Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo
instagramyoutubecustom1

Loredana Stefani "Avevo una squadra e delle compagne stupende, ma dovevo realizzarmi professionalmente"

di Davide Bertoncini

Ho sempre un debole per gli sportivi che lasciano al culmine della carriera, quei giocatori dalla vita sportiva corta ed intensa, che poi escono totalmente dal mondo delle competizioni.
Non so perché ma esercitano tutti un fascino particolare su di me, forse perché uno dei miei idoli era il tennista svedese Bjorn Borg, probabilmente il caso più eclatante del genere.
Stavo cercando qualche ex giocatrice di softball per fare una serie di interviste e mi sono imbattuto nelle statistiche di Loredana Stefani, che dopo le categorie giovanili ha tenuto alti i colori del Crocetta Parma tra il 1989 ed il 1997.
Loredana è stata sicuramente una delle migliori lanciatrici italiane degli anni '90, per 8 stagioni è andata in doppia cifra con le vittorie ed in 4 campionati ha ottenuto una ERA inferiore ad 1.00, ha vinto lo scudetto nel 1989 con la squadra targata "Robuschi" assieme a giocatrici del calibro di JoAnn Ferrieri, Paola Marfoglia, Paola Sarassi, Elizabeth O'Connor e Sabrina Triani, solo per citare le più famose.
Nel 1998 è passata al Langhirano prima di appendere il guantone al chiodo, salvo una fugace apparizione nel 2001 per dare un aiuto al Crocetta.
L'ho rintracciata grazie a Facebook dopo qualche settimana di ricerca; Loredana mi ha gentilmente mi ha concesso questa intervista dopo un fitto e piacevole scambio di email.

Ci racconti come hai iniziato a giocare ?
Avevo 14 anni, da tempo incontravo allenatori che mi volevano nelle loro squadre di pallavolo o pallacanestro, con la statura che mi ritrovo.
Anche se ho provato a praticarli entrambi non mi hanno mai entusiasmata.
Pensavo al baseball, sinceramente non avevo la minima idea di come si giocasse, forse mi piaceva la divisa non succinta come quella di altri sport ... fatto sta che la fidanzata di mio fratello di quel periodo conosceva Cinzia Mossini (giocatrice del Crocetta nda) che mi ha messo in contatto con una persona stupenda, Catuzzi (allora presidente della società nda).

Hai esordito in serie A nel 1989 a 17 anni, ti hanno gettato nella mischia un po' all'improvviso, cosa ricordi di quei momenti ?
Mi piaceva giocare e basta, sono sempre stata "passionale" dando il massimo di me stessa nelle cose che facevo, mai competitiva, ed immatura per un ambiente che pretendeva molto da me....

Hai avuto una grande carriera, tra 1989 ed il 1998 hai sempre avuto dei grandi numeri, puoi raccontare a chi non ti ha visto che tipo di lanciatrice eri ?
Non saprei dire ... ricordo che ero sempre incavolata perché non mi facevano battere, ma ero bravina anche in battuta !

Che ricordi hai di quegli anni ed in generale della tua esperienza nel Crocetta ?
Eravamo una squadra stupenda, avevo delle compagne di gioco magnifiche e mi divertivo tantissimo con loro sia in campo che fuori.
Purtroppo non ho vissuto bene quegli anni perché avevo bisogno di realizzarmi anche professionalmente e non riuscivo a lavorare, studiare e giocare, il periodo in cui ero molto impegnata con lo sport coincideva con quello in cui avrei dovuto pensare al mio futuro.


Hai lasciato la Crocetta nel 1997 quando eri ancora all'apice, poi un anno a Langhirano e stop, come mai hai smesso così presto ?
Avevo la nausea del softball, avevo bisogno di fare altro.

In nazionale hai collezionato solo 19 presenze, pensi di essere stata un po' trascurata ?
Non avevo il carattere per stare in quell'ambiente, non ho mai giocato bene in seniores, forse ero troppo timida e insicura...

In futuro pensi di tornare come allenatore o dirigente ?
Mi rendo conto di avere un patrimonio di esperienze raro che è un peccato non trasmettere, le poche volte che ho provato ad allenare vedevo che i tempi erano cambiati e le ragazze si stancavano presto, non erano disposte a lavorare come facevamo noi, anche per questo è calato così tanto il livello.
Anche se ho dei bei ricordi sinceramente penso di aver dedicato abbastanza tempo al softball da preferire altre cose in quello che mi rimane.

Segui il campionato italiano o il softball in generale ?
No.

Ripercorrendo la tua carriera qual è stato il momento più bello e quale quello più brutto ?
Forse quando Cinzia Mossini mi è venuta incontro con la palla del 3° out nel guanto alla finale scudetto o quando ho sentito il mio nome come miglior lanciatore europeo mentre ero impegnata a togliermi il fango dalle scarpe...
Forse la cosa per cui ho sofferto di più è che fino all'ultimo hanno sempre dato estrema fiducia alle straniere come risolutrici delle partite più impegnative, ma non si sono mai dimostrate tali. Io soffrivo a stare in panchina perché sapevo che ce l'avrei fatta.


Quale allenatore ti ha dato maggiormente un contributo dal punto di vista tecnico e quale dal lato umano ?
Paolo Rizzardi è sempre stato presente, ma tutti mi hanno dato qualcosa. Ho avuto la fortuna di avere conosciuto i migliori pitching coach del mondo, ma la Jo Ferrieri mi ha dato una bella impronta.

Qual 'è la giocatrice che hai più ammirato ed a cui ti sei ispirata ?
La Jo (Ferrieri) sicuramente.

Hai un pensiero per concludere o un aneddoto curioso o divertente di quel periodo ?
Ci piaceva andare a fumarci una "paglia" (sigaretta in dialetto parmigiano nda) nascoste dietro al tabellone a fine partita a commentare... era il nostro 3° tempo !
Sono sempre stata anti fumo, ho iniziato in nazionale senza sapere il motivo, venivano sempre a fumare in camera mia...quindi se non puoi combatterli....
Come ultima cosa colgo l'occasione per scusarmi con il Langhirano, soprattutto con le ragazze, ho trovato gentilezza disponibilità e simpatia da parte di tutti loro, io non sono stata corretta nei loro confronti, ma in quel periodo non ce la facevo più.

LE STATISTICHE DI LOREDANA STEFANI