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Greta Cecchetti in pedana nel 2014 (Claudio Atzori/Oldmanagency)

Greta Cecchetti: benvenuta nel club dei 1000

Sabato scorso, durante gara 1 della semifinale playoff tra il suo MKF Mollificio Bollate e il Poderi Dal Nespoli Forlì, Greta Cecchetti è entrata in un ristretto club di lanciatrici che può fregiarsi di aver superato il prestigioso traguardo dei 1000 K. La ventisettenne lanciatrice bollatese, con uno strike-out sulla compagna di nazionale Ilaria Cacciamani, nel corso delle quarta ripresa, è dunque entrata di diritto nella storia del softball italiano.

Un club ristretto, costituito finora solamente da 7 membri: Cecchetti diventa l’ottava socia. Dopo Sun Yue-Fen che guida, irraggiungibile, o quasi, a quota 1800, ci sono Monica Corvino (1571), Kelly Hardie (1417), Daniela Castellani (1383), Roberta Soldi (1368), Claudia Petracchi (1359) e Christine Oliver (1119).

E proprio da una delle sue nuove compagne parte la lanciatrice azzurra per commentare questo straordinario obiettivo raggiunto: “Uno delle cose che mi ha fatto più piacere, sabato sera dopo aver raggiunto questo traguardo, è stato leggere un messaggio di Monica Corvino. I suoi complimenti, unitamente a quelli di Marina Centrone (il manager azzurro me li ha fatti pubblicamente su facebook), mi hanno resa molto felice e orgogliosa”.

A proposito di facebook, hai affidato proprio ai social network alcuni ringraziamenti che non sono passati inossservati.Facebook Cecchetti

“Ho voluto condividere questa gioia con alcune delle giocatrici che credo abbiano maggiormente contribuito al raggiungimento del traguardo. Da ognuna di loro ho ricevuto molto e con loro mi sembrava giusto festeggiare”.

Festeggiamenti solo virtuali, o quasi, visto che il record è arrivato nel corso di una partita che la tua squadra ha perso. Oppure sei riuscita a fare un brindisi ugualmente?

“In effetti non è stato un festeggiamento memorabile, proprio perché abbiamo perso e anche perché sinceramente io sono una che guarda maggiormente alle statistiche di squadre che a quelle individuali. Il lavoro della squadra è quello che paga e che porta ai risultati, io sono sempre stata così. Però è altresì vero che dopo le partite, nonostante le 2 sconfitte, a tavola con le mie compagne di squadra, abbiamo brindato”.

Che sensazione si prova a essere arrivata sopra i 1000?

“Sinceramente non mi sono mai vista come una lanciatrice da strike-out e, a essere sincera, anche quando dopo aver ottenuto il millesimo, rientrando in dug-out, il mio manager Luigi Soldi me lo ha fatto notare, mi sentivo un po’ stranita. Non ho mai dato molto peso a questo tipo di numeri. Da giovane, quando ho cominciato a lanciare e ho affrontato per le prime volte il campionato di Serie A, ogni K che riuscivo a ottenere lo valutavo come un evento da ricordare. Non sono mai stata una lanciatrice da strike-out, o almeno non mi sono mai ritenuta tale. Pian piano, soprattutto dopo l’esperienza negli Stati Uniti, acquisendo maggiore esperienza e controllo dei miei lanci, anche con la capacità di utilizzare meglio gli effetti, ho cominciato a ottenerne sempre di più e, alla fine, eccomi qui a festeggiare questo record.

Qual è il segreto per ottenere uno strike-out?

Tirare ball ma fare in modo che il battitore creda che la palla sia strike. In questo modo, con gli effetti, stai lontano da zone pericolose ma invogli il battitore, con la palla comunque fuori portata, a girare la mazza”.

Te li ricordi tutti, i 1003 K che hai effettuato?

“Assolutamente no. Ci mancherebbe altro. Ce ne sono alcuni che ricordo, ma tutti è impossibile”.

Quali sono quindi quelli che ricordi con maggiore piacere o che sono più scolpiti nella tua mente?

“Non te lo dirò mai! Li tengo gelosamente custoditi in uno scrigno della mia mente. Non voglio sembrare presuntuosa o invece risultare antipatica a qualche avversaria. Anche perché sono io la prima non sopportare l’idea che qualcuno possa avere come obiettivo nella vita di pensare a un singolo out, o una singola valida. Ti faccio un esempio: mi dà tantissimo fastidio quando sento dire ‘ho battuto contro la Greta’. Se una giocatrice ha colpito i lanci di una lanciatrice ritenuta forte, come potrei in questo caso essere io, significa che è stata brava, che ha delle doti e fare quel tipo di ragionamento può essere solo una diminutio che nello sport non deve nemmeno essere presa in considerazione”.

A proposito, è sempre bravura o c’è anche la fortuna in qualche caso? Per esempio la fortuna di avere un arbitro che chiami correttamente.

“È fuor di dubbio che gli arbitri contino molto su una eliminazione al piatto e, peraltro, non è sempre l’ultimo lancio quello che può essere considerato decisivo per un turno di battuta, ma gli arbitri fanno parte del gioco. Certo qualche volta, specialmente quando guardo le partite di MLB, penso che ci vorrebbe il challenge anche sulle chiamate a casa base, però mi rendo conto che sarebbe una novità regolamentare inapplicabile”.

Tornando alle partite dei playoff che non ti hanno permesso di festeggiare al massimo questo traguardo, come credi che finirà la serie tra Bollate e Forlì?

“Sono convinta che possiamo portargli via gara 3. Anche perché se si analizzano bene le 2 partite che abbiamo perso a Forlì, Greta Cecchetti Usa 2011nonostante fossimo prive di ben 4 titolari su 9, abbiamo retto benissimo e ce la siamo giocata alla pari. Questo ci dà fiducia per le gare che si giocheranno sabato a Bollate, perché sono convinta saranno più di una”.

In conclusione parliamo ancora del club dei 1000: adesso l’obiettivo qual è? A che numero conti di chiudere la carriera?

“Non te lo saprei proprio dire. Anche perché non ho proprio voglia di pensare a quando smetterò. Sarei già di mantenere una media vicina a quella degli ultimi anni. Contando che vorrei arrivare certamente a giocare fino alla qualificazione olimpica e, chissà, alle Olimpiadi di Tokyo, mancano 4 anni minimo. Ma, ripeto, non ci voglio pensare”.

Allora cerca di pensare a come vorresti fosse l’ultimo K della tua carriera.

“Più che come potrà essere l’ultimo K, voglio sognare che l’ultimo inning che giocherò in pedana si possa concludere con uno strike-out!