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Paolo Basso e Gianni Donà "a scuola" dai Mets

I tecnici trevigiani Paolo Basso e Gianni Donà hanno frequentato l'Accademia dei Mets a Boca Chica, in Repubblica Dominicana. Riportiamo integralmente questo articolo, che trasuda entusiasmo.

di Paolo Basso

"Ma questo è il Paradiso? No! E' la New York Mets Academy di Boca Chica". Potrei iniziare così il mio racconto della settimana trascorsa nell'Academy dei Mets a Boca Chica in Repubblica Dominicana, parafrasando la famosissima frase pronunciata da Ray Liotta (alias Shoeless Joe Jackson) nel film L'uomo dei sogni.
Dopo aver dato vita per anni con i miei articoli alle 6 Instructional League vissute dall'amico allenatore trevigiano Gianni Donà, ho potuto trascorrere, grazie ai suoi agganci con l'organizzazione dei Mets, 6 giorni indimenticabili a contatto con una realtà sportiva-organizzativa che ha dell'incredibile.
Tutto è cominciato per il meglio con autista e pulmino dei Mets ad aspettarci all'aeroporto di Santo Domingo. Quando siamo arrivati al cancello d'ingresso dell'Academy dei Mets mi è sembrato di immergermi in un'atmosfera paradisiaca. Il lungo viale d'accesso che si snoda attraverso prati e la rigogliosa vegetazione, è così curato da sembrare finto. La sede di front office, spogliatoi, foresteria, palestre e magazzini occupa il centro dei 37 acri dell'intera struttura. I 3 campi da baseball (di cui uno con l'infield in sintetico) sono disposti a trifoglio attorno ad una torretta di controllo. Uno di questi è la copia del City Field di New York.

Dopo essere stati vestiti di tutto punto, Gianni Donà (che è di casa) mi ha presentato all'Amministratore dell'Academy, il signor Juan Henderson, al coordinatore Rafael Landestoy e a tutto lo staff tecnico. Tutti mi hanno accolto con un calore tale da lasciarmi senza parole. Da quel momento è iniziata con lo staff meeting, la mia prima giornata.
Il primo punto della riunione è stato l'esame dei giocatori sulla lista infortunati. La macchina organizzativa dei Mets non può permettersi di perdere nessuno dei giocatori presenti. Gli infortunati, seguiti da un team di fisioterapisti, ricevono le migliori cure riabilitative in sede e nei casi più problematici vengono mandati direttamente a New York.
Il briefing poi è continuato esaminando le attività della giornata. E' seguito un brevissimo incontro con tutti i giocatori e lo staff tecnico, mentre Landestoy ha descritto la seduta d'allenamento della giornata e ha fatto il punto su quanto era successo il giorno prima. Nell'occasione ha comminato delle punizioni (tipo corsa foul-foul o altro) a quei giocatori che non avevano rispettato le regole, ricordando a tutti che, per poter raggiungere il loro obiettivo di arrivare nella MLB, devono apprendere la disciplina.
I giocatori, divisi in 2 team che contano in totale 52 position player (12 catcher, 20 interni e 20 esterni) e 45 lanciatori, dopo l'allenamento previsto nella programmazione giornaliera, scandita da tempi definiti, solitamente giocano alle 11 una partita contro una delle altre 29 franchigie della MLB.

Alla stregua di un un coach dei Mets ho seguito dal dugout 3 partite contro Yankees, Pirates e Cardinals e ho aiutato l'hitting coach Leo Hernandez nei drill di battuta. Quello che più impressiona è la qualità dei giocatori in campo, da ambo le parti, con i pitcher che sistematicamente lanciano la fastball a 92/94 miglia (parliamo di giocatori dai 16 ai 21 anni d'età). Una delle cose che mi ha toccato più profondamente è la disponibilità di tutti i coach a condividere senza remore la loro conoscenza del gioco, facendoti sentire parte del gruppo.
Il veterano Gianni Donà, che in queste settimane di fine novembre festeggiava la sua settima Instructional League, è stato utilizzato come coach di prima base in 2 incontri.

La magia della vita nell'Academy è anche quella di poter incontrare giocatori attualmente in MLB. Molti degli allenatori dello staff dei Mets a Boca Chica hanno giocato diversi anni in Grande Lega e nel periodo in cui sono stato presente ho conosciuto Miguel Valdes (Minor League Short Season Pitching Coordinator) un guru del lancio, come lo definisce a ragione Donà. Una personalità incredibile, plurilaureato e carismatico allenatore di grandissimo spessore. Lancio la proposta di invitarlo alle nostre Convention Coach nazionali.
Ho conosciuto Dick Scott (Minor League Field Coordinator), che era di passaggio nel suo tour tra le minor. Ma l'incontro più incredibile per me, che amo la storia del baseball e curo il sito fieldofdreams.it, è stato con Osvaldo Virgil, classe 1932: il primo dominicano a giocare in Major League nel 1956 con i Giants e il primo colored dei Detroit Tigers (l'ultima squadra a inserire nel roster un giocatore di colore nella storia delle Major) nel 1958. Una fonte inesauribile di ricordi del passato e dei tanti campioni conosciuti, come Jackie Robinson e Roberto Clemente, ma soprattutto un grandissimo conoscitore del gioco per aver continuato la sua carriera come coach con i Giants (1969-72; 1974-75), Montréal Expos (1976-81), San Diego Padres (1982-85), e Seattle Mariners (1986-88). Cosa si può desiderare di più!

L'Academy non forma solo giocatori, dà loro anche un'istruzione, permettendo ai ragazzi di continuare qualsiasi livello di scuola che avevano lasciato prima di entrare nell'organizzazione dei Mets e acquisire il diploma di scuola superiore. Il fatto è che per ogni giocatore che riesce ad arrivare in MLB ci sono forse 99 altri giovani che non ce la fanno. E l'Academy dei Mets di Boca Chica è una delle poche tra le strutture delle franchigie di Major che dalla sua nascita ha portato avanti questa encomiabile iniziativa e ogni anno diploma diversi giocatori.
Proprio il 19 novembre sono stati festeggiati 6 nuovi diplomati grazie alla collaborazione dei Mets con CENAPEC (Centros de Educación a Distancia), con una grande cerimonia all'interno dell'Academy. Presenti per l'occasione Ronny Reyes (Coordinator, International Operations NY Mets), Paul TaglieriGianni Donà con Niccolò Clemente (Director of Florida Operations / General Manager Port St. Lucie NY Mets); José Oscar Pérez (Director MLB in Dominican Republic), Juan Henderson, Lynette Nadal (coordinatrice di Educazione e Cultura dei NY Mets); Rafael Landestoy. Alla cerimonia erano anche presenti le giovani stelle dei Mets: Jeurys Familia, Jenrry Mejía, Gonzalez Germen e Rafael Montero, tutti usciti da questa Academy.
L'attività a Boca Chica si è chiusa il 28 novembre e riaprirà nel gennaio 2015 per la preparazione alla Dominican Summer League (livello Rookie League), composta da 5 division e che prevede la disputa di 72 partite.

Mentre con grande rammarico ho dovuto ritornare in anticipo, interrompendo così il sogno di una vita, l'amico Gianni Donà si è trattenuto un'altra settimana e ha avuto così l'opportunità di incontrare e veder lanciare il giovane pitcher bolognese Nicolò Clemente durante una partita contro Boston.
A detta di Donà, Clemente è: “Sicuramente un grande prospetto. Le qualità ci sono. Dipenderà molto da lui e dalla fortuna”.

Per chiudere questo articolo desidero ringraziare tutto lo staff dei Mets di Boca Chica: hanno accolto me e il caro amico e veterano Gianni Donà, con grande affetto.