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Qualche ora libera la si spende volentieri lungo la Pacific Coast Highway

Di Riccardo Schiroli

Newport Beach vista dal moloGuidare la macchina sulla Pacific Coast Highway con il finestrino abbassato non ha eguali. Al contrario dei lungomare italiani, quella che e' la strada numero 1 della California e' piuttosto larga e chi la percorre sembra non avere mai fretta. Chi da queste parti ha i minuti contati (non parlo di poca gente...) preferisce le sopraelevate piu' moderne.
Meglio per il sottoscritto, che oggi aveva qualche ora libera, un po' perche' c'e' in programma una sola gara (in notturna) e un po' perche' un bambino ha pensato bene di telefonarmi in camera pensando di mettersi in contatto con i suoi famigliari. In quel momento stavo sognando di fare una telecronaca (devo essere effettivamente malato...) e non mi capacitavo di quel trillo che sovrastava la mia voce. Che strano risveglio.

Dicevo delle ore libere: le ho impiegate per arrivare appunto alla Pacific Coast Highway, che per me e' un luogo mitico da quando ho letto "Meno di Zero" di Bret Easton Ellis. In questi giorni sta per iniziare il cosiddetto "Spring Break" per le High School e le Universita', quindi l'aria che si respira nelle citta' costiere della California del Sud e' piuttosto simile a quella di questo romanzo di culto. Ne riparleremo.

Venire in America per chi fa il mio mestiere e' un po' come fare un corso di aggiornamento. Sempre se si e' disposti ad assorbire quel che giornali, televisioni e slogan pubblicitari mettono a disposizione. Quasi sorprendente, per chi ha fatto gli studi superiori da noi, sara' notare come il linguaggio di chi deve comunicare ad un pubblico sia semplice, a volte al limite del banale. Personalmente, sono pienamente d'accordo. Quando si vuol dire qualcosa, meglio dirla chiara. Tanto di equivoci ce ne sono talmente tanti, che e' bene non complicarsi la vita da soli.
I canali televisivi americani sono invece difficili da seguire per l'immane attacco della pubblicita'. Specie i telefilm sono interrotti con una frequenza quanto meno irritante. In questo senso, noi in Italia siamo riusciti a fare decisamente meglio.
Sfortunatamente, vedo che qui continuano a produrre 'reality show' a getto continuo e questo mi lascia pensare che questi format sbarcheranno presto da noi. Ieri sera, ad esempio, ho visto uno stralcio di "Elimidate". Un giovanotto (invariabilmente bello) si incontra con 3 ragazze (fotomodelle o qualcosa di simile) e deve sceglierne una. E' una situazione talmente da sogno per qualsiasi essere di sesso maschile, che nessuno di noi vorrebbe mai essere ripreso da una telecamera in un contesto del genere. O forse qualcuno che vorrebbe lo conosco, ma certo non lo vorrei io. Comunque: il giovanotto e le 3 'sventole' sono chiaramente attori. Di 'reality' in questo show non c'e' nulla. Questi show sono solo la versione pruriginosa per il video degli "Universal Studios" e di Disneyland.

Venire in America per chi ha i miei problemi di peso e' pericolosissimo, perche' si e' invitati continuamente a mangiare schifezze ('junk food', dicono gli americani). Anche attori di primo piano, e dal fisico statuario, come Brad Pitt non aiutano. Ci avete mai fatto caso? Brad Pitt, che nella realta' e' probabilmente seguito da un dietologo che gli misura la glicemia ogni 7 minuti, nei film ostenta sempre grandi spanzate di patatine, merendine, hamburger. Il tutto leccandosi avidamente le dita. Questo e' davvero un messaggio ingannevole e scorretto nei confronti di noi poveri mortali, non trovate?
Per la mia salute e' invece positivo andare allo stadio da baseball tutti i giorni, perche' a questo modo ci si rende conto dei prezzi esorbitanti che hanno allo stadio i generi alimentari. Per una birra (carta d'identita' alla mano, se dimostrate 40 anni o meno.. .10 prendero' come un complimento) e i miei amati nachos si arriva a circa 13 dollari. AI 'Seven Eleven' che c'e' di fronte al mio motel gli stessi articoli costano un terzo. Viva il 'Seven eleven'.

Sono abbastanza in ansia per il derby asiatico tra Corea e Giappone. L'ultima volta che ne ho visto uno portavo i pantaloni corti e si giocava il primo mondiale italiano. Dei coreani ricordo che scivolarono uno dietro l'altro a casa base. E che fu una scena certamente in usuale. Erano un altro Giappone e un altra Corea, certo. Ma per me quello era il massimo del baseball che avevo visto fino a quel momento.
Sono curioso di vedere questa partita, e il prosieguo del torneo, perche' il baseball coreano (e quello asiatico in generale) non sono usciti bene dall'ultimo biennio. La Corea non si e' qualificata per le Olimpiadi, il Giappone ad Atene ha mancato la finale, Taiwan e' stata sconfitta dall'Italia e ha mancato la zona medaglia.
Qui al Classic e' diverso. La Corea e' l'unica squadra imbattuta e il Giappone e' certamente quella che ha fatto vedere di avere il miglior rapporto tra talento e disciplina. Sarebbe bello verderle tutte e 2 a San Diego, anche se questo significherebbe una mortificante eliminazione delle stelle USA di Buck Martinez.

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