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Il primo Vice Presidente FIBS Fabrizio De Robbio si occupa direttamente, insieme al Presidente Marcon, dell’attività delle Squadre Nazionali di baseball. Iniziamo l’incontro con lui partendo, ancora una volta, dai dati: dal 1° novembre 2017 al 31 marzo 2018 sono state svolte 46 giornate d’attività, con la partecipazione di 91 tecnici e 516 atleti. Un impegno impressionante.

“Assolutamente” conferma De Robbio “con la novità dello Spring Training a Messina per la Nazionale Senior e quella U18, che ha costituito una prima volta estremamente positiva sia per l’attività sul campo e nelle strutture coperte di primo livello del CUS Unime e come test climatico, sia per l’opportunità che ci ha dato di essere presenti su un territorio cruciale per noi, che ha grande necessità di rilancio. Con gli azzurri, giocatori e staff, in loco è stato possibile organizzare clinic e incontri nelle scuole sia a livello tecnico che promozionale.”

Proviamo ad analizzare la stagione del baseball tricolore, anche quest’anno molto ricca di appuntamenti.

“Metterei al primo posto, nel 2018, l’Europeo Juniores di Grosseto. Lo zoccolo duro della squadra è un gruppo di ragazzi con i quali John (Cortese, ndr) sta lavorando dal Mondiale dello scorso anno, ovviamente integrato ed eventualmente corretto da coloro che emergeranno nel corso della stagione agonistica. 

Il raduno appena concluso con la partita amichevole a Collecchio, Società sempre disponibile a dare una mano ai nostri progetti, è il primo step per mettere inning d’esperienza nelle braccia e nelle teste di una squadra che praticamente è formata, direi, per i due terzi. Per quanto riguarda l'assegnazione per l'organizzazione dell'Europeo mi preme sottolineare che abbiamo fortemente voluto Grosseto, anche in questo caso pensando all’ effetto di rivitalizzare un territorio che ha bisogno di un rilancio, così come, viceversa, il baseball ha bisogno di Grosseto, per la sua tradizione, il suo pubblico e i suoi impianti.”

Il cammino della Senior non è da meno.

“Il percorso della prima squadra inizia dalla grande disponibilità dimostrata da molte delle formazioni di A1, che hanno accettato la proposta di svolgere incontri infrasettimanali con gli azzurri, si parte da Parma verso fine maggio. Poi ci aspettano due appuntamenti di grande spessore: la Haarlem Week (dal 13 al 22 Luglio, ndr), prestigioso torneo al quale manchiamo dal 2004, che metterà l’Italia di fronte a selezioni di primo piano come Giappone, Cuba, Cina Taipei, Germania e ovviamente l'Olanda. È sicuramente il primo test solido, per una Nazionale che, va ricordato, riparte nel nostro continente dal 3° posto dell’Europeo 2016, ottenuto da una formazione che aveva appena chiuso un ciclo importante, realizzato da aFabrizio De Robbio sul campo di Godo durante le EuBS 2017 con l'allora Presidente olandese Ron Schel (ML Oldmanagency)tleti che tanto hanno dato alla maglia azzurra e che oggi non sono più in campo, cito il capitano Mario Chiarini su tutti. Il laboratorio-Italia che punta a Tokyo è partito con la bella esperienza delle European Baseball Series a ottobre scorso, evento che ci ha dato la misura del gruppo che attualmente costituisce lo zoccolo duro dell’Italia, uno zoccolo duro che conta una ventina di atleti usciti dall’Accademia di Tirrenia. Poi, a settembre, ritorneremo in Olanda per il Super Six che sarà la prima opportunità ufficiale di confronto fra le migliori sei Nazionali d'Europa.”

Opportunità che molto probabilmente mancherà per il Premier12 del 2019.

“So che si parla molto di questo ranking WBSC” sottolinea De Robbio “e non entro nel merito del metodo adottato per stabilirlo. Segnalo però, con grande serenità, che il Premier12 è una manifestazione molto importante, che per noi costituirebbe un’altra opportunità per giocare ad alto livello, ma non è - stranamente per lo meno non per l'Europa, l’Oceania e l’Africa - una porta per i Giochi Olimpici, conseguentemente crediamo che non si possa condizionare l’attività di preparazione per dedicarsi alla ‘caccia al punto’ per il ranking a discapito di un piano che ha obiettivi tecnici precisi e ben definiti; per fare un esempio: la partecipazione alla qualificazione per l’Europeo U23, non rientra in questo piano. Il manager della Nazionale Gibo Gerali, e noi con lui, non crediamo tanto in un’attività U23 strutturata e ufficiale. Piuttosto preferiamo organizzare una squadra che comprenda i migliori fuori-quota della U18, cito Seminati e Paolini come esempio, i quali devono avere la possibilità di proseguire il loro percorso in modo integrato con i diciottenni di oggi, creando una continuità in un gruppo allargato che va dai 17 ai 23 anni e che possiamo tranquillamente chiamare P.O., Probabili Olimpici. Il nostro obiettivo è che la distanza fra questi atleti e la Nazionale Seniores sia minima e in prospettiva si lavora per Tokyo, ma si guarda già oggi anche a Parigi.”

È evidente come il tempo al progetto tecnico lo scandiscano le Olimpiadi.

“Non ci sono dubbi su questo: il segnale più importante, la reale consacrazione fondamentale per il baseball e il softball come sport universali li darà Parigi, che, a differenza di Tokyo, non ha alcun vincolo economico e mediatico con le nostre discipline. Credo che se il movimento, con la Federazione Mondiale in testa e con il supporto di tutti noi che amiamo questo sport, otterrà questa continuità, avrà raggiunto l’obiettivo più importante della nostra storia sportiva del millennio.”

E parlando di futuro, veniamo ai giovanissimi.

“La Under 12 è guidata da uno staff preparatissimo e di grandi lavoratori capitanato da Stefano Burato, al quale voglio qui esprimere il mio personale apprezzamento. Per difendere il titolo continentale hanno messo in piedi un programma intensissimo, che è partito da una serie di try-out liberi fra 25 aprile e 1° maggio sparsi sul territorio nazionale e poi, dopo il raduno di Roma del 2 giugno, si articola nel Team Italia Tour, nel Torneo di Buttrio e nel Torneo pre-Europeo in Friuli Venezia Giulia a fine giugno. Un lavoro che si svolge in completa sinergia con il gruppo U15, per il quale, anche in assenza di manifestazioni ufficiali, il 2018 è un anno tutt’altro che sabbatico. De Franceschi & Co. infatti sono impegnati su due fronti: il gruppo dei 2004, destinato alla competizione europea nel 2019, ma anche quello dei 20De Robbio premia Davide Sartini alla CON3 2018 (PhBass)03, ancora una volta per dare continuità al programma azzurro, perché sono questi i ragazzi destinati a integrare, nel giro di due anni, la squadra Juniores.

Questa categoria, che inaugura la stagione a Tirrenia il 6 maggio, dopo il Torneo Alpe Adria di Staranzano (1-3 giugno, ndr), è attesa a un periodo, fra fine giugno e inizio agosto, caratterizzato da un’attività ininterrotta, fra Cadet Camp MLB, Torneo del Tricolore e due manifestazioni praticamente confezionate su misura, con il supporto della Academy of Nettuno: il ‘Tridente’ e il ‘Perla del Tirreno’. Il primo vede anche l’attivo coinvolgimento della Italian American Baseball Foundation, che porterà in Italia e sul campo importanti ex-majorleaguer a lavorare coi ragazzi.

Il nostro obiettivo è quello di creare un percorso di assoluta continuità per gli atleti, dalla U12 alla Nazionale Olimpica, e per realizzarlo concretamente, altrettanto assoluta deve essere la sinergia fra i tecnici, ecco perché a Gerali è affidato un coordinamento complessivo che vede Cortese parte integrante dello staff seniores e in costante contatto con De Franceschi, il quale prosegue, senza soluzione di continuità, il lavoro di Burato. Nessuna annata è abbandonata nel passaggio di categoria e negli staff, anzi, nello staff tutti conoscono perfettamente il lavoro di tutti. In particolare, per seguire con attenzione i possibili gap che, naturalmente, possono crearsi soprattutto nel passaggio fra le due categorie più giovani, abbiamo affiancato agli staff, con ruolo di coordinamento, due tecnici di grande esperienza specifica, come Davide Sartini e Alfonso Gualtieri.”

Un programma che corre in parallelo, per intensità e obiettivi, a quello del softball.

“Bell’argomento” sorride De Robbio “è chiaro che la cultura, la scuola del baseball e del softball italiani si fondano sullo stesso terreno, anche se con numeri e tipologie di lavoro assolutamente differenti e difficilmente paragonabili. In ogni caso io, nel lavoro di squadra, non guardo mai indietro o di lato, non perché non mi interessi cosa è successo o cosa stia succedendo, ma perché so che nella mia squadra, il lavoro e soprattutto il rispetto per il lavoro di tutti è il medesimo; quindi so per certo che tutti stiamo andando avanti verso un'unica direzione, con la stessa scritta Italia sul petto e con un unico obiettivo, che deve per forza unire tutto il nostro movimento. 

Mi preme, a questo punto, ringraziare tutti coloro che da mesi stanno realizzando questa enorme mole di lavoro, quest’attività che non conosce sosta per lo sviluppo degli atleti: dai miei colleghi in Consiglio Federale, ai Comitati Regionali e alle Società che ci supportano, allo staff federale che, non va dimenticato, porta avanti una ‘macchina FIBS’ che sta lavorando con grandissima intensità.” 

di Marco Landi

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