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Alex Liddi parla con Marco Mazzieri (Ratti/FIBS)

Operato al ginocchio sinistro, Liddi vuole il Classic: "Obiettivo la semifinale"

È un autunno di duro, durissimo lavoro per Alex Liddi: non in campo, ma in palestra; non in Messico, dove in una stagione normale si sarebbe cimentato giocando, ma a Grosseto, sotto le grinfie di Gianni Natale e Massimo Baldi, con la supervisione continua di Marco Mazzieri.

Il forte terza base azzurro, infatti, è reduce da un intervento per la ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro e ora si sta sottoponendo alla cura degli esperti tecnici della nazionale che hanno come “obiettivo di rimetterlo in campo, allenabile”, dice Gianni Natale “per gennaio. Poi cercheremo in tutti i modi di averlo disponibile per i try-out di metà febbraio, in vista del World Baseball Classic. Allenabile significa che a gennaio dovremo essere in campo di cominciare a fare un po’ di batting-practice e lavorare col Alex Liddi in riabilitazione con Gianni Nataleguanto”.

“È ovviamente quello il mio obiettivo principale” afferma Liddi. “Voglio giocarmi tutte le carte che ho a disposizione per essere convocabile per il terzo Classic della mia carriera e lavorerò notte e giorno per indossare la casacca azzurra anche in Messico (ndr sede del round-robin che interessa l’Italia)”.

Per ora la riabilitazione procede in maniera soddisfacente: “Siamo avanti in con i tempi”, dicono sia Gianni Natale, il preparatore atletico, sia Massimo Baldi, il fisioterapista. L’intervento al quale Alex Liddi è stato sottoposto, presso Villa Verde a Reggio Emilia, da parte dell’ortopedico Dottor Maurizio Magnani, il 13 ottobre scorso ha consentito la ricostruzione del legamento, che era quasi totalmente lesionato, ma non del tutto lacerato, attraverso  il prelievo dei tendini dei muscoli gracile e semitendinoso.

“Dal momento dell’intervento, proprio nei primissimi giorni post-operatori è arrivato peraltro il passaggio più critico da digerire anche psicologicamente, ci siamo messi in marcia verso i nostri obiettivi”, dice Gianni Natale.

“È vero, il momento più difficile non è stato quando, dopo l’Europeo, ho realizzato che mi sarei dovuto far operare per ristabilire la completa funzionalità del ginocchio, ma i primi giorni dopo l’intervento. Con mia moglie e mia figlia lontane, ho provato un po’ di malinconia. Ma ora va tutto alla grande”.

“Fin troppo”, dice scherzando Massimo Baldi. “Non fraintendetemi, il fatto che Alex abbia così tanta voglia di recuperare velocemente e le sue caratteristiche fisiche, atletiche e anche la sua determinazione e forza di volontà saranno importantissime per accelerare i tempi (che normalmente sono di poco più di 4 mesi) e averlo pronto per il Classic, ma lui a volte esagera. È talmente esuberante che è necessario tenerlo a freno”.

Non è difficile da credere ciò che dice Massimo Baldi, perché Liddi ci ha sempre abituato a buttare il cuore oltre l’ostacolo ed è quello che sta facendo anche in questa prima fase di riabilitazione post-operatoria: “Il lavoro non mi fa paura. Sono sempre stato abituato a lottare e lo farò anche questa volta. La mattina vado da Massimo per la fisioterapia, il pomeriggio sono con Gianni per la parte atletica. Mi hanno già messo sulla cyclette. Presto, quando non avrò più i punti di sutura entrerò in acqua e poi testa bassa e lavoro. Questo dovrò fare nei prossimi 2 mesi. La mia famiglia tornerà in Italia per le vacanze di Natale e fino ad allora non avrò altro da pensare che alla palestra e al recupero del mio ginocchio”.

Alex Liddi durante le terapie con Massimo Baldi“Abbiamo già tolto la prima stampella”, dice Massimo Baldi. “Lo abbiamo fatto esattamente 11 giorni dopo l’intervento. Dopo 20 giorni sono convinto che potremo togliere la seconda, anche perché prima si comincia a camminare correttamente, senza le compensazioni portate dalle stampelle e meglio è.  Poi con il lavoro in acqua si acquisterà molta più mobilità. Ma siamo già molto soddisfatti, perché siamo già oltre i 120 gradi di flessione. Abbiamo anche già iniziato a lavorare sulla propriocettività e, contemporaneamente, lavoro con laser-terapia e tecar per assorbire più velocemente possibile l’ematoma e drenare al meglio i liquidi”.

Anche Gianni Natale il lavoro è doppio: quello legato al recupero funzionale post-operatorio e quello per il mantenimento del tono della parte superiore del corpo. “Mi sto occupando anche del torace e degli arti superiori, ma con un atleta così è tutto più semplice: ha una gran voglia di recuperare velocemente e non si risparmia, mai”.

“Sì” dice Liddi “2 ore e mezza, 3 ore la mattina con Massimo; 3 ore il pomeriggio con Gianni e un unico pensiero in testa”.

Il World Baseball Classic, ovviamente… “Certo, è quello il mio obiettivo. Ma, esserci sarà solo una tappa, perché poi c’è l’obiettivo sportivo e quando saremo lì dovremo dare tutto ciò che avremo per migliorare il risultato dell’ultima edizione”.

Significa arrivare in semifinale, è possibile secondo te?
“Sì, sono convinto che ce la potremo fare. Voglio giocarlo e arrivare tra le prime 4”.

Per te potrebbe anche essere una opportunità importante, come fu nel 2013 per Colabello, non credi?
“Hai ragione e quello è un altro obiettivo. Arrivare al Classic, giocarlo bene, mettersi in mostra, sono le tappe del mio futuro. Se giocherò e lo farò al meglio delle mie possibilità potrebbe riconcretizzarsi il sogno di giocate negli Stati Uniti. Lavoro anche per quello”.

di Michele Gallerani

L'Italia a Guadalajara, Liddi gioca in casa

 

 

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