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Il presidente Marcon presenta il protocollo ANTICOVID-19 agli arbitri

Ben 240 arbitri di baseball e softball hanno partecipato alla videoconferenza organizzata dal CNA, in cui i vertici della FIBS hanno presentato il protocollo di comportamento per la ripresa dei campionati, a testimonianza dell’attesa suscitata dall’iniziativa. Erano infatti presenti il presidente della FIBS, Andrea Marcon, il segretario generale Giampiero Curti, il responsabile della COG nazionale Andreino Parentini ed il designatore nazionale Rodolfo Cristin, il Presidente del CNT Fabio Borselli, il Presidente del CNC Anna Maria Paini oltre naturalmente il presidente del CNA Pierfranco Leone.

Umpire Convention 2017 Leone e Marcon (Lauro Bassani-PhotoBass)L’apertura della intensa e interessante serata è toccata al presidente Leone che insieme al segretario della FIBS Giampiero Curti hanno esposto la situazione attuale che gli arbitri e tutti i componenti del gioco del baseball e softball dovranno affrontare in questo periodo.

Ma prima della presentazione del protocollo di comportamento vero e proprio vi è stato spazio per l’intervento del dott. Alberto Galazzetti Muscinelli, arbitro di A2 baseball che nella sua vita professionale è medico, che ha illustrato un suo lavoro in predicato di essere pubblicato su una prestigiosa rivista internazionale del settore come il New England Journal of Medicine. Galazzetti Muscinelli ha spiegato alla platea come il test del pulsossimetro – uno strumento facilmente acquistabile da chiunque – sia in grado di fornire una valutazione oggettiva della condizione atletica dell’arbitro. Tale strumento misura infatti la quantità di ossigeno presente nel sangue nonché la frequenza cardiaca, e un’eventuale carenza dell’ossigeno può incidere non poco nella performance dell’arbitro, pregiudicando lo stato di vigilanza, la prontezza di riflessi e la resistenza all’affaticamento muscolare. Misurare questi due parametri a riposo e dopo un circuito di esercizi fisici appropriati, illustrati con alcuni efficaci filmati, consente all’arbitro di avere un quadro oggettivo del proprio stato di forma. Interessante poi il riferimento all’utilizzo della mascherina chirurgica da parte degli arbitri di baseball e softball, che ha effetti dannosi sulle prestazioni degli ufficiali di gara proprio perché determina ipossia, come ha dimostrato di recente la vicenda di una crew arbitrale del massimo campionato coreano, retrocessa di categoria dopo una prestazione disastrosa le cui cause erano da ricercare nelle difficoltà respiratorie derivanti dall’utilizzo delle mascherine chirurgiche. Il relatore ha poi messo in luce, infine, alcune delle criticità derivanti dall’arbitraggio delle nostre discipline, come la ridotta distanza tra arbitro capo, catcher e battitore; le occasioni di scontro “face to face” con giocatori e manager; l’ipossiemia e l’annebbiamento delle lenti degli occhiali derivanti dall’utilizzo delle mascherine chirurgiche; i problemi legati alla pulizia del piatto di casa base, gesto sì usuale per gli arbitri, ma che può provocare il sollevamento delle particelle del virus; infine l’uso dei guanti, sconsigliato perché crea una falsa sicurezza, mentre molto più opportuno appare l’utilizzo dei liquidi disinfettanti.

A molti di questi dubbi ha saputo rispondere il presidente della FIBS Marcon, rivendicando la propria responsabilità delle disposizioni contenute nel protocollo di comportamento, che è da considerare presupposto fondamentale per una ripresa delle nostre discipline. Baseball e softball, infatti, da questo punto di vista sono due discipline ideali per un ritorno alla normalità post Covid-19, essendo due sport che si giocano all’aperto, su spazi molto grandi, senza presentare particolari occasioni di contatto fisico. Ma condizione per la ripresa dell’attività agonistica è che il tutto avvenga all’insegna della sicurezza, anche se questo comporterà dei sacrifici per tutti gli attori in gioco, che sono chiamati a rispettare con attenzione e massimo scrupolo le regole dettate nel protocollo.

Marcon ha poi illustrato nel dettaglio i punti salienti del documento. Gli arbitri dovranno compilare l’autocertificazione che attesta il proprio buono stato di salute e si sottoporranno alla misurazione della febbre. Se la febbre supera i 37,5° gli arbitri non potranno scendere in campo. Dovranno indossare la mascherina all’ingresso e all’uscita dall’impianto sportivo, in occasione dei colloqui con le persone presenti in campo, al momento dello scambio dei line-up che avrà luogo non sul piatto di casa base ma in luogo all’uopo destinato, mentre gli appelli consisteranno nella mera verifica dei documenti di identità. Gli arbitri, tuttavia, saranno esonerati dall’utilizzo della mascherina durante lo svolgimento della gara. Sarà previsto un “cooling break” ogni tre inning. Sarà vietato ai giocatori sputare e masticare tabacco nonché toccare la palla dopo essersi inumidite le dita. Manager e giocatori potranno avvicinarsi agli arbitri solo previa autorizzazione da parte degli arbitri stessi, mantenendo la distanza di 1,80 m. Nuove regole disciplineranno la visita ai lanciatori sul monte da parte dei manager, che dovranno osservare la medesima distanza. I giocatori che siedono in dog out, infine, dovranno indossare la mascherina e mantenere la distanza di un metro l’uno dall’altro. Nelle gare giovanili gli arbitri dirigeranno la partita da dietro il monte di lancio. Marcon si è prestato poi di buon grado a rispondere alle numerose domande di chiarimenti da parte dei partecipanti all’incontro.

È poi stato il turno del designatore nazionale Cristin, che ha ribadito come il criterio della vicinorietà geografica sarà il criterio principale che guiderà le designazioni, almeno nella fase iniziale dei campionati, dato che le indicazioni che è chiamato ad applicare sono volte a limitare al massimo gli spostamenti degli arbitri per esigenze di tutela della salute. Questo comporterà problemi per diversi arbitri, che non potranno arbitrare nella categoria di pertinenza a causa della loro lontananza dalle sedi di gara delle squadre, ma verranno designati sul campo più vicino, con il rischio che ripetute designazioni per gare della medesima squadra di casa possano comportare anche problemi nella gestione delle partite. L’auspicio espresso da Cristin, condiviso da Marcon, è che il miglioramento della situazione epidemiologica possa portare ad un allentamento di questi rigidi vincoli, visto che la materia è in continua evoluzione e quindi lo stesso protocollo di comportamento sarà soggetto a modifiche.

Infine, il responsabile della COG nazionale Parentini ha delineato una rapida panoramica dei campionati seniores. La stagione inizierà il weekend del 10-12 luglio e si concluderà nel fine settimana del 9-11 ottobre, considerate le squadre attualmente iscritte ai diversi campionati. Tuttavia, variazioni saranno possibili nel momento in cui le società, una volta informate del protocollo di comportamento dopo la sua approvazione da parte del consiglio federale del 12 giugno, decidessero di rinunciare alla disputa del campionato a stretto giro di posta. Questo potrebbe portare alla necessità di riformulare i calendari in tempi rapidissimi, onde consentire la regolare partenza dei campionati come previsto.

La riunione on line è terminata dopo ben quasi 3 ore di dibattito costruttivo e chiarificativo. La data di inizio del play ball si avvicina!!!!