraone è più morbida dello sguardo. Ma è chiara: "Mah, a volte si perdono corridori per evitare magari un doppio gioco" e poi mi riserva un altro sguardo, che questa volta significa (sempre più o meno) "Ti ho messo a posto". E lo completa con queste parole: "Hai visto, no?!".
Per me, parlare con Giampiero Faraone quando la sua squadra sta svolgendo il pre game è un po' come fare un corso di aggiornamento. Anche perché mentre mi ascolta, non si perde nulla di quel che gli accade attorno.  Incluso un impressionante batting practice del grossetano Coffie, che manda una decina di palline sulle tribune dello stadio da calcio, dietro la recinzione a destra. Nel dug out del Nettuno qualcuno mormora: "In partita èIvanon Coffie per ora ha mostrato solo sprazzi del suo talento un'altra cosa". E in effetti, la cura di cambi di velocità alla quale i pitcher del Nettuno lo sottopongono, neutralizza  Coffie per larga parte della serie.

In gara 3 Coffie, che gioca in terza, si fa passare una battuta di Peppe Mazzanti sotto il guanto. Dietro di lui l'interbase Sandoval prova un out impossibile in prima, con il risultato di consentire a Mazzanti di arrivare in seconda.  E' il secondo inning e il Grosseto ne esce indenne, se si eccettuano i 2 errori che il classificatore addebita alla difesa. Al quarto Coffie avrebbe la possibilità di chiudere l'attacco del Nettuno, quando Connell manda una palla profonda dietro il cuscino di terza. Coffie arriva sulla palla, ma non la raccoglie. La giocata costa un punto al Grosseto e il classificatore grazia Coffie.
Mi viene in mente una frase sussurrata dal manager del Grosseto Ruggero Bagialemani dopo gara 1 della serie: "Gli americani mi dovrebbero fare la differenza...". Dove americani  va interpretato come "del continente americano" o, più semplicemente, "d'importazione".  D'altra parte, la capacità degli americani di far fare il salto di qualità alla squadra è uno dei temi dominanti nelle discussioni nostrane di baseball. Nello specifico il Grosseto, che ha un line up abbastanza leggero e una rosa piuttosto corta, si aspettava che Coffie la differenza la facesse sul serio. Purtroppo per i maremmani, non sta succedendo.
Sabato sera  Ivanon da Curaçao un saggio di  quel che può fare lo ha dato. Con Imperiali in terza e 2 out, ha raccolto con un riflesso straordinario la battuta di Alexander e freddato in prima l'interbase del Nettuno con  un tiro che ha mostrato un braccio di un'altra categoria. Troppo tardi, però. Il Grosseto era già (a fine sesto) sotto nel punteggio e non è più riuscito a recuperare

 Dopo il cappotto subìto a Nettuno, che ribalta il rapporto di forza tra le 2 squadre anche negli scontri diretti, il quarto posto non è vicino per il Grosseto. Anche vincendo il recupero del 5 giugno con i Warriors, la squadra di Bagialemani si troverebbe comunque a 3 gare di ritardo dalla UGF Bologna, che con 10 sconfitte chiude il gruppo Il manager del Grosseto Bagialemani e il coach Ciprianidi testa. Con 15 partite da giocare, recuperarne 3 e lasciarsi alle spalle 2  avversarie non sarebbe impresa da poco. Anche avendo a disposizione gli scontri diretti con la Fortitudo Bologna e con il Cariparma, serie nelle quali entrambe le squadre emiliane possono al limite anche permettersi 2 sconfitte e nelle quali i maremmani dovranno invece cercare la tripletta. Al di là di questi calcoli, al Grosseto serve giocare una difesa perfetta. E' una squadra che segnerà pochi punti e non ne concederà molti. Fino qui, ha perso e vinto con pochi punti di scarto e quando c'è equilibrio il rendimento della difesa tende a fare la differenza.

E' pienamente rientrata nella lotta per arrivare alla post season la Danesi Nettuno.
Al contrario del Grosseto, e tutto sommato a differenza di tutte le altre contendenti, il Nettuno ha una rosa ampia. Lo si capisce forse ancora di più se si considera quanti giocatori sono rimasti fuori per infortunio dall'inizio della stagione ad oggi.
"Si sono rotti tutti" ha detto sconsolato il pitching coach Manuel Cortina. E, aggiungiamo noi, non è che gli infortuni siano sempre e solo questione di sfortuna. Mi fermo qui, perché non sono così addentro alle logiche della programmazione e del lavoro della squadra laziale per farmi un'opinione precisa. Comunque, il Calvario non è finito perché, alla seconda di ritorno, il Nettuno non ha ancora potuto contare su Buccheri e Navarro non è ancora in grado di dare respiro a Parisi come catcher.
Qualche limite il Nettuno comunque ce l'ha, anche con tutta la rosa a disposizione.  E riguarda lo staff di lanciatori di scuola italiana. Richetti non è il miglior Richetti (non supera le 87 miglia all'ora, come velocità, lui che ha sempre toccato con regolarità le 91) che si ricordi  e le alternative non convincono fino in fondo. Pezzullo ha bisogno di lanciare per strike lo slider con grande continuità, per essere un  rilievo importante. Sabato sera (3.1 riprese perfette, 4 strike out) per la verità lo è stato. Masin ci metterà un po' per digerire la brutta serata di Palermo e Matteo Pizziconi è un giovane che Faraone dà l'impressione di non voler mettere troppo sotto pressione.

Ovviamente, la stagione della Danesi si deciderà negli scontri diretti. In particolare, dopo la seguente settimana: 11 e 12 giugno in casa contro la Telemarket Rimini; a seguire il doppio recupero del  15 giugno e per concludere con la serie di Parma del 18 e 19 giugno.
Non so come andrà, ma su una cosa c'è da giurare: si vedrà baseball di quello vero. Uno di quei casi in cui gli assenti avranno sicuramente torto.

jQuery(window).on('load', function() { new JCaption('img.caption'); }); jQuery(function ($) { initChosen(); $("body").on("subform-row-add", initChosen); function initChosen(event, container) { container = container || document; $(container).find(".advancedSelect").chosen({"disable_search_threshold":10,"search_contains":true,"allow_single_deselect":true,"placeholder_text_multiple":"Scrivi o seleziona alcune opzioni","placeholder_text_single":"Seleziona un'opzione","no_results_text":"Nessun risultato"}); } }); jQuery(function($){ initTooltips(); $("body").on("subform-row-add", initTooltips); function initTooltips (event, container) { container = container || document;$(container).find(".hasTooltip").tooltip({"html": true,"container": "body"});} }); jQuery(document).ready(function() { var value, searchword = jQuery('#mod-finder-searchword880'); // Get the current value. value = searchword.val(); // If the current value equals the default value, clear it. searchword.on('focus', function () { var el = jQuery(this); if (el.val() === 'Cerca nel sito') { el.val(''); } }); // If the current value is empty, set the previous value. searchword.on('blur', function () { var el = jQuery(this); if (!el.val()) { el.val(value); } }); jQuery('#mod-finder-searchform880').on('submit', function (e) { e.stopPropagation(); var advanced = jQuery('#mod-finder-advanced880'); // Disable select boxes with no value selected. if (advanced.length) { advanced.find('select').each(function (index, el) { var el = jQuery(el); if (!el.val()) { el.attr('disabled', 'disabled'); } }); } });}); jQuery(document).ready(function() { var value, searchword = jQuery('#mod-finder-searchword880'); // Get the current value. value = searchword.val(); // If the current value equals the default value, clear it. searchword.on('focus', function () { var el = jQuery(this); if (el.val() === 'Cerca nel sito') { el.val(''); } }); // If the current value is empty, set the previous value. searchword.on('blur', function () { var el = jQuery(this); if (!el.val()) { el.val(value); } }); jQuery('#mod-finder-searchform880').on('submit', function (e) { e.stopPropagation(); var advanced = jQuery('#mod-finder-advanced880'); // Disable select boxes with no value selected. if (advanced.length) { advanced.find('select').each(function (index, el) { var el = jQuery(el); if (!el.val()) { el.attr('disabled', 'disabled'); } }); } });});