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La FIBS insieme a SAVE per tutte le donne dello sport

FATECI CHIUDERE!

Questo è il forte messaggio della campagna di comunicazione realizzata dall’Agenzia KyRweb contro la violenza maschile sulle donne che le Associazioni Assist e Differenza Donne, in collaborazione con la Regione Lazio, hanno lanciato nel corso della presentazione di SAVE, Sport Abuse and Violence Elimination, servizio nazionale anti-violenza, molestie e abusi nel mondo dello sport, attivo proprio da oggi 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne stabilita dall’ONU, al quale la FIBS, così come il CONI e numerose altre Federazioni Sportive, ha voluto dare il proprio supporto con il patrocinio ufficiale, mentre le azzurre e gli azzurri si sono volentieri prestati alla realizzazione del videoclip visibile qui sotto e pubblicato su tutti i social media federali.

La nascita di SAVE è una grande notizia, si legge sul sito di Differenza Donne, oggi nasce un servizio operativo e a 360° contro le molestie e gli abusi nello sport.

Ecco gli ideatori di questa importante iniziativa: Assist, Associazione Nazionale Atlete, attiva dal 2000 per la difesa dei diritti delle donne nello sport; Differenza Donne ONG, autorevole realtà di esperienza trentennale, sia a livello nazionale che internazionale, nel contrasto alla violenza e attuale gestore del numero verde antiviolenza 1522 del Dipartimento Pari Opportunità-Presidenza del Consiglio; Regione Lazio (Regione pilota) con l’Assessora pari Opportunità Giovanna Pugliese.

Alla conferenza stampa (virtuale), svoltasi il 23 novembre, in cui si è parlato e testimoniato del delicato e difficile tema culturale della violenza sulle donne erano presenti in prima linea anche le atlete olimpiche Antonella Bellutti (2 medaglie olimpiche), Martina Caironi (3 medaglie ai Giochi paralimpici) e Josefa Idem (38 medaglie tra Giochi olimpici, mondiali ed europei).

Fortemente voluto dall’organizzazione dell’evento è stato l’interpretariato dell’intera presentazione nel linguaggio dei segni, in quanto una delle finalità del servizio è proprio quella di dare più attenzione e coinvolgere le donne con disabilità perché, sottolinea Elisa Ercoli, Presidente di Differenza Donne, le donne con disabilità sono soggette a subire abusi in misura cinque volte maggiore.

“Save” ha spiegato Ercoli “è un nuovo strumento concreto che dà nuove opportunità a tutte le donne dello sport, rispettandone i tempi, l’anonimato e la riservatezza, perché esprimersi è un atto di fiducia: non si vuole più chiedere alle donne di avere coraggio, ma di comprendere che possono raccontarsi se ci sono luighi che sanno ascoltare.”

E ad ascoltare, per SAVE, c’è una squadra di psicologhe, avvocate ed esperte di Differenza Donne già attive sulle multi-discriminazioni pronte ad aiutare per neutralizzare ciò che blocca la partecipazione civile delle donne, ovvero, la violenza.

“Importante è ridistribuire le responsabilità, sempre da attribuire a chi fa la violenza non a chi la subisce. Importante svelare le molestie che sicuro avvengono anche nel mondo sportivo, tutto questo porterà ad un impatto positivo. Trasformare, è un bene per tutti.”

Perché non possiamo dimenticare che l’Italia è all’ultimo posto per occupazione femminile in Europa e ai primi posti per femminicidio.

Da qui l’appello alle donne sportive che hanno sfidato con le loro forze il mondo dello sport, contrastano gli stereotipi e fanno sognare i giovani.

Un appello ribadito anche dall’Assessora della Regione Lazio Giovanna Pugliese, citando campionesse donne che hanno combattuto e affermato se stesse, come la maratoneta Kathrine Switzer, capace di suscitare un movimento di opinione che portò all'apertura della maratona di Boston alle donne nel 1972. Atlete che sono esempi per le generazioni future e proprio dove queste generazioni vengono formate, ovvero nelle scuole, l’Assessora è orgogliosa dei programmi che la Regione Lazio sta sviluppando al fine di portarvi la filosofia sportiva e la ricchezza della prevenzione, perché “il 25 Novembre è tutti i giorni”.

Ed eccole, le parole delle atlete.

Antonella Bellutti: “Usate il servizio! Passiamo dal me too al we too, possiamo osare e denunciare, perché non siamo sole o soggette a gogna mediatica, con noi c’è SAVE.”
Gli abusi avvengono in tutti i settori e sono più subdoli in quelli che sembrano più puliti come lo sport. Da qui un richiamo alla consapevolezza per le famiglie e dirigenti: “Non dimentichiamoci del carisma che possono avere i tecnici nei confronti degli atleti e del molto tempo che passano insieme, dell’importante funzione di delega che viene concessa dalle famiglie alle Società sportive.”

Martina Caironi, con grande umiltà e dolcezza ci ricorda che: “Questi incontri sono preziosi e ho detto ‘WOW un nuovo supporto anche nello sport!’ Un’atleta supera gli ostacoli, ma siamo anche persone con fragilità e questo è normale ed è proprio in queste fragilità che si insinua la molestia che mette a disagio una donna o un uomo.” E poi: “La prima tappa è la consapevolezza che NON è normale ciò che succede e occorre reagire con i propri tempi, superando le timidezze. Anche chi vede da fuori uno squilibrio non deve tacere. Quando mi confronto animatamente su temi di genere o mi sento offesa come donna, ripesco la mia forza da atleta, ma è una lotta continua e a volte non ce l’ho questa forza… è l’unione che me la restituisce!”
Conclude con un impegno che è anche un consiglio: “Mi impegnerò a diffondere l’iniziativa sui social, ma anche nei confronti di chi mi è più vicino, cosa che a volte è ancora più difficile.”

Josefa Idem: “Sono sensibile alle non-pari opportunità perché è la cultura che le consente: per le donne è normale aspettarsi la terza fila, ma è appunto un fatto culturale e SAVE rende consapevoli di questo, quindi dico: avanti così! Proprio ora è importante occuparsi di queste tematiche, perché ora si rafforzano le violenze di vario tipo. Ora è ancora più difficile per la denuncia, perché non c’è più lo spogliatoio in cui confrontarsi per venire abbracciate, accolte, supportate.”
L’olimpionica fa emergere, come prima di lei la Presidente di Assist, la questione ancora irrisolta della clausola compromissoria, definita “una estrema violenza”.
Tante sono ancora le azioni che si possono e devono intraprendere e le parole che le donne abusate possono e devono pronunciare, ma tutte queste donne con le loro azioni e parole, ci fanno credere che ‘si può e si deve.

In attesa di chiudere tutte le Associazioni che si occupano di violenza sulle donne, ovviamente.

SAVE per TUTTE LE DONNE DELLO SPORT - 06-6780537 - save@assistitaly.it

Emanuela Principato

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