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UNA PRECISAZIONE DI ALESSANDRA CIRELLI E TONINO MICHELI

Di Davide Bertoncini

Dopo la pubblicazione dell’intervista a Tino Soldi (scritta in occasione dei 40 anni del Bollate softball) abbiamo ricevuto le telefonate di Alessandra Cirelli e Tonino Micheli, che hanno voluto dare la loro versione relativamente allo spareggio scudetto del 1983 citato nella suddetta intervista, che li ha visti protagonisti come avversari di Soldi nelle file della Lazio.

“Innanzitutto ci tenevo a dire che ci aveva seguito un gruppo di amici e fidanzati, che non raggiungeva la decina” esordisce la Cirelli “Forse un po’ rumorosi, ma sicuramente non si trattava di centinaia di ultras. Non voglio invece commentare i presunti favori arbitrali; volevo però citare un episodio per onore della verità” continua l’ex giocatrice, ora tecnico “Donatella Cena ci aveva raggiunto direttamente a Bologna e si era dimenticata la carta d’identità. All’epoca c’era la regola che permetteva di richiedere il riconoscimento dell’atleta agli avversari". (Pochi anni prima ci fu un clamoroso caso nel calcio, quando il Milan non 'riconobbe' il capitano dell'Avellino Lombardi, n.d.r.) "Ebbene, Chicco e Tino Soldi (che l’avevano allenata in nazionale) non riconobbero Cena e noi giocammo senza una delle nostre migliori atlete! “A livello regolamentare niente da dire, ma a livello sportivo … mi ha dato fastidio leggere certe dichiarazioni, soprattutto da gente che ho sempre stimato per il lavoro che fanno a livello giovanile. Volevo concludere sottolineando che la Lazio è sparita, ma Alessandra Cirelli c’è ancora ed è ancora sui campi”.
 
Le fa eco pochi giorni dopo Tonino Micheli, allora allenatore della Lazio: “Per l’esattezza le persone che ci hanno seguito erano 7 ed avevano noleggiato un Transit. Se sono rimasti nello spogliatoio sarà stato per festeggiare, non sicuramente per la minaccia di alcuni tifosi e non ricordo nemmeno l’intervento della polizia. Sicuramente l’episodio della Cena ci ha penalizzati ed era stato ripreso anche dal 'Corriere della Sera', evidentemente quella gente ha qualcosa di personale contro la Lazio. Sono anche indignato per le accuse rivolte agli arbitri, soprattutto considerato che in una Coppa Campioni il Bollate fece giocare due giocatrici non tesserate, con  la ESF che prese provvedimenti; senza citare altri episodi come l’allagamento premeditato del campo per rinviare una partita. Evidentemente" conclude Micheli "La gioia ed i festeggiamenti per quella vittoria ha fatto annebbiare i ricordi …”

L’autore intende a sua volta precisare che lo scopo dell'intervista era rievocare episodi storici e significativi per una società attraverso la voce di un protagonista. L'articolo non intendeva in alcun modo creare lo spunto per una serie di polemiche.
Ciò detto, l'autore riteneva doveroso dare spazio a questa replica e ritiene a questo punto chiusa la vicenda.