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Se i Sopranos mangiano Sushi, allora l'Italia può giocare a baseball

Di Riccardo Schiroli

"I Sopranos", serie di telefilm culto sulla nuova generazione della mafia italianaInsomma, a 'USA Today' non tornano i conti sul perche' in Italia si gioca a baseball. Un passo avanti rispetto ai primi commenti c'e' stato, visto che l'unico quotidiano nazionale degli USA ha ammesso che tutti i giocatori italo americani della nostra nazionale avevano pieno diritto a rappresentare il nostro paese. Pero' giocare a baseball, secondo USA Today, non fa italiano. "Sarebbe un po' come se vedessimo dei mafiosi pranzare a base
di Sushi" insomma. 
Detto e fatto: l'attesissima prima puntata della sesta (e pare ultima) stagione del telefilm "I Sopranos" (in onda su HBO, in Italia presumo tra qualche mese via satellite) vede Tony Soprano (l'attore James Gandolfini) e la moglie Carmela (Edi Falco) festeggiare l'avvio della nuova attivita' di lei a base di Sushi. "Costa caro" sostiene Tony "Ma almeno non e' la solita cosa". E' evidentissimo l'intento simbolico dell'autore David Chase di dipingere l'avvicinarsi a grandi passi della fine di un mito e forse di un pericolo per la societa' .

Come sempre accade, la puntata dei "Sopranos" e' diventata materia di discussione prima ancora che andasse in onda. I giornali hanno dedicato pagine e pagine a questa tematica, approfittando anche dell'annullamento del processo a John Gotti, presunto boss della famiglia Gambino. Per la cronaca, Gotti dichiara a tutti di essersi "ritirato" dalla criminalita' organizzata; e' un altro fatto epocale, visto che per un Good Fellow (un Uomo d'Onore) andare in pensione sarebbe assolutamente inconcepibile.
"I mafiosi italo americani" ha dichiarato un anonimo agente dell'FBI "Oggi non sono piu' come una volta". E siamo al punto.

Quando si scrive "Italia" in molta parte dell'America si legge "pregiudizio". E il tratta mente riservato da alcuni articolisti alla nostra nazionale non smentisce questa affermazione. Gli italiani sono quelli che imbrogliano (notate quanto il parallelo appaia facile?) e quindi avranno imbrogliato anche per mettere in regola i documenti di Piazza e Catalanotto e compagnia.
Visto che non c'e' niente di piu' falso, ne possiamo parlare finche' volete. Ma permettetemi di sottolineare come faccia male sapere che in Italia c'e' chi alla fine questi pregiudizi quasi li benedice. E certamente, con determinati atteggiamenti li incoraggia.

A giudicare dallo stupore dimostrato da chi non si aspettava di vedere l'Italia vincere almeno una partita, va dato ancor piu' credito agli azzurri per come hanno giocato in questo torneo.
"L'Italia non ha niente di cui vergognarsi" scrive il sito ufficiale della Major League come commento al girone 'D'e si avventura addirittura in un parallelo (ardito, diciamolo) shakespeariano: "Piazza come Re Lear, dice quel che si sente e non quel che e' meglio dire".

Parecchio credito all'unica vittoria dell'Italia lo ha dato l'Australia. I piu' critici si sono naturalmente gia' scordati del fatto che gli 'aussie' hanno vinto la medaglia d'argento ad Atene, ma prima che si scordino anche di come hanno chiuso il torneo, glielo ricordero' io: perdendo 2-0 e 6-4 contro Venezuela e Repubblica Dominicana, quindi con pieno onore.

L'Italia esce dal Classic senza sconfitte umilianti, al contrario della Cina (3 manifeste), del Sudafrica (che comunque e' andato oltre le aspettative, ma contro gli Stati Uniti e' durato solo 5 inning) e della stessa Cuba, che ha chiuso la prima fase con una sconfitta in 7 inning contro Portorico. A mia memoria, alla 'seleccion' non era mai successo.
Panama stesso ha perso per manifesta contro un'ottima Olanda, che ha messo in mostra un volto nuovo che fin d'ora preoccupa, se torniamo a pensare all'eterna sfida Continentale: il 18enne antillano Shairon Martis, che contro Panama ha firmato una clamorosa 'no hit'.

Concludendo: al primo World Baseball Classic e' stata bella Italia, lasciatemelo dire forte. E vi prego, seguitemi da quel di Anaheim, California. Ci sono ancora tantissime storie da raccontare.

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