Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo
instagramyoutubecustom1

Sul filo della memoria: luoghi del baseball e del softball a Roma

A partire dall'immediato dopoguerra, a Roma si giocò prima a softball, grazie all'opera di divulgazione di Guido Graziani e della YMCA e poi (dal 1949). Si giocò in diversi luoghi e Gianni Sbarra, in un suo studio, ne ha elencati oltre 50. Molti di questi non esistono più, ma per fortuna ci sono la memoria e le testimonianze che ci aiutano. Pubblichiamo questa memoria di Roberto Buganè

Mi sono trovato a passare nella zona di Piazza Bainsizza nei pressi della quale esisteva un grande piazzale sterrato sul quale dal 1946 con certezza, ma forse fin dal 1945, si giocò con la palla soffice. Il luogo godeva di due vicinanze strategiche: una costituita dal Comando delle truppeLa piantina disegna da Gianni Sbarra americane, insediatosi oltre il Tevere negli edifici del Foro Italico (oggi sede del CONI), l'altra dall'ospedale militare americano, che diverrà poi una caserma della Marina Militare, vicinissimo al terreno dedicato al gioco

Oggi è impossibile riconoscere il luogo. Mi sono allora rivolto ad uno dei protagonisti di quei giorni e cioè a Gianni Sbarra.
Già da alcuni anni Gianni ha donato al Museo FIBS un suo disegno che ritrae l'ambiente nei pressi del campo. E' una scenetta simpatica: si possono notare due soldati americani che chiacchierano guardando verso il luogo nel quale si sta svolgendo una partita. Si riconoscono le protezioni con le quali un bar quasi all'angolo di via Timavo aveva riparato dalle palle battute in foul i lampioncini che illuminavano il suo ingresso. Pensavo, con molto ottimismo, di poter riconoscere il luogo proprio dal particolare del bar. Ma sono rimasto deluso.
Ho chiesto ancora lumi a Gianni il quale, da par suo, qualche giorno dopo mi ha regalato un suo schizzo con la planimetria dei luoghi e le indicazioni necessarie per riconoscere il luogo. Per non dimenticare.