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Marco Salvi, papà e coach, in una foto di qualche anno fa

Priscilla, Giulia e Annagiulia ricordano con affetto Marco Salvi

Il 23 maggio un malore improvviso ha portato via alla famiglia, agli amici e ai diamanti Marco Salvi, già coach e dirigente nel Cali Roma, ma soprattutto appassionato e ‘papà’ del softball. 
A lui e alla sua passione devono molto Priscilla Brandi, Giulia Longhi e Annagiulia Mancini, che ci hanno inviato questa lettera aperta che, volentieri, pubblichiamo, unendo al loro il cordoglio di tutto il movimento.

Se ci fermiamo un attimo a pensare, per noi che, da quando eravamo bambine, viviamo per il softball, il diamante è la metafora della vita. Partiamo tutti da uno stesso punto quando nasciamo, percorriamo il nostro cammino base dopo base, con le difficoltà, le gioie, i dolori, gli incontri, l’amore, l’amicizia, chi più in semplicità, chi con complicazioni e ostacoli quasi sempre superabili, abbiamo le nostre soddisfazioni, i nostri dolori, le cadute e ci rialziamo più forti di prima.

Sappiamo anche che sarà una strada percorsa con velocità diverse. Con tempi e destini ognuno distinto dall’altro, ma prima o poi è da dove siamo partiti che torneremo. Non c’è bisogno di chiamare questo luogo paradiso, è il nostro luogo di ritorno, il nostro infinito, il nostro tutto, affidatoci in maniera diversa perché noi siamo tutti diversi.

Tu, Marco, hai avuto un tempo troppo breve, il tuo percorso, la tua corsa tra una base e l’altra, ha voluto superare tutti i record di velocità, ci hai voluto precedere per farti trovare lì e battere con noi la mano, ogni volta che, anche per noi, il percorso sarà finito. Finito? Ecco questo non c’è dato sapere, magari non finisce nulla, magari, come dicono coloro che credono, è un nuovo inizio; magari quella che giochiamo sulla terra è una partita di baseball in notturna e dopo casa base la partita ricomincerà, finalmente luminosa e leggera.

Ma tu ci manchi, ci mancherai. Continua, ovunque tu sei andato, a stilare le nostre statistiche di giocatrici, a tifare per noi con il tuo inconfondibile entusiasmo, enorme disponibilità e pazienza, noi ti assicuriamo che resterai sempre qui, perché nessuno va via veramente se resta nel cuore delle persone che l’hanno conosciuto e amato.
Elena ed Erica, ci siamo state, ci siamo e ci saremo, più forti di prima.

Le tue Annagiulia, Giulia e Priscilla.