Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo
instagramyoutubecustom1

Donna Lopiano: "E' un grande onore, che il softball italiano assegni un premio a mio nome"

Dalla stagione 2013 il premio al miglior lanciatore di baseball prodotto della scuola italiana è intitolato a Giulio Glorioso. Dalla stagione 2015 nasce il premio omologo per il softball. Sarà consegnato al Gala dei Diamanti del 6 dicembre e viene intitolato a Donna Lopiano.

Donna è nata l'11 settembre del 1946 negli Stati Uniti (a Stamford nel Connecticut), figlia maggiore di Thomas e Josephine, italo americani di prima generazione che vivevano gestendo un ristorante. Coltivava un sogno atipico per una bambina: giocare negli Yankees.
Thomas non si preoccupò più di tanto quando qualcuno tentò di scoraggiare la figlia in quanto femmina e per la Prima Comunione le regalò un guantone.
A soli 16 anni Donna Lopiano fu invitata a giocare per le Brakettes, leggendaria squadra di softball femminile. Prese subito a modello la grande lanciatrice Joan Joyce. Non rinunciò tuttavia agli studi: finita la High School, ottenne un diploma in Educazione Fisica alla Southern Connecticut State University. Nel 1972 vinse il campionato nazionale (il sesto) con le Brakettes, partecipò alla prima Coppa Intercontinentale a Reggio Calabria e ottenne un Dottorato dalla University of Southern California.

A soli 26 anni la sua carriera agonistica poteva considerarsi conclusa.
Nel 1974 però il Presidente FIBS Bruno Beneck affidò a Donna Lopiano l'incarico di assistente di Tino Soldi, il neo manager della nazionale di softball.
Lavorare con Lopiano cambiò per sempre il modo di formare i pitcher in Italia. Riprendiamo quanto dichiarò lo stesso Tino Soldi nel 2006, quando il periodo venne ricostruito durante la realizzazione del volume storico Un diamante azzurro: "Noi conoscevamo solo il movimento a fionda e lei ci fece capire che a quei livelli, contro quei battitori, non ci avrebbe aiutati a ottenere molto. Poi ci spiegò il movimento del lancio a mulinello".
L'Italia vinse 3 partite (contro Portorico, Nuova Zelanda e Isole Vergini) e propose come lanciatore numero uno Nadia Barolo, che allora aveva appena 14 anni: "Mi ha fatto fare il salto di qualità come lanciatore" disse Nadia nel 2006 "Quello che mi ha colpito maggiormente, è stata la sua mentalitàNadia Barolo è stata indotta alla Hall of Fame del softball italiano nel 2009 vincente, la sua visione oltre quello che noi consideravamo i nostri limiti. Le espressioni non posso e non riesco non facevano parte del suo vocabolario. Durante l’anno intenso di allenamenti in
preparazione del Mondiali" prosegue Barolo "Mi ha trasferito una quantità di informazioni e, soprattutto, mi ha insegnato l’approccio mentale da utilizzare in allenamento, in partita, nel post partita. Continua a essermi utile ancora oggi, nel mio lavoro e nella mia vita privata".

Dopo quel Mondiale Donna Lopiano, che già lavorava come assistente del Direttore della sezione sportiva del Brooklyn College, si trasferì all'Università del Texas per ricoprire il ruolo di responsabile della stessa sezione Athletics, iniziando una carriera di grandi successi sportivi (18 titoli in 6 sport diversi), Accademici (i suoi studenti-atleti incrementarono decisamente il rendimento) e gestionali.
Dal 1992 al 2007 Donna Lopiano ha ricoperto l'incarico di Direttore Generale della Women's Sports Foundation, arrivando (1995) a essere compresa tra le 100 persone più influenti del mondo dello sport americano.
Ha poi fondato Sports Management Resources e firmato decine di pubblicazioni.
E' membro della National Sports Hall of Fame e della National Softball Hall of Fame.

Da noi raggiunta via e mail, Donna Lopiano ha risposto che ritiene il fatto che le sia stato intitolato il premio: "Un grande onore. Ho uno splendido ricordo del mio lavoro con la nazionale italiana".
Ha poi aggiunto: "Il successo di un lanciatore non viene grazie alla sua taglia, alla sua forza e al talento naturale. Piuttosto, arriva quando si è padroni di una meccanica, in seguito all'impegno a fare 200 lanci al giorno. Ottiene successo il lanciatore che ama la competizione con il battitore e che conserva una insaziabile voglia di imparare. Ricordo e ancora apprezzo dei lanciatori italiani con cui ho lavorato la loro voglia di imparare e la gioia con cui giocavano. Queste sono cose che nessuno può insegnare, ma che fanno la differenza tra chi è bravo e chi è un campione".

Nel fotomontaggio di copertina: Lopiano ventenne e in una immagine recente